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Diritto di precedenza nelle società a controllo pubblico

Una lavoratrice con contratto a termine presso un consorzio pubblico ha rivendicato il diritto di precedenza per un’assunzione a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le società a controllo pubblico devono seguire le procedure di selezione pubblica, le quali prevalgono sul diritto di precedenza previsto per i contratti di lavoro privati. La Corte ha chiarito che l’obbligo di reclutamento tramite procedure concorsuali impedisce l’assunzione diretta basata sulla precedenza.

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Pubblicato il 28 dicembre 2025 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Diritto di Precedenza: perché non si applica nelle società pubbliche

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato un tema cruciale nel diritto del lavoro: il diritto di precedenza nelle assunzioni. In particolare, la Corte ha chiarito se un ex dipendente a termine di una società a totale partecipazione pubblica possa vantare questo diritto per un’assunzione a tempo indeterminato. La risposta, come vedremo, è negativa, poiché le regole del pubblico impiego prevalgono sulla disciplina privatistica.

I Fatti del Caso

Una lavoratrice aveva prestato servizio presso un consorzio di enti locali con un contratto di lavoro a tempo determinato. Alla scadenza del contratto, sosteneva di aver maturato il diritto di precedenza per future assunzioni a tempo indeterminato, come previsto dalla normativa sui contratti a termine (D.Lgs. 81/2015).

Successivamente, il consorzio ha indetto una nuova procedura selettiva per posizioni a tempo indeterminato. La lavoratrice ha partecipato ma non ha superato la selezione. Ha quindi agito in giudizio per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato e il risarcimento del danno, sostenendo che il consorzio avesse violato il suo diritto. Contestava anche il mancato pagamento di un “salario di risultato”.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno respinto le sue richieste, affermando che il consorzio, in quanto società a totale partecipazione pubblica, è soggetto alle norme sul reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni, che impongono procedure selettive e non permettono l’applicazione del diritto di precedenza.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito e ha rigettato il ricorso della lavoratrice. I giudici supremi hanno articolato la loro decisione su due punti principali: l’inapplicabilità del diritto di precedenza alle società pubbliche e l’inammissibilità della richiesta relativa al “salario di risultato”.

Diritto di Precedenza e Società Pubbliche: Le Motivazioni

La Corte ha stabilito un principio fondamentale: le società a totale partecipazione pubblica, come il consorzio in questione, sono soggette alla disciplina del D.Lgs. 175/2016. L’articolo 19 di tale decreto legislativo impone a queste società di adottare procedure di reclutamento del personale trasparenti, pubbliche e imparziali, ispirate ai principi dell’articolo 35 del D.Lgs. 165/2001, che regola il pubblico impiego.

Questo obbligo di indire procedure selettive pubbliche (concorsi) è una norma imperativa, volta a garantire l’accesso al lavoro nel settore pubblico allargato secondo i principi di merito e imparzialità sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Tale obbligo, secondo la Corte, è incompatibile con il diritto di precedenza previsto dall’articolo 24 del D.Lgs. 81/2015.

In altre parole, la necessità di una selezione pubblica e aperta a tutti prevale sul diritto del singolo ex dipendente a termine. Riconoscere la precedenza significherebbe eludere le procedure concorsuali, creando una corsia preferenziale non prevista dalla legge per l’accesso al pubblico impiego. La Corte ha quindi concluso che il diritto di precedenza non può essere invocato per ottenere un’assunzione a tempo indeterminato presso una società a controllo pubblico, poiché ciò porterebbe alla costituzione di un rapporto di lavoro in violazione di norme imperative, con conseguente nullità del contratto stesso.

La questione del “Salario di Risultato”

Per quanto riguarda la seconda richiesta della lavoratrice, relativa al “salario di risultato”, la Corte ha dichiarato il motivo del ricorso inammissibile. La lavoratrice chiedeva alla Cassazione di interpretare il regolamento interno del personale del consorzio, un’attività che non spetta al giudice di legittimità.

La Corte di Cassazione, infatti, ha il compito di verificare la corretta applicazione delle norme di legge, non di riesaminare i fatti o di interpretare atti di autonomia negoziale come i regolamenti aziendali. Poiché la ricorrente non ha indicato quali canoni legali di interpretazione contrattuale sarebbero stati violati, ma si è limitata a proporre una lettura del regolamento diversa da quella della Corte d’Appello, il motivo è stato giudicato inammissibile.

Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale di grande importanza. Le conclusioni che possiamo trarre sono le seguenti:

  1. Per i lavoratori: Chi ha un contratto a termine con una società a controllo pubblico non può fare affidamento sul diritto di precedenza per ottenere una stabilizzazione. L’unica via per un’assunzione a tempo indeterminato è partecipare e superare le procedure di selezione pubblica indette dall’ente.
  2. Per le società pubbliche: Viene confermato l’obbligo inderogabile di reclutare il personale a tempo indeterminato attraverso procedure trasparenti e concorsuali, senza poter riconoscere percorsi preferenziali a ex dipendenti a termine.

La sentenza ribadisce la netta distinzione tra le regole del lavoro privato e quelle che disciplinano l’accesso al settore pubblico, anche quando questo opera attraverso società di diritto privato.

Un lavoratore a termine di una società a controllo pubblico ha diritto di precedenza per un’assunzione a tempo indeterminato?
No. Secondo la Corte di Cassazione, le società a controllo pubblico sono tenute a reclutare il personale tramite procedure selettive pubbliche. Questo obbligo prevale sul diritto di precedenza previsto dalla normativa sui contratti a termine nel settore privato.

Perché le regole sulla selezione pubblica prevalgono sul diritto di precedenza?
Perché le norme che impongono procedure concorsuali per l’accesso al lavoro nelle società pubbliche sono imperative e mirano a garantire i principi costituzionali di imparzialità e trasparenza (art. 97 Cost.). Il diritto di precedenza creerebbe una corsia preferenziale incompatibile con tali principi.

Può la Corte di Cassazione interpretare un regolamento aziendale per stabilire se un premio di risultato sia dovuto?
No. L’interpretazione di atti di autonomia negoziale, come un regolamento del personale, è un’attività riservata al giudice di merito (Tribunale e Corte d’Appello). La Corte di Cassazione può intervenire solo se viene denunciata la violazione di specifiche norme di legge sull’interpretazione dei contratti, ma non può sostituire la propria valutazione a quella dei giudici di merito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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