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Esonero prospetto: nozione di medesimo prodotto

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’Autorità di Vigilanza contro tre società. La Corte ha confermato che, ai fini dell’esonero prospetto informativo, prodotti finanziari legati a diversi progetti immobiliari, anche se offerti da società collegate, non costituiscono il ‘medesimo prodotto’. Di conseguenza, i loro valori non possono essere aggregati per superare le soglie di esenzione. La distinzione giuridica tra le società emittenti e la diversità oggettiva degli affari sottostanti sono elementi decisivi.

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Esonero Prospetto Informativo: Quando Più Offerte sono Davvero un’Offerta Unica?

L’obbligo di pubblicare un prospetto informativo per le offerte al pubblico di prodotti finanziari è un pilastro della trasparenza sui mercati. Esistono però delle eccezioni, come l’esonero prospetto informativo per offerte sotto determinate soglie. Ma cosa succede quando più società, strettamente collegate tra loro, lanciano diverse offerte, ciascuna sotto soglia, ma che nel complesso la superano? La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 29736/2024, fornisce chiarimenti cruciali sulla nozione di ‘medesimo prodotto’ e ‘medesimo emittente’, definendo i confini tra operazioni lecite e tentativi di elusione.

Il Caso: Offerte Frazionate e il Sospetto di un ‘Disegno Unitario’

La vicenda nasce da sanzioni irrogate dall’Autorità di Vigilanza sui Mercati Finanziari a tre società immobiliari e al loro amministratore unico. L’accusa era di aver effettuato un’offerta al pubblico di prodotti finanziari senza il prescritto prospetto.

Le società avevano raccolto capitali da terzi tramite la costituzione di diciannove ‘patrimoni destinati’ per la realizzazione di altrettanti progetti di edilizia residenziale in Brasile. Sebbene ogni singola società e ogni singolo patrimonio, analizzati nell’arco di dodici mesi, non superassero le soglie di esenzione previste (inferiori a 150 investitori o controvalore inferiore a 5 milioni di euro), l’Autorità sosteneva che le offerte dovessero essere considerate unitariamente.

Secondo l’organo di vigilanza, si era in presenza di un ‘disegno unitario’ volto a eludere la normativa, evidenziato da elementi quali:
* Il collegamento soggettivo tra le società (medesimo amministratore e compagine sociale di riferimento).
* L’omogeneità della documentazione e delle modalità dell’offerta.
* La contiguità territoriale dei progetti immobiliari.

Per l’Autorità, si trattava di un’unica, grande offerta al pubblico mascherata da tante piccole operazioni.

L’Esonero dal Prospetto Informativo e la Decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello, investita della questione, aveva annullato le sanzioni, accogliendo le tesi difensive delle società. Il ragionamento dei giudici di secondo grado si basava su una duplice constatazione, analizzando i requisiti per l’aggregazione delle offerte ai fini dell’esonero prospetto informativo.

1. Profilo Soggettivo: Le offerte provenivano da tre soggetti giuridicamente distinti. La normativa sull’esonero richiede che le offerte da sommare siano effettuate dal ‘medesimo emittente’. La presenza di tre società diverse, seppur collegate, impediva di soddisfare questo requisito.
2. Profilo Oggettivo: Le offerte non riguardavano il ‘medesimo prodotto’. Ogni patrimonio destinato era legato a uno ‘specifico affare’ (un distinto progetto immobiliare), come previsto dal Codice Civile. Di conseguenza, ogni prodotto finanziario offerto (la partecipazione a quel patrimonio) era unico e diverso dagli altri, con un proprio specifico profilo di rischio. Non si poteva, quindi, sommare il valore di prodotti diversi.

Le Motivazioni della Cassazione: La Nozione di ‘Medesimo Prodotto Finanziario’

La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione d’appello, respingendo il ricorso dell’Autorità di Vigilanza. I giudici supremi hanno chiarito in modo definitivo i due punti cardine della controversia.

L’interpretazione di ‘Medesimo Prodotto’

La Cassazione ha stabilito che l’accezione di ‘medesimo prodotto finanziario’, ai fini della normativa sull’esonero prospetto informativo, non deve essere intesa in senso generico (cioè come strumenti appartenenti alla stessa categoria, es. ‘azioni’ o ‘partecipazioni’). Al contrario, la norma si riferisce a strumenti finanziari omogenei, relativi al medesimo ‘affare’ e che condividono un identico e unico rischio connesso all’impiego del capitale.

Poiché nel caso di specie ogni offerta era legata a un patrimonio destinato a un diverso e specifico intervento edilizio, con propri business plan e società operative, i prodotti finanziari erano oggettivamente diversi. La valutazione della Corte d’Appello su questo punto è stata considerata un accertamento di fatto, insindacabile in sede di legittimità.

L’irrilevanza del ‘Disegno Unitario’ e del Concorso di Persone

La Corte ha anche smontato la tesi dell’Autorità basata sul ‘disegno unitario’ e sul concorso di persone nell’illecito amministrativo. I giudici hanno spiegato che questi principi non possono superare i requisiti formali richiesti dalla norma per l’aggregazione delle offerte: l’identità del soggetto emittente e l’identità del prodotto.

La mera esistenza di collegamenti personali, come lo stesso amministratore, non è sufficiente a fondere tre distinte entità legali in un unico ’emittente’. Inoltre, il principio del concorso di persone presuppone l’esistenza di un illecito, che in questo caso era stato escluso in radice dai giudici di merito, avendo ritenuto applicabile la norma di esonero.

Le Conclusioni

L’ordinanza della Cassazione offre un’importante lezione per gli operatori del mercato finanziario. La struttura formale di un’operazione di raccolta di capitali è fondamentale. La distinzione giuridica tra le società emittenti e la diversità oggettiva degli investimenti sottostanti sono scudi efficaci contro l’accusa di aver artificiosamente frazionato un’unica offerta al pubblico.

La decisione sottolinea che, in assenza di prove di un vero e proprio abuso del diritto o di meccanismi che creino un’entità unica di fatto (come l’appartenenza a un gruppo societario dichiarato), il concetto di ‘disegno unitario’ non è sufficiente per superare la pluralità di soggetti e di prodotti. Le società che intendono avvalersi dell’esonero prospetto informativo devono quindi prestare massima attenzione a garantire una reale e sostanziale separazione non solo tra i veicoli di investimento (le società emittenti), ma anche tra gli affari specifici a cui i capitali raccolti sono destinati.

Più offerte di prodotti finanziari da parte di società collegate si considerano un’unica offerta ai fini dell’esonero dal prospetto informativo?
No. Secondo la Corte, se le offerte provengono da soggetti giuridicamente distinti (società diverse) e hanno ad oggetto prodotti finanziari diversi (legati a specifici e distinti affari), non possono essere sommate. La mera esistenza di collegamenti personali o societari non è sufficiente a superare la pluralità degli emittenti.

Cosa si intende per ‘medesimo prodotto finanziario’ per l’esonero dal prospetto?
Non ci si riferisce a prodotti della stessa categoria generica (es. tutte le partecipazioni), ma a strumenti finanziari omogenei, relativi al medesimo ‘affare’ e che condividono un identico e unico rischio connesso all’impiego del capitale. Prodotti legati a progetti immobiliari differenti sono considerati prodotti diversi.

Un ‘disegno unitario’ tra più società può far scattare l’obbligo di prospetto anche se le singole offerte sono sotto soglia?
Secondo questa ordinanza, no. La Corte ha ritenuto che l’allegazione di un ‘disegno unitario’ e l’applicazione dei principi sul concorso di persone in un illecito non possono superare i requisiti formali richiesti dalla norma per l’aggregazione delle offerte, ovvero l’identità del soggetto emittente e l’identità del prodotto offerto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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