LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Deroga distanze legali: nullo l’accordo privato

La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di una scrittura privata con cui due proprietari confinanti avevano concordato una deroga alle distanze legali tra costruzioni previste dal piano regolatore locale. Nonostante i giudici di merito avessero inizialmente dato validità all’accordo, la Suprema Corte ha cassato la sentenza, riaffermando che le norme urbanistiche sulle distanze sono inderogabili in quanto poste a tutela dell’interesse pubblico. La causa è stata rinviata alla Corte d’Appello per una nuova valutazione alla luce della nullità dell’accordo.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Deroga Distanze Legali: L’Accordo Privato è Nullo se Contrasta con il Piano Regolatore

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale in materia edilizia: gli accordi privati non possono prevalere sulle norme urbanistiche. La possibilità di una deroga distanze legali tra edifici è un tema delicato, e la Suprema Corte ha chiarito che, quando tali distanze sono fissate dai piani regolatori, esse non sono a disposizione delle parti. Analizziamo insieme questa importante decisione.

I Fatti di Causa: Un Accordo tra Vicini Finito in Tribunale

La vicenda ha origine da una scrittura privata con cui i proprietari di un immobile concedevano al vicino il diritto di costruire a una distanza inferiore rispetto a quella prevista dalle norme vigenti. Successivamente, ritenendo che la costruzione realizzata non fosse conforme a quanto pattuito, i proprietari hanno agito in giudizio per chiedere la risoluzione del contratto e la demolizione dell’opera.

Il Percorso Giudiziario e la Svolta in Cassazione

Sia il Tribunale di primo grado che la Corte d’Appello avevano respinto le richieste degli attori, ritenendo sostanzialmente valido l’accordo e conforme l’opera realizzata. Gli attori, soccombenti, hanno quindi proposto ricorso per cassazione. È a questo punto che la vicenda ha una svolta decisiva. La Suprema Corte, analizzando gli atti, ha rilevato d’ufficio una questione cruciale che era stata trascurata nei gradi di merito: la nullità dell’accordo stesso.

La Nullità dell’Accordo per la deroga distanze legali

Il cuore della decisione della Cassazione risiede nella distinzione tra le norme sulle distanze previste dal Codice Civile e quelle contenute negli strumenti urbanistici locali (come i piani regolatori). Mentre le prime sono tendenzialmente a tutela dei diritti dei singoli proprietari e possono essere oggetto di accordi privati, le seconde sono dettate a tutela dell’interesse pubblico, per garantire un ordinato e salubre sviluppo del territorio. Per questa ragione, le norme dei piani regolatori sono inderogabili.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato: le prescrizioni sulle distanze contenute nei piani regolatori e nei regolamenti edilizi, essendo poste a tutela di un interesse generale, non possono essere modificate dalla volontà dei privati. Un accordo che preveda una deroga distanze legali imposte da tali strumenti è, di conseguenza, nullo per violazione di norme imperative. Questa nullità è talmente grave che il giudice ha l’obbligo di rilevarla d’ufficio, anche se nessuna delle parti l’ha sollevata. La scrittura privata del 9 aprile 2002, che autorizzava a edificare “a distanza inferiore da quella prevista dal piano regolatore e dalle vigenti leggi in materia”, è stata quindi giudicata radicalmente nulla.

Le Conclusioni: Il Principio di Diritto e le Conseguenze Pratiche

La Cassazione ha cassato la sentenza d’appello e ha rinviato la causa a un’altra sezione della stessa Corte per un nuovo esame. Il giudice del rinvio dovrà partire dal presupposto che l’accordo tra le parti è nullo e, di conseguenza, dovrà rivalutare l’intera controversia sulla base delle norme urbanistiche inderogabili. Questa pronuncia è un monito importante: prima di stipulare accordi sulle distanze, è essenziale verificare che non violino le previsioni del piano regolatore locale, poiché tali patti sarebbero privi di qualsiasi effetto giuridico e non potrebbero sanare una costruzione illegittima.

Possono due vicini accordarsi per costruire a una distanza inferiore a quella prevista dal piano regolatore?
No. Secondo la Corte di Cassazione, le norme sulle distanze contenute nei piani regolatori sono inderogabili perché tutelano un interesse pubblico. Qualsiasi accordo privato che le violi è nullo.

Cosa succede se un accordo privato sulla deroga alle distanze viene dichiarato nullo?
L’accordo è considerato come se non fosse mai esistito. La situazione deve essere valutata esclusivamente sulla base della legge e delle norme urbanistiche, il che potrebbe comportare l’obbligo di demolire la costruzione realizzata a distanza illegale.

Un giudice può dichiarare nullo un accordo anche se le parti non lo hanno chiesto?
Sì. Quando un accordo viola norme imperative poste a tutela di interessi pubblici, come quelle urbanistiche, il giudice ha il dovere di rilevarne la nullità d’ufficio, cioè di propria iniziativa, in qualsiasi stato e grado del processo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati