Estinzione del Giudizio: Cosa Succede Quando si Rinuncia al Ricorso in Cassazione?
L’estinzione del giudizio rappresenta una delle modalità di chiusura di un processo civile, che si verifica quando sopravvengono determinate circostanze che impediscono la prosecuzione della causa fino a una sentenza di merito. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione illumina uno di questi scenari: la rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, seguita dall’accettazione della controparte. Questo meccanismo, apparentemente semplice, ha conseguenze procedurali precise, soprattutto per quanto riguarda le spese legali. Analizziamo la vicenda e la decisione della Suprema Corte.
I Fatti del Caso
La controversia vedeva contrapposte una nota società di credito, in qualità di ricorrente, e il fallimento di una società edile, in veste di controricorrente. La società di credito aveva impugnato un decreto emesso dal Tribunale di Firenze. Tuttavia, nel corso del giudizio di cassazione, la stessa società ricorrente ha cambiato strategia, presentando una formale dichiarazione di rinuncia al proprio ricorso. A seguito di questa mossa, la società controricorrente ha, a sua volta, dichiarato di accettare tale rinuncia, mettendo di fatto fine alla contesa legale.
La Decisione della Corte di Cassazione e l’Estinzione del Giudizio
Di fronte alla rinuncia del ricorrente e all’adesione del controricorrente, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che prendere atto della volontà concorde delle parti di porre fine al procedimento. La conseguenza diretta è stata la dichiarazione di estinzione del giudizio. Questo significa che il processo si è concluso senza che la Corte entrasse nel merito della questione sollevata dal ricorso originario. La controversia, per come era stata impostata davanti alla Cassazione, cessa di esistere.
Le Motivazioni
La decisione della Corte si fonda su un principio chiaro del diritto processuale civile. La rinuncia al ricorso è un atto dispositivo con cui una parte manifesta la volontà di non proseguire nell’azione legale intrapresa. Affinché questa rinuncia produca l’effetto estintivo, è necessario che la controparte, che potrebbe avere interesse a una pronuncia di merito, accetti tale rinuncia. In questo caso, l’accettazione del controricorrente ha perfezionato il processo di estinzione.
Un aspetto cruciale della motivazione riguarda la gestione delle spese legali. L’articolo 391 del Codice di Procedura Civile stabilisce che, in caso di rinuncia accettata, il tribunale non si pronuncia sulla condanna alle spese. Le parti, accordandosi sulla chiusura del processo, implicitamente si accordano anche sulla gestione dei costi legali sostenuti, salvo patti contrari tra loro. Pertanto, la Corte ha specificato che, a fronte dell’adesione del controricorrente alla rinuncia, non era necessario emettere alcuna condanna alle spese.
Conclusioni
L’ordinanza in esame offre un chiaro esempio pratico di come funziona l’istituto della rinuncia al ricorso nel giudizio di cassazione. Le conclusioni che possiamo trarre sono principalmente due:
1. Consensualità dell’Estinzione: La chiusura del processo per rinuncia dipende dalla volontà concorde delle parti. La rinuncia da sola non basta se la controparte non la accetta, poiché quest’ultima potrebbe avere un interesse legittimo a ottenere una sentenza che definisca la controversia una volta per tutte.
2. Implicazioni sulle Spese Legali: L’accordo sull’estinzione del giudizio porta con sé una conseguenza importante sul piano economico. Salvo diversi accordi, nessuna delle parti viene condannata a rimborsare le spese legali all’altra. Questa è una considerazione strategica fondamentale per le parti che valutano se accettare o meno una rinuncia.
Cosa succede se la parte che ha fatto ricorso decide di rinunciare?
Se la parte ricorrente rinuncia e la controparte accetta formalmente tale rinuncia, il processo si chiude con una dichiarazione di estinzione del giudizio.
Chi paga le spese legali in caso di rinuncia al ricorso accettata dalla controparte?
In base all’art. 391 c.p.c., quando la rinuncia al ricorso viene accettata dalla controparte, la Corte non emette una pronuncia di condanna alle spese legali. Le parti gestiscono i costi in autonomia, salvo diversi accordi.
Qual è l’effetto principale della rinuncia al ricorso sul giudizio di cassazione?
L’effetto principale, in presenza dell’accettazione della controparte, è l’estinzione del giudizio. Ciò significa che la Corte di Cassazione non esamina il merito della questione e il processo si conclude definitivamente.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 11996 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 1 Num. 11996 Anno 2024
Presidente: NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 03/05/2024
ORDINANZA
sul ricorso 27432-2021 proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, in persona della procuratrice speciale RAGIONE_SOCIALE, rappresentata e difesa dall ‘ AVV_NOTAIO per procura in calce al ricorso;
– ricorrente –
contro
RAGIONE_SOCIALE, rappresentato e difeso dall ‘ AVV_NOTAIO per procura in calce al controricorso;
– controricorrente –
avverso il DECRETO N. 718/2021 DEL TRIBUNALE DI FIRENZE depositato IL 30/9/2021;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata dell ‘ 11/12/2023 dal Consigliere NOME COGNOME;
rilevato che: – la società ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso; – il controricorrente ha dichiarato, a sua volta, di accettare la rinuncia al ricorso;
ritenuto che la rinuncia al ricorso comporta l’estinzione del giudizio di cassazione e che, a fronte dell’adesione del
contro
ricorrente, la condanna alle spese non è pronunciata (art. 391 c.p.c.).
P.Q.M.
La Corte dichiara estinto il giudizio. Così deciso a Roma, nella Camera di consiglio della Prima