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Domanda tardiva LCA: la Cassazione chiarisce la procedura

Una società agricola ha presentato una domanda tardiva di risarcimento danni nell’ambito di una Liquidazione Coatta Amministrativa (LCA). Il Tribunale ha respinto la domanda decidendo direttamente in composizione collegiale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che la domanda tardiva LCA deve seguire un iter giudiziale specifico, con una prima decisione da parte di un giudice istruttore monocratico, e non di un collegio. L’errore ha privato la società di un grado di giudizio, pertanto il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame secondo la procedura corretta.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Fallimentare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Domanda tardiva LCA: la Cassazione chiarisce la procedura corretta

Con l’ordinanza n. 17497/2024, la Corte di Cassazione è intervenuta su un’importante questione procedurale riguardante la domanda tardiva LCA (Liquidazione Coatta Amministrativa). La decisione sottolinea la necessità di seguire un iter giudiziale specifico, garantendo il diritto delle parti a un corretto svolgimento del processo. Questa pronuncia chiarisce il percorso che tali domande devono seguire, distinguendolo nettamente da quello previsto per le domande tempestive.

I Fatti di Causa

La vicenda trae origine da una richiesta di risarcimento danni avanzata da una società agricola (chiamiamola Società Alfa) nei confronti di un consorzio industriale (Consorzio Beta), posto in Liquidazione Coatta Amministrativa nel 2016. La Società Alfa lamentava danni ai propri terreni, affittati da un’altra azienda (Azienda Gamma) che, già nel 2001, aveva stipulato una transazione con il Consorzio Beta per problematiche simili.

La Società Alfa, ritenendo di aver subito danni nuovi e diversi, non coperti dalla precedente transazione, ha presentato un’istanza di ammissione al passivo della LCA per un importo significativo. Trattandosi di un’istanza presentata oltre i termini, si configurava come una domanda tardiva.

La Decisione del Tribunale e i Motivi del Ricorso

Il Tribunale adito ha deciso la causa direttamente in composizione collegiale. Pur superando un’eccezione di inammissibilità procedurale per ragioni di economia processuale, ha respinto nel merito la richiesta della Società Alfa, ritenendo che la transazione del 2001 avesse un’efficacia preclusiva anche per i danni successivi.

Contro questa decisione, la Società Alfa ha proposto ricorso per cassazione, lamentando un grave errore procedurale. Secondo la ricorrente, la domanda tardiva LCA non doveva essere decisa da un collegio, ma avrebbe dovuto seguire l’iter previsto dalla legge fallimentare, che prevede una prima valutazione da parte di un giudice istruttore monocratico. Questa deviazione procedurale, a dire della società, l’aveva illegittimamente privata di un grado di giudizio.

La corretta procedura per la domanda tardiva LCA

Il cuore della questione risiede nell’interpretazione dell’art. 209 della Legge Fallimentare. Questa norma distingue nettamente il percorso delle domande tempestive da quello delle domande tardive e delle impugnazioni.

* Domande tempestive: Sono gestite in una fase amministrativa dal commissario liquidatore, che forma l’elenco dei crediti ammessi o respinti. La sua decisione può essere successivamente impugnata in sede giurisdizionale.
* Domande tardive e impugnazioni: Seguono un percorso direttamente giurisdizionale. La legge rinvia agli articoli 98, 99 e 101 della stessa Legge Fallimentare.

Questo rinvio è cruciale. Per le liquidazioni coatte aperte dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 5/2006 (come nel caso di specie), la domanda tardiva deve essere decisa da un giudice istruttore in udienza, secondo le forme degli artt. 93-97 L.fall., con un decreto impugnabile davanti al collegio.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendolo fondato e assorbente rispetto al secondo (relativo all’interpretazione della transazione). I giudici hanno ribadito che il passaggio dalla fase amministrativa a quella giurisdizionale segna l’ingresso in un sistema con maggiori tutele.

La Suprema Corte ha affermato che il Tribunale ha errato nel ritenere che la domanda dovesse essere decisa dal commissario liquidatore e poi impugnata dinanzi al collegio. La procedura corretta, secondo il tenore letterale della legge, prevede che le domande tardive siano trattate sin da subito in sede giudiziale, ma davanti a un giudice monocratico (il giudice istruttore). La decisione di un collegio, senza questo passaggio preliminare, costituisce un’omissione di un’intera fase processuale, eliminando di fatto un grado di giudizio.

L’avvenuta decisione da parte di un organo collegiale, con tanto di condanna alle spese, invece che da parte di un giudice monocratico, ha comportato una violazione delle norme procedurali che non può essere sanata. Il meccanismo di conversione dei vizi in motivi di impugnazione non si applica quando il giudice dell’impugnazione non è un giudice di merito, come nel caso della Cassazione.

Le Conclusioni

In conclusione, la Corte di Cassazione ha cassato il decreto impugnato e ha rinviato la causa al Tribunale, specificando che dovrà essere trattata in composizione monocratica. Il nuovo giudizio dovrà seguire l’iter corretto previsto per la domanda tardiva LCA, garantendo alla società ricorrente il pieno esercizio del suo diritto di difesa attraverso tutti i gradi di giudizio previsti dalla legge. Questa sentenza rafforza il principio secondo cui le regole procedurali non sono mere formalità, ma costituiscono una garanzia fondamentale per un giusto processo.

Come va presentata e decisa una domanda tardiva in una Liquidazione Coatta Amministrativa (LCA) avviata dopo il 2006?
La domanda va indirizzata al commissario liquidatore, ma la decisione spetta a un giudice istruttore in sede monocratica, seguendo la procedura giudiziale prevista dagli artt. 95 e 101 della Legge Fallimentare, e non viene decisa in via amministrativa dal commissario.

Perché il Tribunale ha commesso un errore decidendo il caso direttamente in composizione collegiale?
Perché ha saltato la fase di giudizio che doveva svolgersi davanti al giudice istruttore monocratico. Agendo come organo collegiale, ha di fatto deciso la causa come se fosse un’impugnazione, privando la parte ricorrente di un grado di giudizio.

Qual è la differenza fondamentale tra la procedura per le domande tempestive e quelle tardive nella LCA?
Le domande tempestive sono esaminate in una fase amministrativa dal commissario liquidatore. Le domande tardive, invece, entrano subito in una fase giurisdizionale, la cui complessità giustifica un maggior grado di tutela e l’intervento diretto di un giudice per la decisione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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