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Dolus causam dans: annullamento per contachilometri

Una società venditrice di auto usate è stata citata in giudizio da una concessionaria acquirente per l’annullamento di due contratti di compravendita a causa della manomissione dei contachilometri. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha cassato la sentenza d’appello per motivazione contraddittoria, chiarendo la fondamentale distinzione tra dolus causam dans, che determina l’annullamento del contratto poiché il raggiro è stato essenziale per il consenso, e dolus incidens, che porta solo al risarcimento del danno perché il contratto sarebbe stato comunque concluso, ma a condizioni diverse. Il caso è stato rinviato alla Corte d’Appello per una nuova valutazione.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Civile, Diritto Commerciale, Giurisprudenza Civile

Dolus Causam Dans e Contachilometri Alterati: Quando il Contratto è Nullo?

L’acquisto di un’auto usata può nascondere insidie, tra cui la manomissione del contachilometri. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa luce su un aspetto cruciale: quando un simile inganno rende il contratto annullabile? La risposta risiede nella distinzione tra dolus causam dans, ovvero il dolo determinante del consenso, e dolo incidente. Questa decisione offre importanti chiarimenti per tutelare gli acquirenti e definire le responsabilità dei venditori, anche professionali, nel mercato dell’usato.

I Fatti di Causa: La Compravendita di Auto con Chilometraggio Manomesso

La vicenda ha origine dalla citazione in giudizio di una società, venditrice di due auto usate, da parte di una concessionaria acquirente. Quest’ultima richiedeva l’annullamento dei contratti di vendita, la risoluzione o la nullità, a seguito della scoperta che il chilometraggio dei veicoli era stato fraudolentemente alterato. In primo grado, il Tribunale accoglieva la domanda, pronunciando l’annullamento per dolo dei contratti e condannando la società venditrice alla restituzione del prezzo di acquisto, pari a 54.500 euro, a fronte della riconsegna delle vetture.

Il Percorso Giudiziario e la Questione del Dolus Causam Dans

La società venditrice proponeva appello, lamentando diversi vizi della sentenza di primo grado. La Corte d’Appello accoglieva parzialmente il gravame: confermava l’annullamento per dolo dei soli contratti di vendita, ma escludeva l’annullamento delle correlate convenzioni di compensazione, confermando comunque la condanna al pagamento della somma. La Corte territoriale riteneva che la condotta del venditore fosse dolosa, in quanto avrebbe dovuto garantire la correttezza dei dati del chilometraggio. Tuttavia, la sua motivazione presentava una profonda contraddizione. Da un lato, affermava che l’errore indotto dal raggiro era stato tale da determinare l’acquirente a concludere un contratto che altrimenti non avrebbe concluso. Dall’altro, sosteneva che l’acquirente avrebbe “certamente discusso in modo più conveniente il prezzo”, ipotizzando quindi una conclusione del contratto a condizioni diverse. Questa ambiguità ha portato la questione dinanzi alla Corte di Cassazione.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della società venditrice, cassando la sentenza d’appello con rinvio. Il fulcro della decisione è l’irriducibile contrasto logico nella motivazione della Corte d’Appello, che ha reso impossibile comprendere se il dolo accertato fosse determinante del consenso (dolus causam dans) o semplicemente incidente (dolus incidens).

Dolus Causam Dans vs. Dolus Incidens: Una Distinzione Cruciale

La Cassazione ha ribadito con forza la distinzione tra le due figure di dolo, disciplinate dagli articoli 1439 e 1440 del Codice Civile:

1. Dolus Causam Dans (Dolo Determinante): Si verifica quando i raggiri usati sono stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato. Questo tipo di dolo è l’unica causa di annullamento del contratto. L’inganno deve essere essenziale e influire sulla decisione stessa di stipulare l’accordo (an della prestazione).

2. Dolus Incidens (Dolo Incidente): Si ha quando i raggiri non sono stati determinanti del consenso, ma hanno solo influito sulle condizioni del contratto (quomodo). In questo caso, il contratto sarebbe stato concluso comunque, ma a condizioni diverse (ad esempio, a un prezzo inferiore). Il dolo incidente non porta all’annullamento, ma dà diritto alla parte ingannata di ottenere il risarcimento dei danni.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione ha evidenziato come la sentenza d’appello fosse viziata da una carenza di motivazione, poiché presentava affermazioni inconciliabili. Affermare contemporaneamente che la concessionaria non avrebbe acquistato i veicoli e che li avrebbe acquistati a un prezzo inferiore è una contraddizione logica. La prima ipotesi configura un dolus causam dans e giustifica l’annullamento; la seconda configura un dolus incidens e giustifica solo il risarcimento. Stabilire quale delle due fattispecie si sia verificata non è una valutazione discrezionale del giudice, ma un accertamento di fatto essenziale per decidere le sorti del contratto. La Corte d’Appello, omettendo questa fondamentale distinzione e questo accertamento, ha violato la legge. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza e ha rinviato la causa a una diversa sezione della Corte d’Appello, che dovrà riesaminare i fatti e stabilire, sulla base delle prove, se l’inganno sul chilometraggio sia stato determinante per la conclusione dei contratti o se abbia inciso unicamente sul prezzo pattuito.

Le Conclusioni

Il principio di diritto espresso dalla Suprema Corte è netto: “In tema di annullamento del contratto per dolo, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1439 e 1440 c.c., il dolus causam dans, ossia tale che senza di esso l’altra parte non avrebbe contrattato (sull’an), si distingue dal dolus incidens, ossia che influisce sulle sole condizioni della contrattazione (sul quomodo), ma non è determinante del consenso, il quale non può dar luogo ad invalidità del contratto, ma solo alla riparazione dei danni, sicché, ove il raggiro abbia influito solo sulla quantificazione del prezzo, il contratto di vendita non può essere annullato”. Questa pronuncia rafforza la certezza del diritto, imponendo ai giudici di merito un’analisi rigorosa e non ambigua per qualificare la natura del dolo contrattuale e applicare la corretta sanzione giuridica: annullamento in un caso, risarcimento nell’altro.

Qual è la differenza tra ‘dolus causam dans’ e ‘dolus incidens’ in un contratto di compravendita?
Il ‘dolus causam dans’ è un inganno determinante, senza il quale il contratto non sarebbe stato concluso; esso porta all’annullamento del contratto. Il ‘dolus incidens’ è un inganno che influenza solo le condizioni del contratto (es. il prezzo), ma non la decisione di stipularlo; esso dà diritto solo al risarcimento del danno, ma il contratto rimane valido.

La manomissione del contachilometri di un’auto usata porta sempre all’annullamento del contratto?
No, non sempre. Secondo la Corte, l’annullamento è possibile solo se si dimostra che il raggiro è stato ‘causam dans’, cioè che l’acquirente non avrebbe affatto acquistato il veicolo se avesse conosciuto il chilometraggio reale. Se invece si prova che lo avrebbe acquistato comunque, ma a un prezzo inferiore, si ha solo diritto a un risarcimento del danno (dolo incidente).

Chi deve provare che il raggiro è stato determinante per la conclusione del contratto?
La prova che il raggiro abbia provocato un errore essenziale e determinante per la stipula del contratto ricade sulla parte che lo deduce, ovvero sulla parte che chiede l’annullamento del contratto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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