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Diritto Fallimentare

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Liquidazione giudiziale in proprio: la sentenza
Il Tribunale di Firenze ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale in proprio di una società operante nel settore elettronico. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza, manifestato da un'esposizione debitoria superiore a un milione di euro verso fisco e dipendenti. Il tribunale ha stabilito che l'istanza presentata dall'amministratore giudiziario non richiede l'approvazione dei soci, essendo un atto dovuto per legge.
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Liquidazione controllata: guida alla procedura
Il Tribunale di Firenze ha dichiarato l'apertura della liquidazione controllata per una debitrice con oltre 200.000 euro di debiti, principalmente fiscali. Con un reddito annuo modesto e priva di immobili, la ricorrente è stata ammessa alla procedura. Il tribunale ha inoltre chiarito l'esclusione della prededuzione per i crediti dei professionisti che assistono il debitore nella fase iniziale.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza
Il Tribunale di Firenze ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società commerciale. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza, evidenziato da un grave deficit patrimoniale e dall'incapacità di onorare regolarmente le proprie obbligazioni verso terzi.
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Liquidazione controllata: guida alla procedura civile
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione controllata per un debitore in stato di sovraindebitamento, titolare di un'impresa individuale inattiva classificata come impresa minore. La decisione si fonda sull'accertata insolvenza e sulla relazione positiva del gestore della crisi, portando alla nomina di un liquidatore e alla sospensione delle azioni esecutive individuali.
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Composizione negoziata: accordo transattivo fisco
Il Tribunale ha autorizzato un accordo transattivo nell'ambito della composizione negoziata della crisi, permettendo a una società di estinguere il debito fiscale pagando il 53,33% del totale. La decisione si fonda sulla maggiore convenienza per l'Erario rispetto alla liquidazione giudiziale.
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Misure protettive CNC: la tutela nel risanamento
Il Tribunale di Firenze ha confermato diverse misure protettive CNC per una società in crisi impegnata in un percorso di risanamento. Il giudice ha disposto la sospensione dei rimborsi dei finanziamenti bancari, il divieto di segnalazioni alla Centrale Rischi e l'inibitoria all'escussione delle garanzie statali, rigettando però la tutela sulle fideiussioni personali.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’apertura
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società commerciale in liquidazione. Nonostante le resistenze della debitrice, i giudici hanno ravvisato uno stato di insolvenza irreversibile dovuto a un'esposizione debitoria superiore ai 400.000 euro, a fronte di attività quasi nulle, confermando che la soglia di 30.000 euro di debiti scaduti è il limite minimo per procedere.
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Liquidazione giudiziale: quando viene dichiarata?
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società commerciale insolvente. La decisione è scaturita dal mancato deposito dei bilanci, dal superamento delle soglie dimensionali e dalla presenza di debiti certi verso ex dipendenti e istituti previdenziali.
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Liquidazione controllata: la guida alla procedura
Il Tribunale ha disposto l'apertura della liquidazione controllata per un debitore con un debito superiore a 3 milioni di euro derivante da garanzie e attività passate. La sentenza stabilisce un limite di mantenimento di 1.300 euro mensili, disponendo la liquidazione della nuda proprietà di un immobile e di parte dello stipendio per soddisfare i creditori.
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Liquidazione controllata: guida alla procedura
Il Tribunale di Ancona ha accolto il ricorso per l'apertura della liquidazione controllata presentato da una debitrice in stato di sovraindebitamento. La sentenza definisce i requisiti necessari per l'accesso alla procedura, nomina i professionisti incaricati e stabilisce la quota di reddito mensile non pignorabile destinata al mantenimento del nucleo familiare.
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Estensione liquidazione giudiziale: il termine annuale
La Corte d'Appello ha confermato l'estensione liquidazione giudiziale a carico di un ex socio accomandatario, stabilendo che il termine annuale per tale provvedimento decorre dalla data di iscrizione della cessione quote nel Registro delle Imprese e non dalla data dell'atto notarile. La decisione sottolinea che la responsabilità illimitata persiste per i debiti sorti prima della pubblicità legale, indipendentemente dal momento in cui viene emesso un titolo giudiziario di accertamento.
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Responsabilità curatore fallimentare: limiti accantonamento
La Corte d'Appello di Trento ha rigettato la domanda di risarcimento contro un curatore, chiarendo che la responsabilità curatore fallimentare non sussiste per il mancato accantonamento di spese legali future e non ancora liquidate al momento della chiusura del fallimento. La sentenza sottolinea l'importanza della comunicazione formale del cambio di domicilio legale da parte del creditore.
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Ristrutturazione debiti consumatore: il peso dell’età
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una proposta di ristrutturazione debiti consumatore presentata da quattro soggetti. Il diniego è motivato dall'eccessiva durata del piano (circa 19 anni) rapportata all'età avanzata dei richiedenti, che avrebbero terminato i pagamenti oltre l'aspettativa media di vita, rendendo la proposta priva di fattibilità concreta.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza
La Corte d'Appello di Trento ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società in liquidazione. Nonostante il tentativo della società di dimostrare una riduzione del debito tramite crediti verso terzi e garanzie immobiliari, i giudici hanno ritenuto il quadro contabile inattendibile e hanno rilevato debiti tributari superiori ai 95.000 euro, confermando l'insolvenza.
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Equa riparazione per eccessiva durata del fallimento
La Corte d'Appello ha accolto il ricorso per l'equa riparazione presentato da un creditore a causa della durata irragionevole di un fallimento protrattosi per oltre dieci anni. Il giudice ha liquidato un indennizzo basato su quattro anni di ritardo eccessivo rispetto ai termini di legge.
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Equa riparazione compensi avvocato: il calcolo
La Corte d'Appello ha riformato un decreto in materia di equa riparazione compensi avvocato, stabilendo i criteri di liquidazione per la pluralità di parti. In presenza di 32 creditori con posizioni identiche, la Corte ha applicato la riduzione del 30% sul compenso base per l'identità delle questioni trattate, procedendo poi all'applicazione delle maggiorazioni obbligatorie previste dal D.M. 55/2014 per il numero dei soggetti assistiti.
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Liquidazione giudiziale: criteri e presupposti
Il Tribunale di Bologna ha pronunciato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di un'impresa individuale operante nel settore dell'intrattenimento. La decisione scaturisce dal mancato pagamento di debiti superiori a 30.000 euro e dall'accertamento dello stato di insolvenza, evidenziato da pignoramenti infruttuosi e debiti erariali. Nonostante la mancata costituzione del debitore, i dati del Registro delle Imprese hanno confermato il superamento delle soglie dimensionali previste dal Codice della Crisi.
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Liquidazione giudiziale e insolvenza accertata
La Corte d'Appello di Brescia ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, ribaltando il precedente diniego. Anche se il credito era oggetto di un ricorso in Cassazione, la Corte ha ravvisato il fumus del diritto e uno stato di insolvenza manifesto, confermato dall'assenza di beni e dall'infruttuosità dei pignoramenti.
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Responsabilità del fideiussore e fallimento debitore
La Corte d'Appello di Brescia ha confermato la responsabilità del fideiussore in una complessa vicenda legata a un finanziamento immobiliare. La sentenza chiarisce che il termine di decadenza per la banca decorre dal fallimento del debitore e che il garante, se amministratore della società, non può invocare la mancata informazione sulla crisi aziendale.
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Azione revocatoria ordinaria: usufrutto al figlio
La Corte d'Appello ha confermato l'azione revocatoria ordinaria contro un atto di acquisto immobiliare in cui il debitore aveva riservato per sé la nuda proprietà e intestato l'usufrutto al figlio minore. La decisione sottolinea che anche un credito litigioso legittima la revoca e che l'impoverimento qualitativo del patrimonio del debitore integra il danno ai creditori.
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