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Foro del consumatore: scelta limitata o ampliabile?

Una famiglia di consumatori residenti all’estero ha citato in Italia una compagnia di crociere per un danno subito durante un viaggio partito da un porto italiano. La Corte di Cassazione, confermando la qualifica di consumatori, ha sospeso il giudizio e chiesto alla Corte di Giustizia UE se il foro del consumatore consenta di agire solo presso il domicilio del professionista o del consumatore stesso, o se permetta anche di scegliere il luogo di esecuzione del servizio, come il porto di imbarco.

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Pubblicato il 20 gennaio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Foro del Consumatore: la Cassazione interroga la Corte di Giustizia UE

L’ordinanza interlocutoria delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione solleva una questione di fondamentale importanza per la tutela dei consumatori in Europa. Il caso riguarda la determinazione della giurisdizione in una controversia internazionale e pone un interrogativo cruciale: le opzioni previste dal foro del consumatore nel Regolamento UE n. 1215/2012 sono le uniche possibili o il consumatore può avvalersi anche di altri fori, come quello del luogo in cui il servizio è stato eseguito? La risposta che fornirà la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) avrà un impatto significativo su innumerevoli contratti transfrontalieri.

I Fatti di Causa

Una famiglia residente in Irlanda acquistava online un pacchetto vacanze per una crociera nel Mediterraneo da una nota compagnia con sede nel Regno Unito. Il viaggio prevedeva l’imbarco e lo sbarco in un porto italiano. Durante la crociera, uno dei figli minori della coppia subiva un presunto danno a causa di una condotta del personale di bordo.

I genitori decidevano quindi di citare in giudizio la compagnia di crociere dinanzi al Tribunale italiano, chiedendo il risarcimento dei danni. La società convenuta eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice italiano. Sia il Tribunale di primo grado che la Corte d’Appello accoglievano l’eccezione, negando la giurisdizione italiana. La famiglia ricorreva allora per cassazione.

L’Analisi della Corte e la Questione Pregiudiziale

La Corte di Cassazione, prima di decidere, ha dovuto affrontare due nodi principali. Il primo riguardava la qualifica dei ricorrenti come ‘consumatori’. La difesa sosteneva che, avendo il padre acquistato il pacchetto tramite la propria agenzia di viaggi a un prezzo scontato, non agisse come consumatore. La Corte ha rigettato questa tesi, affermando che la finalità del contratto era palesemente turistica e familiare, quindi estranea all’attività professionale. L’uso della qualifica professionale era del tutto marginale rispetto allo scopo del viaggio.

Il secondo e più complesso nodo riguarda l’interpretazione dell’art. 18 del Regolamento UE n. 1215/2012. Questa norma stabilisce che l’azione del consumatore contro l’altra parte del contratto ‘può’ essere proposta davanti ai giudici dello Stato membro in cui è domiciliata tale parte o davanti ai giudici del luogo in cui è domiciliato il consumatore. Il dubbio interpretativo è se il verbo ‘può’ limiti la scelta a queste due sole opzioni o se permetta al consumatore di scegliere anche altri fori previsti dal Regolamento, come quello del luogo di esecuzione della prestazione (art. 7), che in questo caso sarebbe l’Italia.

Le due tesi sul foro del consumatore

La Cassazione ha evidenziato due possibili letture della norma, entrambe con solide argomentazioni.

1. Tesi dell’inderogabilità (scelta limitata): Questa interpretazione sostiene che le due opzioni previste dall’art. 18 siano esclusive. L’obiettivo del legislatore europeo sarebbe quello di garantire certezza e prevedibilità, limitando i fori possibili per tutelare la parte debole (il consumatore) senza però creare un’eccessiva incertezza per il professionista. Il foro del consumatore sarebbe quindi una deroga speciale e come tale di stretta interpretazione.

2. Tesi della derogabilità (scelta ampliata): Questa lettura, sostenuta dai ricorrenti, valorizza la finalità protettiva della norma. Se lo scopo è tutelare il consumatore, egli dovrebbe avere la facoltà di scegliere il foro per lui più vantaggioso tra tutti quelli teoricamente disponibili, incluso quello contrattuale del luogo di esecuzione. Il verbo ‘può’ indicherebbe una facoltà aggiuntiva, non un’alternativa chiusa.

Le motivazioni

Le Sezioni Unite hanno ritenuto che la questione fosse di tale rilevanza e novità da richiedere un intervento chiarificatore da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Essendo un giudice di ultima istanza nazionale, la Cassazione ha l’obbligo di effettuare il rinvio pregiudiziale quando sorge un dubbio sull’interpretazione del diritto dell’Unione che sia decisivo per la risoluzione della controversia.

La Corte ha quindi sospeso il giudizio in attesa della pronuncia della CGUE. La decisione dei giudici europei definirà l’esatta portata del foro del consumatore e stabilirà se la protezione accordata si traduca in una scelta binaria (domicilio del professionista o del consumatore) o in un ventaglio più ampio di possibilità, includendo il foro del luogo di adempimento contrattuale.

Le conclusioni

Questa ordinanza mette in luce la continua evoluzione del diritto dei consumatori all’interno dell’Unione Europea. La decisione che prenderà la CGUE non solo risolverà il caso specifico della famiglia e della compagnia di crociere, ma creerà un precedente vincolante per tutti i tribunali degli Stati membri. Se la Corte opterà per un’interpretazione estensiva, i consumatori europei vedranno ampliata la loro capacità di agire in giudizio in luoghi a loro più convenienti, come il luogo di partenza di una vacanza. Se, al contrario, prevarrà una lettura restrittiva, verrà data priorità alla certezza del diritto e alla prevedibilità per le imprese che operano a livello transfrontaliero.

Una persona che acquista un pacchetto vacanze a un prezzo scontato grazie alla sua professione può essere considerata un consumatore?
Sì. Secondo la Corte di Cassazione, ciò che conta è la finalità principale del contratto. Se lo scopo è personale e familiare (come una vacanza), e l’uso della qualifica professionale è solo marginale per ottenere uno sconto, la persona mantiene lo status di consumatore.

Qual è la questione giuridica principale sottoposta alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea?
La questione è se l’articolo 18 del Regolamento UE n. 1215/2012, che disciplina il foro del consumatore, debba essere interpretato nel senso che il consumatore può scegliere di citare in giudizio il professionista solo nel luogo di domicilio di quest’ultimo o nel proprio, oppure se possa scegliere anche un terzo foro, ossia quello del luogo di esecuzione del contratto (ad esempio, il porto di imbarco di una crociera).

Perché la Corte di Cassazione ha sospeso il procedimento?
La Corte ha sospeso il procedimento perché, in qualità di giudice di ultima istanza, si è trovata di fronte a un dubbio interpretativo su una norma di diritto dell’Unione Europea la cui risoluzione è indispensabile per decidere il caso. In tali circostanze, ha l’obbligo di sottoporre la questione alla Corte di Giustizia dell’UE attraverso un rinvio pregiudiziale e attendere la sua decisione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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