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Definizione agevolata: stop alle sanzioni CONSOB

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione di un giudizio relativo a sanzioni amministrative irrogate dalla CONSOB. La ricorrente, inizialmente sanzionata per abuso di informazioni privilegiate, ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo aderito alla cosiddetta rottamazione-quater, la parte ha depositato formale rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del procedimento senza una decisione nel merito e con la compensazione delle spese di lite tra le parti coinvolte.

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Definizione agevolata: come chiudere i contenziosi sulle sanzioni finanziarie

La definizione agevolata si conferma uno strumento processuale decisivo per risolvere pendenze giudiziarie complesse, incluse quelle relative a sanzioni amministrative di natura finanziaria. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione illustra chiaramente gli effetti della rinuncia al ricorso a seguito dell’adesione a regimi di sanatoria fiscale.

I fatti di causa

La vicenda trae origine da una sanzione amministrativa di 120.000 euro irrogata dalla CONSOB nei confronti di un soggetto privato per abuso di informazioni privilegiate. In sede di appello, la sanzione era stata rideterminata in 90.000 euro. Nonostante la riduzione, la parte sanzionata aveva proposto ricorso per Cassazione per contestare la legittimità del provvedimento. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, è intervenuta la normativa sulla definizione agevolata (Legge 197/2022), offrendo una via d’uscita stragiudiziale al contenzioso.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno preso atto della dichiarazione della ricorrente, la quale ha attestato l’avvenuta adesione alla procedura di rottamazione-quater. Tale scelta comporta, per legge, l’impegno a rinunciare ai processi pendenti relativi ai carichi inclusi nella definizione. La Corte ha verificato la regolarità della notifica dell’atto di rinuncia alla controparte, la quale non ha espresso opposizione.

L’impatto della definizione agevolata sul processo

L’adesione alla definizione agevolata determina il venir meno dell’interesse delle parti alla prosecuzione del giudizio. In questo contesto, l’art. 390 c.p.c. disciplina la rinuncia al ricorso, che deve essere sottoscritta dalla parte o dal suo difensore munito di procura speciale. La Cassazione ha dunque applicato rigorosamente la norma, sancendo la fine del contenzioso senza entrare nel merito delle violazioni contestate inizialmente dalla CONSOB.

Le motivazioni

Le motivazioni della decisione risiedono nel principio di economia processuale e nel rispetto della volontà delle parti. Una volta che il debitore sceglie di regolarizzare la propria posizione tramite la definizione agevolata, il processo perde la sua funzione originaria. La Corte ha sottolineato che la rinuncia è stata formulata in conformità ai requisiti di legge e che l’adesione alla sanatoria fiscale è incompatibile con la prosecuzione di un giudizio volto a contestare il debito stesso.

Le conclusioni

Le conclusioni del provvedimento portano alla dichiarazione di estinzione del giudizio. Per quanto riguarda le spese legali, il Collegio ha disposto la compensazione integrale tra le parti. Questa scelta è giustificata dal fatto che l’estinzione non deriva da una soccombenza tecnica, ma da una scelta transattiva agevolata dalla legge, alla quale la pubblica amministrazione resistente ha prestato acquiescenza non opponendosi alla compensazione richiesta dalla ricorrente.

Cosa succede al ricorso in Cassazione se si aderisce alla rottamazione?
Il ricorrente deve presentare una rinuncia formale al ricorso, che porta il giudice a dichiarare l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.

Chi paga le spese di lite in caso di definizione agevolata?
Generalmente le spese vengono compensate tra le parti, il che significa che ognuno paga i propri avvocati senza rimborsi dalla controparte.

La definizione agevolata si applica anche alle sanzioni per insider trading?
Sì, se tali sanzioni sono state affidate all’agente della riscossione e rientrano nei termini temporali previsti dalla legge sulla rottamazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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