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Eccezione di incompetenza: come formularla nei contratti

Una società italiana ottiene un’ingiunzione di pagamento contro una tedesca presso il foro indicato nel contratto. La società tedesca si oppone sollevando un’eccezione di incompetenza. La Cassazione chiarisce che l’eccezione di incompetenza deve contestare tutti i possibili fori concorrenti, altrimenti è inefficace e la competenza del giudice adito si radica.

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Pubblicato il 29 dicembre 2025 in Diritto Commerciale, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Eccezione di incompetenza: La Cassazione detta le regole per non sbagliare

Quando si viene citati in giudizio, una delle prime difese è verificare se il Tribunale adito sia effettivamente quello competente. Sollevare una eccezione di incompetenza è un diritto, ma farlo in modo errato può avere conseguenze fatali, come dimostra una recente ordinanza della Corte di Cassazione. La pronuncia chiarisce i requisiti di forma e sostanza di tale eccezione, specialmente nel contesto di contratti commerciali con parti di diverse nazionalità.

Il caso: un contratto internazionale e una clausola di competenza contestata

Una società italiana, attiva nel settore del riciclo di apparati elettronici, aveva stipulato un contratto di servizi con un’azienda produttrice tedesca. Il contratto conteneva una clausola che designava il Tribunale di Cassino come foro esclusivo per qualsiasi controversia e stabiliva l’applicazione della legge italiana.

A seguito del mancato pagamento di una fattura, la società italiana otteneva un decreto ingiuntivo europeo dal Tribunale di Cassino. La società tedesca proponeva opposizione, eccependo in via preliminare l’incompetenza territoriale del giudice adito. Sosteneva che la clausola sul foro competente fosse invalida perché non specificamente approvata per iscritto con una doppia firma, come richiesto dall’art. 1341 del codice civile italiano per le clausole vessatorie.

Il Tribunale di Cassino accoglieva l’eccezione, dichiarava la propria incompetenza e revocava il decreto ingiuntivo. La società italiana, ritenendo la decisione errata, proponeva ricorso per regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione.

L’eccezione di incompetenza incompleta: l’errore fatale

Il motivo principale del ricorso, accolto dalla Cassazione, non riguardava tanto la validità della clausola contrattuale, quanto la modalità con cui la società tedesca aveva formulato la propria eccezione di incompetenza. La ricorrente sosteneva che l’eccezione fosse incompleta e, quindi, giuridicamente inefficace.

Secondo l’art. 38 del codice di procedura civile, la parte che eccepisce l’incompetenza per territorio deve contestare la competenza del giudice adito sotto tutti i profili possibili e indicare quale altro giudice ritiene competente. Nelle cause relative a diritti di obbligazione, come quella in esame, la competenza può radicarsi in base a più criteri concorrenti: il foro del convenuto, il luogo dove è sorta l’obbligazione (forum contractus) o il luogo dove deve essere eseguita (forum solutionis).

La società tedesca si era limitata a contestare la validità del foro convenzionale (Cassino), senza però contestare che Cassino potesse essere competente anche come luogo di esecuzione della prestazione. Questa omissione si è rivelata decisiva.

Le motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha ribadito il suo consolidato orientamento: l’eccezione di incompetenza territoriale derogabile è un’eccezione in senso proprio e deve essere formulata in modo completo ed esaustivo sin dal primo atto difensivo. Il convenuto ha l’onere di:
1. Contestare l’applicabilità di ciascuno dei possibili criteri di collegamento che potrebbero fondare la competenza del giudice adito.
2. Indicare specificamente, per ciascun criterio contestato, quale sia il giudice ritenuto competente.
3. Fornire la prova delle circostanze di fatto a sostegno della propria contestazione.

Se l’eccezione è formulata in modo incompleto, perché non contesta tutti i fori concorrenti ipotizzabili, essa si considera tanquam non esset, cioè come se non fosse mai stata proposta. Di conseguenza, la competenza del giudice adito si radica definitivamente in base al profilo non contestato, senza che il giudice possa rilevarla d’ufficio.

Nel caso specifico, la società tedesca avrebbe dovuto non solo contestare la validità della clausola che indicava Cassino, ma anche dimostrare che Cassino non era competente nemmeno in base agli altri criteri, come il luogo di esecuzione del servizio. Non avendolo fatto, l’eccezione è stata giudicata inefficace, portando all’accoglimento del ricorso.

Le conclusioni

Questa pronuncia offre una lezione fondamentale per chiunque si trovi a dover contestare la competenza di un tribunale. L’eccezione di incompetenza non è una formalità, ma un atto processuale complesso che richiede un’analisi rigorosa e completa. Un errore o un’omissione nella sua formulazione possono compromettere irrimediabilmente la difesa sul punto. Le aziende, specialmente quelle che operano a livello internazionale, devono prestare la massima attenzione non solo alla redazione delle clausole contrattuali, ma anche alla gestione strategica delle prime fasi del contenzioso. Affidarsi a una consulenza legale esperta è cruciale per evitare che un errore procedurale vanifichi le proprie ragioni nel merito.

Cosa deve fare una parte per sollevare correttamente un’eccezione di incompetenza territoriale?
Secondo la Corte di Cassazione, la parte deve contestare in modo specifico ed esaustivo tutti i possibili criteri di collegamento che potrebbero fondare la competenza del giudice adito (es. foro del convenuto, luogo di stipula del contratto, luogo di esecuzione della prestazione) e deve indicare per ciascuno il giudice che ritiene competente.

Cosa succede se l’eccezione di incompetenza è incompleta?
Se l’eccezione non contesta tutti i possibili fori concorrenti, viene considerata giuridicamente inesistente (‘tanquam non esset’). Di conseguenza, la competenza del giudice inizialmente adito si consolida in base al criterio non contestato e non può più essere messa in discussione.

Qual è l’onere della prova per chi solleva l’eccezione di incompetenza?
La parte che eccepisce l’incompetenza ha l’onere non solo di articolare una contestazione completa, ma anche di fornire la prova delle circostanze di fatto su cui si basa la sua eccezione. La mancanza di tale prova porta al rigetto dell’eccezione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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