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Finanziamento soci: dilazioni di pagamento e rischio

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 30089/2023, ha stabilito che la fornitura di merci da parte di un socio a favore della società, accompagnata da sistematiche e anomale dilazioni di pagamento, costituisce un finanziamento soci. Di conseguenza, il credito del socio deve essere postergato, ovvero rimborsato solo dopo aver soddisfatto tutti gli altri creditori, in quanto tale operazione sostituisce un necessario apporto di capitale di rischio.

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Finanziamento Soci: Quando la Fornitura con Pagamento Dilazionato Diventa un Rischio

In un contesto economico complesso, le operazioni tra società controllanti e controllate sono all’ordine del giorno. Ma cosa succede quando una normale fornitura di merci si trasforma, di fatto, in un finanziamento soci? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa luce su questo tema delicato, stabilendo che le dilazioni di pagamento sistematiche e anomale concesse da un socio possono portare alla postergazione del credito in caso di fallimento della società. Questa decisione rappresenta un importante monito per gli amministratori e i soci.

I Fatti di Causa

Il caso esaminato riguarda una società controllante che per anni ha fornito merci in esclusiva alla sua società controllata. Quest’ultima, tuttavia, pagava le forniture con ritardi enormi e sistematici, ben al di là delle normali pratiche commerciali del settore. I termini di pagamento, formalmente pattuiti tra 90 e 150 giorni, si dilatavano nella realtà fino a superare in alcuni periodi i 1000 giorni.

Al momento del fallimento della società controllata, la controllante ha chiesto di essere ammessa al passivo per un credito di svariati milioni di euro, derivante proprio da queste forniture non pagate. Il Tribunale, però, ha ammesso il credito con postergazione ai sensi dell’art. 2467 del codice civile, riqualificando di fatto il rapporto commerciale in un finanziamento soci.

La società controllante ha impugnato questa decisione, sostenendo che il finanziamento rilevante ai fini della postergazione dovrebbe essere solo un apporto di denaro e che non vi era alcuna volontà di finanziare la società, ma solo di portare avanti un rapporto commerciale. La questione è quindi giunta dinanzi alla Corte di Cassazione.

La Decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando integralmente la decisione del Tribunale. I giudici hanno stabilito che anche la fornitura di merci, se accompagnata da una sistematica e anomala dilazione di pagamento, può integrare un finanziamento soci rilevante ai fini della postergazione.

Secondo la Corte, il punto chiave non è la forma dell’operazione (prestito di denaro o fornitura di beni), ma il suo effetto economico. Consentire alla società controllata di non pagare sistematicamente un debito scaduto, o di pagarlo con un ritardo abnorme, le ha permesso di disporre di una liquidità che altrimenti non avrebbe avuto. Questa liquidità è stata utilizzata per altri pagamenti o investimenti, garantendo un’operatività che, diversamente, sarebbe venuta meno.

Le Motivazioni della Sentenza: un’analisi approfondita

Le motivazioni della Corte si fondano su principi consolidati, ma applicati a un caso di specie molto concreto.

La Nozione Ampia di Finanziamento Soci

La Corte ribadisce che il termine ‘finanziamento’ ai sensi dell’art. 2467 c.c. ha un significato ampio. La norma stessa parla di finanziamenti effettuati ‘in qualsiasi forma’. Ciò significa che non solo i prestiti di denaro, ma qualsiasi atto che comporti un’attribuzione patrimoniale con obbligo di restituzione futura, può essere considerato tale. La fornitura di merci con pagamento differito rientra a pieno titolo in questa categoria, perché il fornitore (il socio) trasferisce un bene (valore patrimoniale) alla società, che ha l’obbligo di restituirne il controvalore in futuro.

Dilazioni Anomale come Finanziamento Sostitutivo del Capitale

Il cuore della motivazione risiede nella natura ‘anomala’ delle dilazioni. Un operatore di mercato terzo e razionale, di fronte a ritardi così gravi e sistematici, avrebbe interrotto le forniture o richiesto garanzie. Il socio, invece, ha continuato a rifornire la società, mantenendola artificialmente in vita. Questo comportamento ha avuto l’effetto di sostituire un apporto di capitale di rischio, che sarebbe stato necessario data la situazione di squilibrio finanziario della società. Invece di iniettare nuovo capitale, il socio ha concesso credito sotto forma di merce non pagata, mascherando un’operazione di sostegno finanziario dietro un rapporto commerciale.

Irrilevanza della Volontà e Rilevanza degli Effetti

La Corte ha inoltre chiarito che la volontà delle parti è irrilevante. Non è necessario provare che il socio avesse l’intenzione esplicita di finanziare la società. Ciò che conta è il risultato oggettivo dell’operazione. Se, nei fatti, la sistematica dilazione di pagamento ha permesso alla società di sopravvivere in una condizione di squilibrio finanziario, si configura un finanziamento soci con tutte le conseguenze legali del caso, inclusa la postergazione del credito. Il fatto che il debito fosse iscritto nei registri contabili come ‘debito commerciale’ è stato considerato un mero ‘travestimento formale’.

Le Conclusioni

Questa ordinanza della Cassazione invia un messaggio chiaro: la linea di demarcazione tra un rapporto commerciale e un finanziamento soci può essere molto sottile, specialmente nei gruppi societari. Le aziende devono prestare massima attenzione alle condizioni di pagamento praticate con le proprie controllate. Dilazioni di pagamento che si discostano significativamente dalle prassi di mercato, in un contesto di difficoltà finanziaria della società debitrice, possono essere riqualificate come finanziamenti sostitutivi del capitale. La conseguenza, in caso di insolvenza, è la perdita del diritto di concorrere al pari degli altri creditori, vedendo il proprio credito rimborsato solo dopo che tutti gli altri sono stati soddisfatti, ammesso che residuino risorse.

Una dilazione di pagamento concessa da un socio a una società può essere considerata un finanziamento?
Sì. La Corte di Cassazione ha stabilito che una fornitura di merci accompagnata da una sistematica e anomala dilazione di pagamento, specie se concessa in un momento di squilibrio finanziario della società, può integrare un finanziamento effettuato ‘in qualsiasi forma’ ai sensi dell’art. 2467 c.c.

Cosa significa che un credito da finanziamento soci è ‘postergato’?
Significa che il diritto del socio alla restituzione del finanziamento può essere soddisfatto solo dopo che sono stati rimborsati tutti gli altri creditori della società. In una procedura fallimentare, questo riduce drasticamente le possibilità che il socio recuperi il proprio credito.

Per applicare la postergazione, è necessario dimostrare l’intenzione del socio di finanziare la società?
No. Secondo la Corte, non è necessario indagare la volontà negoziale delle parti. Ciò che rileva è l’effetto oggettivo dell’operazione. Se la concessione di credito, in qualsiasi forma, è avvenuta in un momento in cui un finanziatore esterno non l’avrebbe concesso e ha permesso alla società di continuare a operare nonostante uno squilibrio finanziario, si applica la disciplina della postergazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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