Estinzione del Giudizio: Come la Rinuncia Pone Fine a una Causa in Cassazione
Nel complesso mondo del contenzioso legale, non tutte le cause si concludono con una sentenza che stabilisce un vincitore e un vinto. A volte, il percorso processuale si interrompe prima, come dimostra una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Il caso in esame, relativo a un contenzioso bancario, si è concluso con una declaratoria di estinzione del giudizio, un esito che evidenzia l’importanza degli accordi tra le parti anche nelle fasi più avanzate del processo.
I Fatti del Caso: Dal Decreto Ingiuntivo alla Cassazione
La vicenda trae origine dall’opposizione a un decreto ingiuntivo presentata da un cliente e dal suo garante nei confronti di un istituto di credito. La controversia riguardava la rideterminazione delle somme dovute su due rapporti bancari: un conto anticipi e un conto corrente.
In primo grado, il Tribunale aveva dato ragione ai clienti, revocando il decreto ingiuntivo e condannando la banca al pagamento di una cospicua somma. Tuttavia, la Corte d’Appello aveva ribaltato completamente la decisione, respingendo l’opposizione al decreto e la domanda riconvenzionale dei clienti. Insoddisfatti, questi ultimi hanno proposto ricorso per cassazione. L’istituto di credito, a sua volta, ha risposto con un controricorso e un ricorso incidentale.
La Svolta Processuale: Rinuncia e Accordo Transattivo
Quando la causa era ormai pendente dinanzi alla Suprema Corte, è intervenuto un fatto nuovo e decisivo. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per porre fine alla controversia. Conseguentemente, i ricorrenti principali hanno formalmente rinunciato al loro ricorso.
Questa rinuncia è stata accettata dalla banca, la quale, a sua volta, ha rinunciato al proprio ricorso incidentale. Anche questa seconda rinuncia è stata formalmente accettata dalla controparte. Questo scambio di rinunce, basato su un accordo privato, ha di fatto svuotato il giudizio del suo oggetto.
La Decisione della Corte: l’Inevitabile Estinzione del Giudizio
Di fronte a questa situazione, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che prendere atto della volontà delle parti di non proseguire nel contenzioso. L’ordinanza non entra nel merito dei quattro motivi di ricorso principali o dell’unico motivo del ricorso incidentale. La funzione del giudice, infatti, cessa nel momento in cui viene meno la controversia stessa.
La Corte ha quindi applicato i principi del codice di procedura civile, che prevedono l’estinzione del processo in caso di rinuncia agli atti del giudizio accettata dalla controparte.
Le Motivazioni della Corte
Le motivazioni della Suprema Corte sono puramente procedurali e si fondano su un unico, chiaro presupposto: la volontà concorde delle parti di porre fine alla lite. L’ordinanza evidenzia come la rinuncia al ricorso principale, accettata dalla banca, e la successiva rinuncia al ricorso incidentale, accettata dai clienti, costituiscano atti giuridici che privano il processo della sua ragion d’essere. La menzione dell’accordo transattivo, sebbene non oggetto di valutazione da parte della Corte, serve a contestualizzare la logica dietro le rinunce reciproche. In sostanza, il giudice si limita a registrare che le parti hanno trovato una soluzione stragiudiziale, rendendo superflua la prosecuzione del giudizio.
Le Conclusioni
Questa ordinanza offre un’importante lezione pratica: la via del contenzioso non è l’unica possibile e un accordo può essere raggiunto in qualsiasi fase e grado del giudizio, persino davanti alla Corte di Cassazione. L’ estinzione del giudizio per rinuncia rappresenta uno strumento efficiente per le parti che desiderano ottenere certezza e chiudere definitivamente una disputa, evitando i tempi, i costi e le incertezze di una decisione giudiziale. La decisione di non pronunciarsi sulle spese processuali conferma che tutti gli aspetti della controversia, inclusi quelli economici, sono stati regolati nell’accordo privato tra le parti.
Perché il procedimento giudiziario è stato dichiarato estinto?
Il procedimento è stato dichiarato estinto perché i ricorrenti principali hanno rinunciato al loro ricorso e la controparte ha accettato la rinuncia. Successivamente, anche la banca ha rinunciato al suo ricorso incidentale, e tale rinuncia è stata a sua volta accettata.
Cosa ha deciso la Corte riguardo alle spese legali del processo?
La Corte ha stabilito che nulla dovesse essere deciso in merito alle spese legali (‘Nulla deve statuirsi in punto di spese’), lasciando intendere che le parti avessero regolato anche questo aspetto nel loro accordo transattivo privato.
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul merito della controversia bancaria?
No, la Corte non ha esaminato né deciso chi avesse ragione nella disputa bancaria. La dichiarazione di estinzione è un atto di natura puramente procedurale che pone fine al processo senza una valutazione nel merito, a seguito della volontà espressa dalle parti.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 17412 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 1 Num. 17412 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 25/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. R.NUMERO_DOCUMENTO. NUMERO_DOCUMENTO anno 2020 proposto da:
COGNOME NOME e COGNOME NOME , rappresentati e difesi dall’avvocato NOME COGNOME;
ricorrenti
contro
RAGIONE_SOCIALE , rappresentata e difesa dall’avvocato NOME AVV_NOTAIO;
contro
ricorrente e ricorrente incidentale avverso la sentenza n. 505/2019 della Corte di appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto , pubblicata l’11 novembre 2019.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio dell ‘ 8 maggio 2024 dal consigliere relatore NOME COGNOME.
LA CORTE OSSERVA
─ Il Tribunale di Taranto, giudicando sull’opposizione a decreto ingiuntivo proposta da NOME COGNOME e NOME COGNOME ( l’uno obbligato principale e l’altra fideiussore), ha revocato il provvedimento monitorio e, in accoglimento della domanda riconvenzionale proposta dal primo, ha condannato l’ intimante opposta, RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE del RAGIONE_SOCIALE s.p.a., al pagamento della somma di euro 178.472,67. La pronuncia in questione risulta basata sulla rideterminazione di quanto maturato nel dare e avere di due rapporti bancari: un conto anticipi e un conto corrente.
2 . ─ Con sentenza del l’11 maggio 2019 la Corte di appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, ha riformato la sentenza di primo grado: ha rigettat o l’op posizione a decreto ingiuntivo e respinto la domanda riconvenzionale.
Avverso tale pronuncia hanno proposto ricorso per cassazione COGNOME e COGNOME; l’impugnazione consta di quattro motivi. Resiste con controricorso RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE del RAGIONE_SOCIALE, che ha proposto un ricorso incidentale basato su di un solo motivo. Vi sono memorie.
-In prossimità dell’adunanza entrambe i ricorrenti principali hanno rinunciato al ricorso; la rinuncia è stata accettata dalla RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE del RAGIONE_SOCIALE, la quale ha a sua volta rinunciato al ricorso incidentale: rinuncia , quest’ultima, che i controricorrenti al ricorso incidentale hanno inteso accettare (cfr. la nota di deposito in atti, in cui si fa pure menzione dell’accordo transattivo che le parti hanno raggiunto).
5. ─ Il giudizio deve essere dunque dichiarato est into. Nulla deve statuirsi in punto di spese.
P.Q.M.
La Corte dichiara estinto il giudizio.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 1ª Sezione