LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Deposito telematico: la data che conta è la ricevuta

La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla tempestività del deposito telematico. Un ricorso, inizialmente dichiarato inammissibile perché ritenuto tardivo, è stato giudicato tempestivo. La Corte ha chiarito che la data che fa fede non è quella di registrazione dell’atto da parte della cancelleria, ma il momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) dal sistema di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia. Questa decisione protegge il cittadino da ritardi non imputabili a lui.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Fallimentare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Deposito Telematico: Quando un Atto è Davvero Tempestivo? La Cassazione Fa Chiarezza

Nel processo civile moderno, il deposito telematico degli atti è diventato la norma. Tuttavia, la tecnologia introduce nuove domande, specialmente riguardo alle scadenze perentorie. Cosa succede se un atto viene inviato telematicamente l’ultimo giorno utile ma la cancelleria lo registra il giorno dopo? Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ha fornito una risposta definitiva, stabilendo un principio cruciale per la tutela dei diritti delle parti.

I Fatti del Caso: Un Ricorso Dichiarato Tardivo

Un creditore aveva presentato opposizione allo stato passivo di una società in amministrazione straordinaria. Il Tribunale, però, aveva dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. Secondo i giudici di merito, il termine di trenta giorni dalla comunicazione dell’esecutività dello stato passivo (12 settembre) era scaduto. Il Tribunale aveva considerato come data di deposito il 13 ottobre, giorno successivo alla scadenza, basandosi sulla data riportata nella schermata del registro telematico.

La Questione sul Deposito Telematico: Data di Ricevuta vs Data di Iscrizione

Il creditore ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. La sua tesi era semplice ma fondamentale: nel deposito telematico, il momento che perfeziona il deposito non è la lavorazione dell’atto da parte della cancelleria, ma la generazione della ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia. Nel caso specifico, tale ricevuta era stata generata il 12 ottobre, ovvero l’ultimo giorno utile, rendendo il deposito perfettamente tempestivo.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha accolto pienamente la tesi del ricorrente, richiamando l’articolo 16-bis, settimo comma, del D.L. 179/2012. Questa norma afferma chiaramente: “Il deposito con modalità telematiche si ha per avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del ministero della giustizia“.

I giudici hanno spiegato che l’intento del legislatore è quello di prevenire che ritardi o decadenze possano gravare sulla parte a causa di fattori esterni al suo controllo, come i tempi di lavorazione della cancelleria. A differenza del deposito cartaceo, dove la ricezione dell’atto e l’iscrizione a ruolo sono contestuali, nel processo telematico può esserci uno scarto temporale tra l’invio da parte dell’avvocato e la successiva registrazione da parte del personale amministrativo.

Pertanto, per garantire certezza e tutelare il diritto di difesa, il deposito si considera perfezionato con la generazione della seconda PEC (la ricevuta di avvenuta consegna), che prova legalmente che l’atto è entrato nella sfera di controllo dell’ufficio giudiziario. La data successiva di iscrizione a ruolo è irrilevante ai fini della tempestività.

Le Conclusioni: Principio di Diritto e Implicazioni Pratiche

La Corte ha cassato il decreto del Tribunale e ha rinviato la causa allo stesso ufficio giudiziario, in diversa composizione, per l’esame del merito.

Questa ordinanza rafforza un principio fondamentale per tutti gli operatori del diritto: ai fini del rispetto dei termini processuali, l’unico momento che conta nel deposito telematico è quello attestato dalla ricevuta di avvenuta consegna. Questa regola offre una garanzia essenziale, assicurando che la tempestività di un atto dipenda unicamente dall’azione del depositante e non da eventuali ritardi successivi dell’apparato giudiziario. Gli avvocati possono quindi fare affidamento sulla data e l’ora della RdAC per certificare il corretto e puntuale adempimento dei propri oneri processuali.

Qual è la data valida per considerare tempestivo un deposito telematico?
La data che fa fede per la tempestività di un deposito telematico è quella in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia.

Perché la data di registrazione da parte della cancelleria è irrilevante per la tempestività?
È irrilevante perché la legge intende proteggere la parte che effettua il deposito da ritardi che non le sono imputabili, come quelli legati ai tempi di lavorazione interni dell’ufficio giudiziario. Il deposito si perfeziona con l’invio telematico e la ricezione confermata dalla RdAC.

Cosa accade se un atto viene depositato telematicamente l’ultimo giorno utile?
Il deposito è considerato tempestivo a condizione che la ricevuta di avvenuta consegna sia generata entro le ore 23:59 del giorno di scadenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati