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Fauna selvatica: la Regione paga i danni da incidente

Una società ha agito per ottenere il risarcimento dei danni subiti da un veicolo a causa dell’impatto con un esemplare di fauna selvatica. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per tali danni ricade sulla Regione ai sensi dell’art. 2052 c.c., configurando una presunzione di colpa a carico dell’ente. La Corte ha inoltre chiarito che tale presunzione concorre con quella del conducente ex art. 2054 c.c., annullando la sentenza di merito che aveva erroneamente escluso il risarcimento senza una motivazione adeguata sulla condotta del guidatore.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Fauna selvatica: la Regione risponde dei danni da incidente stradale

La gestione della fauna selvatica rappresenta una sfida costante per la sicurezza stradale e la tutela dei diritti dei conducenti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ridefinito i confini della responsabilità civile in caso di sinistri causati da animali selvatici, stabilendo un principio fondamentale per la protezione dei cittadini. La questione centrale riguarda l’applicabilità dell’articolo 2052 del Codice Civile, che prevede una responsabilità aggravata a carico del proprietario dell’animale.

Il caso: scontro notturno con un cinghiale

La vicenda trae origine da un incidente avvenuto su una strada provinciale, dove un’autovettura è stata gravemente danneggiata dall’impatto improvviso con un cinghiale. Sebbene il primo grado avesse riconosciuto il diritto al risarcimento, il Tribunale in sede di appello aveva ribaltato la decisione, ritenendo che il danneggiato non avesse fornito prova sufficiente della colpa dell’ente pubblico secondo le regole generali della responsabilità extracontrattuale. La società proprietaria del mezzo ha quindi presentato ricorso per far valere la presunzione di colpa dell’ente gestore.

La svolta della Cassazione sulla responsabilità regionale

Gli Ermellini hanno accolto il ricorso, censurando la decisione del Tribunale. La Corte ha ribadito che il danno causato dalla fauna selvatica deve essere inquadrato nell’alveo dell’articolo 2052 c.c. e non nel generico articolo 2043 c.c. Questo spostamento non è solo formale, ma sostanziale: la Regione, in quanto ente preposto alla gestione del patrimonio faunistico, è considerata responsabile dei danni causati dagli animali, a meno che non riesca a dimostrare il caso fortuito.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione su un’interpretazione evolutiva del sistema normativo. Poiché la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato affidato alla gestione delle Regioni, l’attribuzione di poteri di tutela comporta l’assunzione delle connesse responsabilità civili. L’applicazione dell’articolo 2052 c.c. implica che il danneggiato debba provare solo il nesso di causalità tra l’animale e il danno. Spetta poi alla Regione dimostrare l’imprevedibilità assoluta dell’evento. Inoltre, i giudici hanno precisato che la presunzione di colpa del conducente concorre con quella del proprietario dell’animale. Se nessuna delle parti supera la propria presunzione, la responsabilità viene ripartita. La sentenza impugnata è stata annullata poiché non aveva spiegato perché la condotta del guidatore fosse da ritenersi erronea o negligente.

Le conclusioni

Questa pronuncia consolida un orientamento favorevole ai danneggiati, semplificando l’onere probatorio per chi subisce danni da fauna selvatica. Le implicazioni pratiche sono notevoli: le Regioni non possono più limitarsi a una difesa generica, ma devono dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire il pericolo. Per i cittadini, ciò significa una maggiore tutela, a patto di documentare correttamente la dinamica del sinistro e il rispetto delle norme del Codice della Strada. La decisione sottolinea l’importanza di bilanciare la tutela della biodiversità con il diritto fondamentale alla sicurezza delle persone.

Chi è responsabile per i danni causati da un animale selvatico sulla strada?
La responsabilità ricade sulla Regione in quanto ente gestore della fauna selvatica, applicando la presunzione di colpa prevista dall’articolo 2052 del Codice Civile.

Cosa deve dimostrare il conducente per ottenere il risarcimento?
Il conducente deve provare che il danno è stato causato direttamente dall’animale e che esisteva un nesso di causalità tra l’evento e i danni subiti dal veicolo.

La Regione può evitare di pagare il risarcimento?
Sì, ma deve fornire la prova del caso fortuito, dimostrando che l’evento era assolutamente imprevedibile e inevitabile nonostante l’adozione di adeguate misure di gestione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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