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Diritto di sepolcro: la Cassazione sulla vendita

La Cassazione ha confermato la validità della vendita di loculi cimiteriali da parte del concessionario, chiarendo la distinzione tra il diritto di sepolcro primario (reale e trasmissibile) e secondario (personale e non trasmissibile). Il ricorso è stato respinto perché gli appellanti non hanno provato il diritto della loro madre a essere sepolta nel loculo conteso.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Diritto di Sepolcro: Quando la Vendita dei Loculi è Valida? L’Analisi della Cassazione

Il diritto di sepolcro rappresenta un’area del diritto carica di implicazioni emotive e personali, ma anche di complessi aspetti giuridici. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha offerto importanti chiarimenti sulla natura di questo diritto, in particolare sulla possibilità di vendere i loculi di una cappella funeraria e sulla distinzione fondamentale tra diritto primario e secondario. Questo articolo analizza la decisione, spiegando le sue implicazioni pratiche per i cittadini.

I Fatti del Caso: Una Controversia sulla Cappella di Famiglia

La vicenda giudiziaria ha origine dalla vendita, avvenuta nel 1973, di quattro loculi all’interno di una cappella funeraria privata. La titolare della concessione cimiteriale aveva ceduto il diritto d’uso di questi spazi ai danti causa degli attuali proprietari. Successivamente, le eredi della concessionaria originale hanno agito in giudizio, sostenendo di avere il diritto di seppellire la loro madre in uno di quei loculi, contestando la validità della vendita e rivendicando un loro diritto personale sul sepolcro.

Il caso è giunto fino alla Corte di Cassazione dopo che la Corte d’Appello aveva respinto le richieste delle eredi, le quali avevano proposto un’opposizione di terzo per tutelare quello che ritenevano un loro diritto.

Il Diritto di Sepolcro e la Decisione della Corte

La Corte Suprema ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito e fornendo una chiara spiegazione dei principi che regolano il diritto di sepolcro. La sentenza si basa su due pilastri fondamentali: la distinzione tra diritto primario e secondario e la normativa applicabile alla vendita dei loculi all’epoca dei fatti.

La Distinzione tra Diritto Primario e Secondario

La Corte ha ribadito la tradizionale distinzione tra:
1. Diritto di sepolcro primario: è il diritto di essere sepolti o di seppellire altri in un dato sepolcro. Questo diritto è assimilabile a un diritto reale di superficie, si acquisisce dal fondatore del sepolcro e si trasmette iure sanguinis (per diritto di sangue) ai familiari o al coniuge. È il diritto principale che conferisce il potere sulla tomba.
2. Diritto di sepolcro secondario: è il diritto, di natura personale e non trasmissibile, che spetta a chiunque sia congiunto di una persona che riposa in un sepolcro. Consiste nella facoltà di accedere alla tomba per compiere atti di culto e di pietà e di opporsi a ogni trasformazione che possa arrecare pregiudizio al rispetto dovuto al defunto.

Nel caso specifico, le ricorrenti non hanno potuto dimostrare che la loro madre avesse un diritto primario a essere tumulata in quel loculo, in quanto era solo un’affine di terzo grado della concessionaria originale, senza legami di sangue o di coniugio.

La Normativa Applicabile alla Vendita dei Loculi

Il secondo punto cruciale è stata l’analisi della normativa vigente al momento della vendita, avvenuta nel 1973. A quell’epoca, era in vigore l’art. 71 del D.P.R. n. 1880/1942, che permetteva la cessione totale o parziale del diritto di uso delle sepolture private a terzi, a meno che l’atto di concessione o i regolamenti comunali non lo vietassero espressamente. La Corte ha sottolineato che l’area su cui sorge la cappella è bene demaniale, ma il diritto d’uso sui singoli loculi è un diritto assimilabile a un diritto reale di superficie, che poteva essere validamente trasferito dal concessionario.

Le ricorrenti non hanno fornito la prova dell’esistenza di un regolamento del Comune che vietasse tale cessione alla data della vendita. Pertanto, la vendita dei loculi è stata ritenuta pienamente valida ed efficace.

Le Motivazioni della Sentenza

Le motivazioni della Corte di Cassazione si concentrano sulla corretta applicazione della legge nel tempo e sulla rigorosa distinzione tra le diverse tipologie di diritti legati a un sepolcro. I giudici hanno chiarito che, sebbene le ricorrenti potessero vantare un diritto secondario di sepolcro (visitare la tomba e onorare la memoria della defunta lì sepolta), questo diritto è di natura personale e non è sufficiente a contestare la titolarità del diritto d’uso del loculo, che è un diritto di natura reale, validamente trasferito ai nuovi proprietari.

La Corte ha concluso che la mancata prova di un diritto primario della madre delle ricorrenti a essere sepolta in quel luogo, unita alla validità della cessione del diritto d’uso secondo la legge dell’epoca, rendeva l’opposizione infondata. La pretesa delle ricorrenti si basava su un diritto personale e non poteva prevalere sul diritto reale acquisito da terzi.

Le Conclusioni

Questa sentenza riafferma principi consolidati in materia di diritto di sepolcro. Insegna che il diritto di usare un loculo in una cappella privata può essere ceduto a terzi se la legge applicabile al momento dell’atto lo consente e se non vi sono divieti specifici nella concessione o nei regolamenti locali. Inoltre, chiarisce che il diritto alla sepoltura (ius sepulchri) spetta primariamente al fondatore e ai suoi familiari più stretti, mentre i diritti di altri parenti sono limitati al culto dei defunti e non conferiscono un titolo per rivendicare lo spazio fisico della tomba contro chi ne ha legittimamente acquisito il diritto d’uso.

È possibile vendere i loculi di una cappella funeraria privata a terzi?
Sì, è possibile, ma dipende dalla normativa vigente al momento della vendita. La sentenza chiarisce che, secondo il D.P.R. del 1942 (applicabile ai fatti del caso), la cessione del diritto d’uso dei loculi era permessa, a meno che l’atto di concessione o i regolamenti comunali non disponessero diversamente. Il diritto d’uso è assimilabile a un diritto reale di superficie e può essere trasferito.

Qual è la differenza tra diritto di sepolcro primario e secondario?
Il diritto primario è il diritto di essere sepolti o di seppellire altri in una tomba, ha natura reale e si trasmette generalmente per legame di sangue o coniugale con il fondatore. Il diritto secondario è il diritto, di natura personale, di accedere alla tomba per onorare il defunto e tutelarne la memoria. Quest’ultimo non conferisce il diritto alla tumulazione.

Chi ha il diritto di essere sepolto in una tomba di famiglia?
Il diritto di essere sepolto (diritto primario) spetta al titolare della concessione (il fondatore) e, di norma, ai suoi discendenti per diritto di sangue (iure sanguinis) e al coniuge. La sentenza ha stabilito che un’affine di terzo grado (come la moglie del figlio del fratello della concessionaria) non acquisisce automaticamente questo diritto, in assenza di legami di sangue o di coniugio con la fondatrice.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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