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Diritto Fallimentare

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Deposito concordato preventivo: la tempestività
La Corte d'Appello ha accolto il reclamo di una società contro l'inammissibilità di un deposito concordato preventivo dichiarato tardivo. Il sistema telematico aveva generato errori dopo l'invio puntuale delle prime PEC. La Corte ha stabilito che la tempestività si valuta sulla ricevuta di consegna, ordinando il rinnovo delle misure protettive per quattro mesi.
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Equa riparazione Legge Pinto: indennizzo ridotto
Una società ha proposto opposizione per ottenere un aumento dell'indennizzo per equa riparazione Legge Pinto, ridotto a soli 100 euro annui a causa dell'esiguità del credito rispetto al fatturato aziendale. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, ritenendo legittimo scendere sotto la soglia minima di legge quando la sofferenza psichica è assente per via della sproporzione economica tra pretesa e condizioni dell'istante.
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Liquidazione giudiziale: apertura e presupposti
Il Tribunale di Roma ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società di trasporti in stato di insolvenza irreversibile. La decisione si fonda su un'esposizione debitoria superiore a 13 milioni di euro e sull'impossibilità di far fronte alle obbligazioni correnti a causa della perdita dei principali rapporti commerciali. Il provvedimento conferma la sussistenza dei requisiti dimensionali previsti dal Codice della Crisi.
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Misure protettive composizione negoziata: rigetto
Il Tribunale ha respinto la richiesta di conferma delle misure protettive composizione negoziata avanzata da una società sportiva. La decisione si basa sulla già avvenuta cessione dell'azienda prima del ricorso, sull'assenza di un piano industriale strutturato e sulla mancanza di reali trattative con i creditori principali, rendendo la procedura priva di finalità risanatorie concrete.
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Trasferimento ramo d’azienda CCII: autorizzazione
Il Tribunale di Milano ha autorizzato il trasferimento ramo d'azienda CCII nell'ambito di una composizione negoziata. La decisione si fonda sulla necessità di preservare la continuità produttiva e i livelli occupazionali, garantendo al contempo la migliore soddisfazione dei creditori grazie all'intervento finanziario della società controllante e di un investitore terzo.
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Composizione negoziata: vendita azienda autorizzata
Il Tribunale ha autorizzato, nel contesto di una composizione negoziata, la cessione di un ramo d'azienda specializzato nella produzione di energia da biogas. La decisione è giunta in seguito a una procedura competitiva che ha visto la partecipazione di più offerenti. Il provvedimento conferma la funzionalità della vendita alla continuità aziendale e alla soddisfazione dei creditori, disponendo l'esonero dalla responsabilità per i debiti pregressi, eccetto quelli relativi ai rapporti di lavoro.
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Misure protettive composizione negoziata: rigetto
Il Tribunale di Milano ha negato la conferma delle misure protettive composizione negoziata richieste da una società immobiliare. Nonostante un iniziale parere positivo dell'esperto, l'istruttoria ha rivelato la mancanza delle scritture contabili relative agli anni precedenti e l'impossibilità di imputare costi e ricavi ai singoli progetti. Il Giudice ha stabilito che senza dati contabili attendibili e verificabili, non è possibile formulare un giudizio sulla sostenibilità del risanamento, rendendo ingiustificato il sacrificio imposto ai creditori.
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Azione revocatoria ordinaria: vendita inefficace
Il Tribunale di Milano ha accolto l'azione revocatoria ordinaria promossa da un Curatore per dichiarare inefficace la vendita di immobili di pregio effettuata da una società prima del fallimento. L'operazione, avvenuta a favore della coniuge dell'amministratore senza l'effettivo versamento del prezzo, è stata ritenuta un atto volto a sottrarre garanzie ai creditori in presenza di ingenti debiti pregressi.
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Misure protettive: quando il Tribunale le nega
Il Tribunale di Milano ha rigettato la richiesta di conferma delle misure protettive presentata da una società retail in crisi. La decisione si fonda sull'assenza di un piano di risanamento credibile, valutando l'operazione come meramente liquidatoria e priva del necessario fumus boni iuris per proteggere il patrimonio dalle azioni dei creditori.
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Liquidazione controllata: la Corte apre la procedura
Una coppia di coniugi, ex imprenditori ora qualificabili come consumatori, ha impugnato il rigetto della domanda di liquidazione controllata. Il Tribunale aveva inizialmente negato l'accesso alla procedura per presunte incertezze sul debito e vizi formali. La Corte di Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che la liquidazione controllata deve essere aperta se sussiste il sovraindebitamento, indipendentemente da contestazioni su singoli beni.
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Insinuazione tardiva di credito: stop alla prescrizione
L'insinuazione tardiva di credito rappresenta uno strumento fondamentale quando emergono debiti contributivi non prescritti grazie a procedure di condono. La Corte d'Appello ha stabilito che la domanda di sanatoria sospende i termini di prescrizione, permettendo la legittima ammissione al passivo fallimentare dei crediti previdenziali e delle relative sanzioni.
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Equa riparazione: guida al ritardo fallimentare
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione in favore di un creditore coinvolto in una procedura fallimentare protrattasi oltre i termini ragionevoli stabiliti dalla Legge Pinto. Nonostante la complessità della procedura, il ritardo di un anno ha giustificato la condanna del Ministero al pagamento di un indennizzo di 450 euro, oltre alla rifusione delle spese legali.
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Equa riparazione fallimento: guida al risarcimento
La Corte d'Appello ha rideterminato l'indennizzo per equa riparazione fallimento, stabilendo che la riduzione del 20% prevista per i processi con molte parti non si applica alle procedure concorsuali, data la loro natura intrinseca.
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Equa riparazione: risarcimento per processi lenti
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione per un creditore coinvolto in un fallimento durato oltre 15 anni. La decisione si basa sul superamento del termine ragionevole di sei anni stabilito per le procedure concorsuali, liquidando un indennizzo economico proporzionale al ritardo subito.
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Pegno strumenti finanziari e fallimento: guida legale
La Corte d'Appello di Firenze ha stabilito che, in presenza di un pegno strumenti finanziari disciplinato dal D.Lgs. 170/2004, la banca può escutere la garanzia direttamente dopo il fallimento del debitore. La decisione chiarisce che tale normativa speciale deroga alle regole ordinarie sull'inefficacia degli atti post-fallimentari, permettendo al creditore pignoratizio di soddisfarsi senza la preventiva insinuazione al passivo, purché la garanzia stessa non sia oggetto di azione revocatoria.
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Liquidazione controllata: come funziona la procedura
Il Tribunale di Venezia ha decretato l'apertura della liquidazione controllata per un ex imprenditore in stato di sovraindebitamento. Nonostante un precedente fallimento non concluso con l'esdebitazione, il giudice ha ammesso il debitore alla procedura, consentendo la gestione di un debito superiore a 200.000 euro attraverso i beni attuali e parte dei redditi futuri.
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Indennizzo scioglimento contratti: la nuova sentenza
La Corte di Appello di Genova ha ridefinito l'importo per l'indennizzo scioglimento contratti dovuto da una società portuale in concordato a un utente. Sebbene lo scioglimento sia legittimo, il calcolo del danno deve escludere i periodi in cui il bene era oggettivamente inutilizzabile a causa di danni strutturali provocati da una mareggiata.
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Liquidazione giudiziale e onere della prova impresa
La Corte d'Appello di Genova ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società che non ha provato correttamente la natura di impresa minore. Nonostante la presentazione tardiva dei bilanci, l'ammissione dello stato di insolvenza e il mancato rispetto dei termini di deposito documentale hanno portato al rigetto del reclamo, ribadendo che l'onere probatorio circa il non superamento delle soglie dimensionali spetta esclusivamente al debitore.
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Liquidazione giudiziale: prova dei requisiti
La Corte d'Appello di Genova ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di un'impresa che non ha saputo dimostrare il mancato superamento delle soglie dimensionali. Il tribunale ha rilevato l'inattendibilità delle scritture contabili prodotte, aggravata dalla mancata tenuta dei registri obbligatori e dall'assenza di trasmissione degli incassi fiscali.
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Fallimento e improcedibilità: stop alle cause ordinarie
La Corte d'Appello di Genova ha dichiarato la nullità di una sentenza di primo grado relativa a un risarcimento danni per un sinistro nautico. Il motivo principale risiede nel principio di fallimento e improcedibilità: poiché la società proprietaria del mezzo era già stata dichiarata fallita al momento della citazione, la domanda doveva essere presentata esclusivamente tramite l'accertamento del passivo nel tribunale fallimentare.
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