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Exceptio doli generalis: PA e abuso del diritto

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 27904/2024, ha stabilito che l’inerzia prolungata di una Pubblica Amministrazione nel richiedere l’adempimento di una garanzia fideiussoria, causando un aumento sproporzionato delle sanzioni a carico del garante, può configurare un abuso del diritto. Il garante può difendersi sollevando l’exceptio doli generalis. La Corte ha cassato la sentenza d’appello che aveva erroneamente applicato principi di diritto amministrativo a un rapporto di garanzia di natura privatistica, rinviando la causa per una nuova valutazione basata sui principi di buona fede e correttezza.

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Pubblicato il 4 gennaio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Exceptio Doli Generalis: Anche la Pubblica Amministrazione Deve Rispettare la Buona Fede

Un creditore può rimanere inerte per anni, lasciare che le sanzioni sul debito crescano a dismisura e poi pretendere il pagamento dell’intero importo dal garante? Secondo la Corte di Cassazione, anche se il creditore è la Pubblica Amministrazione, un tale comportamento può configurare un abuso del diritto, contrastabile con l’exceptio doli generalis. L’ordinanza n. 27904 del 29 ottobre 2024 della Terza Sezione Civile ha chiarito un punto fondamentale: i principi di correttezza e buona fede si applicano a tutti, Enti pubblici inclusi, specialmente nei rapporti di garanzia di natura privatistica.

I Fatti: Una Garanzia, un Ritardo e Sanzioni Esponenziali

La vicenda trae origine da una polizza fideiussoria stipulata da una compagnia di assicurazioni a garanzia del pagamento di oneri di urbanizzazione dovuti da un’impresa costruttrice a un Comune. L’impresa non paga e, successivamente, fallisce. Il Comune, tuttavia, attende diversi anni prima di chiedere il pagamento alla compagnia assicurativa garante e ai coobbligati. Durante questo lungo periodo di inerzia, le sanzioni per il ritardato pagamento maturano fino a raggiungere l’importo massimo, aggravando notevolmente la posizione dei garanti.

Quando il Comune infine agisce per il recupero del credito, i garanti si oppongono, sostenendo che il comportamento dell’Ente è stato contrario a buona fede. A loro avviso, il Comune avrebbe dovuto escutere la garanzia tempestivamente, evitando così l’accumulo di sanzioni esorbitanti. Mentre il Tribunale di primo grado accoglie la tesi dei garanti, la Corte d’Appello ribalta la decisione, condannandoli al pagamento.

L’Errore della Corte d’Appello: Confondere Diritto Pubblico e Privato

Il cuore della pronuncia della Cassazione risiede nella critica mossa alla sentenza della Corte d’Appello. Quest’ultima aveva basato la sua decisione richiamando acriticamente una pronuncia del Consiglio di Stato. Il problema, evidenziato con forza dalla Suprema Corte, è che la sentenza amministrativa riguardava un caso diverso: il rapporto tra la Pubblica Amministrazione e il debitore principale (l’impresa costruttrice), un rapporto di natura pubblicistica.

Il caso in esame, invece, verteva sul rapporto tra creditore (il Comune) e garanti, disciplinato da un contratto autonomo di garanzia, che è un rapporto di diritto privato. La Cassazione ha sottolineato che non è possibile trasporre meccanicamente i principi validi in un contesto pubblicistico a uno privatistico. Il rapporto tra il garante e il beneficiario della garanzia è governato dalle norme del codice civile, tra cui spiccano gli articoli 1175 e 1375, che impongono a entrambe le parti un dovere di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto.

L’Applicazione dell’Exceptio Doli Generalis e l’Abuso del Diritto

L’exceptio doli generalis è un rimedio di carattere generale che permette al debitore di paralizzare la pretesa del creditore quando questa si manifesti come un abuso del diritto. Nel caso di specie, l’inerzia del Comune, che ha permesso alle sanzioni di lievitare, è stata considerata un potenziale abuso. L’interesse pubblico alla riscossione degli oneri urbanistici non è quello di ‘fare cassa’ massimizzando le sanzioni, ma di ottenere tempestivamente le somme necessarie per realizzare opere di urbanizzazione.

Un comportamento del creditore che, senza un motivo giustificabile, aggrava la posizione del garante, viola il dovere di buona fede. Il garante, pur essendo tenuto a pagare in base al contratto, può legittimamente rifiutarsi di adempiere a una richiesta che appare fraudolenta o abusiva.

La Cassazione e l’exceptio doli generalis: Le Motivazioni

La Corte di Cassazione ha cassato con rinvio la sentenza d’appello, fornendo al giudice del rinvio precise indicazioni. La motivazione della Corte d’Appello è stata ritenuta ‘apparente’, poiché si era limitata a richiamare un precedente non pertinente senza svolgere un’autonoma valutazione critica della fattispecie. Il giudice non ha spiegato perché i principi di buona fede non dovessero applicarsi al comportamento del Comune.

Il giudice del rinvio dovrà ora verificare se l’inerzia del Comune configuri effettivamente un abuso del diritto. Dovrà valutare se il danno derivante dall’aumento delle sanzioni poteva essere evitato dal Comune con un comportamento diligente e corretto, ai sensi dell’art. 1227, secondo comma, del codice civile. In sostanza, si dovrà accertare se il Comune abbia violato il suo dovere di salvaguardare l’interesse del garante, non aggravandone inutilmente la posizione.

Conclusioni

Questa ordinanza rappresenta un importante monito per la Pubblica Amministrazione: anche quando agisce in veste di creditore in un rapporto privatistico, non è al di sopra dei principi fondamentali di correttezza e buona fede. L’abuso del diritto è un limite invalicabile che protegge i debitori e i garanti da pretese vessatorie. La decisione riafferma la centralità della buona fede come clausola generale che permea l’intero ordinamento giuridico, garantendo che i diritti non vengano esercitati in modo distorto e contrario alla loro funzione sociale.

L’inerzia di un creditore, anche se Pubblica Amministrazione, nel richiedere il pagamento al garante può configurare un abuso del diritto?
Sì, secondo la Corte di Cassazione, l’inerzia ingiustificata e prolungata di un creditore (incluso un Ente pubblico) che comporta un onere eccessivo e sproporzionato a carico del garante, come l’aumento massimo delle sanzioni, può configurare un abuso del diritto e una violazione del dovere di buona fede e correttezza.

In un contratto autonomo di garanzia, il garante può opporre l’exceptio doli generalis al creditore?
Sì. Sebbene il contratto autonomo di garanzia limiti le eccezioni opponibili dal garante, il rimedio generale dell’exceptio doli generalis è sempre esperibile. Il garante può rifiutare il pagamento se la richiesta del creditore è palesemente fraudolenta, abusiva o contraria a buona fede, come nel caso di un ritardo ingiustificato volto a massimizzare le sanzioni.

Il giudice civile può basare la propria decisione su una sentenza del giudice amministrativo che riguarda un rapporto giuridico diverso?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza è viziata da motivazione apparente (e quindi nulla) se si limita a richiamare acriticamente una pronuncia di un’altra giurisdizione (in questo caso, amministrativa) relativa a una fattispecie non analoga e a un rapporto giuridico diverso (pubblicistico anziché privatistico), senza operare un’autonoma valutazione critica e senza spiegare la pertinenza di tali principi al caso concreto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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