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Festività infrasettimanali: diritto alla maggiorazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un’azienda ospedaliera contro due suoi dipendenti, lavoratori turnisti. La Corte ha confermato il diritto dei lavoratori a ricevere una maggiorazione economica per l’attività svolta durante le festività infrasettimanali, specificando che tale compenso è cumulabile con l’indennità di turno già percepita. L’azienda è stata inoltre condannata per abuso del processo per aver presentato un ricorso su una questione giuridica già consolidata.

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Pubblicato il 30 dicembre 2025 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Maggiorazione per festività infrasettimanali: la Cassazione conferma il diritto dei turnisti

I lavoratori del comparto sanità che prestano servizio su turni hanno diritto a una retribuzione aggiuntiva se lavorano durante le festività infrasettimanali? E questo compenso è cumulabile con l’indennità di turno? Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio ormai consolidato, rispondendo affermativamente a entrambe le domande e sanzionando un’azienda sanitaria per aver insistito in un contenzioso dall’esito prevedibile.

Il caso: lavoro festivo e richiesta di maggiorazione

Due dipendenti di un’azienda ospedaliera, entrambi lavoratori turnisti, si erano rivolti al giudice per ottenere il pagamento delle somme loro spettanti a titolo di maggiorazione per l’attività lavorativa svolta in giorni festivi infrasettimanali. La Corte d’Appello, riformando la decisione di primo grado, aveva accolto la loro domanda, condannando l’azienda al pagamento.

L’azienda sanitaria, non accettando la decisione, ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il compenso per il lavoro festivo non fosse cumulabile con l’indennità di turno, prevista dall’articolo 44 del CCNL Sanità del 1995. A suo dire, tale indennità avrebbe già compensato il disagio del lavoro su turni, inclusa la prestazione nei giorni festivi.

La decisione della Cassazione sulle festività infrasettimanali

La Corte di Cassazione ha rigettato le argomentazioni dell’azienda, dichiarando il ricorso inammissibile e condannandola non solo al pagamento delle spese legali, ma anche a un risarcimento per abuso del processo.

Inammissibilità del Ricorso

In primo luogo, i giudici hanno rilevato che i motivi del ricorso erano in parte fuori tema. L’azienda, infatti, aveva incentrato le proprie difese su una questione diversa da quella decisa dalla Corte d’Appello (il cosiddetto decisum), discutendo della prestazione lavorativa nel giorno di sabato, mentre il caso riguardava esclusivamente il lavoro prestato durante le festività infrasettimanali.

Il Principio Consolidato sul Diritto alla Maggiorazione

La Corte ha poi ribadito il suo orientamento consolidato in materia. Il diritto dei lavoratori turnisti al riposo compensativo o, in alternativa, alla maggiorazione economica per il lavoro svolto in un giorno festivo infrasettimanale, è un diritto autonomo e distinto rispetto all’indennità di turno. Quest’ultima, infatti, remunera il disagio derivante dal lavoro organizzato su turni (notturni, diurni, a rotazione), mentre la maggiorazione per il lavoro festivo compensa il sacrificio specifico di non poter godere di un giorno di festa riconosciuto a livello nazionale.

La Corte ha inoltre specificato che i pareri dell’ARAN (l’Agenzia che rappresenta la parte pubblica nella contrattazione), citati dall’azienda a proprio favore, non hanno valore vincolante per i giudici né costituiscono interpretazione autentica del contratto collettivo.

Sanzione per Abuso del Processo

Infine, la Cassazione ha applicato l’articolo 96 del Codice di procedura civile, condannando l’azienda per abuso del processo. Poiché il ricorso è stato presentato su una questione oggetto di un orientamento giurisprudenziale ormai stabile e noto, senza addurre argomenti nuovi e validi per un ripensamento, la sua azione è stata considerata un tentativo dilatorio e un abuso degli strumenti processuali. L’azienda è stata quindi condannata al pagamento di un’ulteriore somma a favore dei lavoratori e di una sanzione a favore della Cassa delle Ammende.

Le Motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano su una chiara distinzione tra la natura dell’indennità di turno e quella del compenso per il lavoro festivo. L’una risarcisce il disagio generale e costante del lavoro a turni, l’altra il sacrificio specifico della giornata festiva. Pertanto, i due compensi hanno funzioni diverse e sono pienamente cumulabili. La decisione di sanzionare l’azienda si basa sul principio di responsabilità processuale aggravata: insistere in un giudizio dall’esito scontato, andando contro un orientamento consolidato della giurisprudenza, costituisce un comportamento processuale non giustificabile che merita di essere sanzionato per disincentivare futuri contenziosi pretestuosi.

Le Conclusioni

Questa ordinanza consolida ulteriormente la tutela dei lavoratori turnisti del settore sanitario. Stabilisce in modo inequivocabile che il lavoro prestato durante le festività infrasettimanali deve essere compensato con una specifica maggiorazione, che si aggiunge all’indennità di turno. La decisione serve anche da monito per i datori di lavoro: intraprendere azioni legali su questioni già ampiamente risolte dalla giurisprudenza può comportare non solo la sconfitta nel merito, ma anche pesanti sanzioni economiche per abuso del processo.

Un lavoratore turnista che già percepisce l’indennità di turno ha diritto a un compenso aggiuntivo se lavora durante una festività infrasettimanale?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al riposo compensativo o, in alternativa, alla maggiorazione economica per il lavoro svolto in una festività infrasettimanale è cumulabile con l’indennità di turno, poiché i due compensi remunerano disagi di natura diversa.

I pareri dell’ARAN sono vincolanti per i giudici nell’interpretazione dei contratti collettivi?
No, la sentenza chiarisce che i pareri resi dall’ARAN non hanno valore vincolante per l’autorità giudiziaria né costituiscono interpretazione autentica del contratto, la quale richiede uno specifico procedimento negoziale.

Cosa rischia una parte che presenta un ricorso in Cassazione su una questione già decisa con orientamento consolidato?
Se la parte non presenta argomenti idonei a sollecitare un ripensamento dell’orientamento consolidato, il suo ricorso può essere dichiarato inammissibile. Inoltre, rischia una condanna per abuso del processo ai sensi dell’art. 96 c.p.c., che comporta il pagamento di una somma aggiuntiva a favore della controparte e di una sanzione economica.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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