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Estinzione del giudizio: la rinuncia reciproca al ricorso

Una lunga controversia immobiliare, nata da un contratto preliminare, giunge in Cassazione. Le parti, dopo aver presentato ricorso principale e incidentale, decidono di rinunciare reciprocamente alle proprie istanze. La Corte Suprema dichiara l’estinzione del giudizio, come previsto dal codice di procedura civile, senza pronunciarsi sulle spese legali data l’accettazione reciproca delle rinunce.

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Estinzione del Giudizio: La Fine del Processo per Rinuncia Reciproca

Quando una controversia legale si protrae per anni, attraversando tutti i gradi di giudizio, l’esito finale può riservare delle sorprese. Un caso recente esaminato dalla Corte di Cassazione illustra perfettamente come un processo possa concludersi non con una sentenza di merito, ma con una dichiarazione di estinzione del giudizio. Questo avviene quando le parti, giunte alla fase finale del contenzioso, decidono di porre fine alla lite attraverso la rinuncia reciproca ai rispettivi ricorsi. Analizziamo questa ordinanza per comprendere le dinamiche e le conseguenze di tale scelta processuale.

I Fatti di Causa: una Compravendita Immobiliare Contesa

La vicenda ha origine da un contratto preliminare di vendita di un immobile. La promissaria acquirente citava in giudizio la società costruttrice, promittente alienante, per ottenere una sentenza che trasferisse la proprietà dell’appartamento, sostenendo che la mancata conclusione del contratto definitivo fosse imputabile alla venditrice. La società costruttrice si costituiva in giudizio e, a sua volta, proponeva una domanda riconvenzionale, chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento della acquirente.

Il Tribunale, in primo grado, accoglieva parzialmente le domande, disponendo il trasferimento dell’immobile a fronte del pagamento di un saldo prezzo e di altre somme. Insoddisfatta, l’acquirente proponeva appello.

L’Iter Processuale e l’Appello Incrociato

In secondo grado, la società venditrice non si limitava a difendersi, ma presentava un appello incidentale. La Corte d’Appello, decidendo sui gravami, respingeva l’appello principale dell’acquirente e accoglieva parzialmente quello incidentale della società, rideterminando le somme dovute dall’acquirente come condizione per il trasferimento della proprietà.

La controversia non si placava e ambo le parti decidevano di portare la questione davanti alla Corte di Cassazione. La promissaria acquirente presentava un ricorso principale basato su cinque motivi, mentre la società costruttrice rispondeva con un controricorso contenente a sua volta un ricorso incidentale articolato in quattro motivi.

La Svolta: Rinuncia Reciproca ed Estinzione del Giudizio

Proprio quando il giudizio di legittimità era pronto per la discussione, si verificava la svolta decisiva. La ricorrente principale depositava un atto di rinuncia al proprio ricorso. Poco dopo, la società controricorrente non solo rinunciava al proprio ricorso incidentale, ma accettava espressamente la rinuncia della controparte. Questo scambio di atti di rinuncia e accettazione ha cambiato radicalmente il destino del processo.

Le Motivazioni della Corte

La Corte di Cassazione, preso atto degli eventi, non ha potuto fare altro che applicare il combinato disposto degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile. Queste norme regolano la rinuncia al ricorso e stabiliscono che essa determina l’estinzione del processo. Poiché le rinunce sono state reciproche e reciprocamente accettate, la Corte ha dichiarato l’estinzione del giudizio di legittimità.

Una conseguenza diretta e rilevante di questa procedura è la gestione delle spese legali. La legge prevede che, in caso di rinuncia, il rinunciante debba pagare le spese alla controparte, salvo diverso accordo. Tuttavia, la giurisprudenza consolidata chiarisce che, in caso di rinunce reciproche e accettate, le spese del giudizio di legittimità non vengono regolate dalla Corte, presumendosi che le parti abbiano trovato un accordo extragiudiziale in tal senso. Pertanto, la Corte non ha emesso alcuna statuizione sulle spese.

Inoltre, l’ordinanza ha specificato che, per effetto delle rinunce, non trova applicazione neppure l’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto per i casi di rigetto o inammissibilità dell’impugnazione.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza evidenzia una via d’uscita strategica per le parti coinvolte in lunghe e costose battaglie legali. La possibilità di rinunciare reciprocamente al ricorso, anche in Cassazione, permette di chiudere definitivamente una controversia, evitando l’incertezza di una decisione finale e i relativi costi. La scelta di non regolare le spese legali in sede giudiziale, a seguito di un accordo tra le parti, rappresenta un ulteriore incentivo verso soluzioni consensuali, dimostrando che anche il processo più complesso può concludersi con un atto di volontà congiunta, anziché con una sentenza imposta.

Cosa accade se le parti di un processo in Cassazione rinunciano reciprocamente ai loro ricorsi?
La Corte di Cassazione dichiara l’estinzione del giudizio, come previsto dagli artt. 390 e 391 del Codice di Procedura Civile. Il processo si conclude senza una decisione sul merito della questione.

In caso di rinuncia reciproca e accettata, chi paga le spese del giudizio di Cassazione?
La Corte non si pronuncia sulle spese. La giurisprudenza consolidata ritiene che, in caso di reciproca accettazione delle rinunce, le spese del giudizio si intendano regolate da un accordo tra le parti e quindi non vengono liquidate dal giudice.

Quando un giudizio si estingue per rinuncia, è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato?
No. Come specificato nell’ordinanza, l’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dall’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115/2002, non si applica nei casi di estinzione del giudizio per rinuncia.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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