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Estinzione del giudizio: la rinuncia e i suoi effetti

Un contenzioso, originato dall’azione di un istituto di credito contro alcuni privati per far dichiarare inefficace un atto di disposizione patrimoniale, si è concluso in Corte di Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. A seguito dell’appello dei privati, le parti hanno raggiunto un accordo che ha portato alla rinuncia al ricorso e alla sua accettazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il processo estinto, senza pronunciarsi nel merito della vicenda né sulle spese legali, in virtù dell’accordo tra le parti.

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Pubblicato il 29 agosto 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Estinzione del Giudizio: Quando la Rinuncia al Ricorso Pone Fine alla Causa

L’estinzione del giudizio rappresenta una delle modalità con cui un processo può concludersi senza una decisione nel merito della controversia. Questo accade quando sopravvengono specifici eventi procedurali, come la rinuncia agli atti. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come una lite, giunta fino al terzo grado di giudizio, possa trovare la sua fine attraverso un accordo tra le parti, culminato nella rinuncia al ricorso e nella conseguente declaratoria di estinzione.

I Fatti di Causa: Un Contenzioso tra Creditori e Debitori

La vicenda trae origine da un’azione legale intentata da un istituto di credito nei confronti di tre soggetti privati. L’obiettivo della banca era quello di tutelare le proprie ragioni creditorie, chiedendo al tribunale, in via principale, di dichiarare la simulazione di un atto notarile con cui i privati avevano disposto di un bene e, in subordine, di revocarne gli effetti tramite l’azione revocatoria ai sensi dell’art. 2901 del codice civile.

Il Tribunale di primo grado aveva dichiarato inammissibile la domanda di simulazione ma accolto quella di revocatoria. La decisione era stata poi confermata dalla Corte d’Appello. Ritenendo ingiusta la sentenza, i privati avevano deciso di presentare ricorso per cassazione.

La Svolta in Cassazione: la Rinuncia e l’Estinzione del Giudizio

Durante la pendenza del giudizio dinanzi alla Suprema Corte, è intervenuto un fatto nuovo e decisivo. Le parti hanno raggiunto un’intesa. I ricorrenti hanno formalmente depositato un atto di rinuncia al ricorso, che è stato prontamente accettato dalla controparte. L’accordo prevedeva anche la compensazione integrale delle spese legali relative al giudizio di cassazione.

A fronte di questi atti, il percorso processuale si è interrotto. La Corte non è entrata nel merito dei motivi di ricorso, ma si è limitata a prendere atto della volontà delle parti di porre fine alla contesa.

Le Motivazioni della Corte

La decisione della Corte di Cassazione si fonda su una precisa norma del codice di procedura civile, l’articolo 391, ultimo comma. Questa disposizione stabilisce che, in caso di rinuncia al ricorso accettata dalla controparte, il giudice deve dichiarare l’estinzione del processo. La Corte ha quindi agito come un notaio della volontà delle parti, senza poter esprimere alcuna valutazione sulla fondatezza o meno delle questioni sollevate nel ricorso. Anche la decisione di non pronunciarsi sulle spese deriva direttamente dall’accordo di compensazione raggiunto, che vincola il giudice.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Rinuncia

La vicenda evidenzia un aspetto fondamentale del processo civile: le parti ne sono le vere protagoniste e possono decidere di porvi fine in qualsiasi momento, anche nella fase più alta del giudizio. L’estinzione del giudizio per rinuncia comporta che la sentenza impugnata (in questo caso, quella della Corte d’Appello) diventi definitiva e inoppugnabile. Per i privati, significa accettare l’esito dei gradi precedenti; per l’istituto di credito, significa ottenere la stabilità della decisione a proprio favore, evitando le incertezze e i tempi di un giudizio di cassazione. Questa soluzione dimostra come la ricerca di un accordo possa rappresentare una strategia vantaggiosa per entrambe le parti, garantendo certezza e risparmio di risorse.

Cosa succede quando una parte rinuncia al ricorso in Cassazione e la controparte accetta?
Il processo si estingue. La Corte di Cassazione non esamina il merito della questione ma si limita a dichiarare formalmente la fine del giudizio, come previsto dall’articolo 391 del codice di procedura civile.

Perché la Corte non ha deciso nel merito della causa?
La Corte non ha deciso nel merito perché la rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, preclude qualsiasi valutazione sulle questioni sollevate. La volontà delle parti di terminare la lite prevale sulla necessità di una pronuncia di diritto.

Come sono state regolate le spese legali del giudizio di Cassazione?
Le spese legali sono state compensate tra le parti. Ciò significa che ciascuna parte ha sostenuto i propri costi. Questa decisione è stata presa sulla base di uno specifico accordo tra i contendenti, che è stato recepito dalla Corte.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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