Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 29415 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 1 Num. 29415 Anno 2024
Presidente: NOME COGNOME
Relatore: AMATORE NOME
Data pubblicazione: 14/11/2024
ORDINANZA
sul ricorso n. 29396/2021 r.g. proposto da:
COGNOME NOME , rappresentata e difesa dall’AVV_NOTAIO per procura speciale in calce al ricorso
-ricorrente –
contro
FALLIMENTO A.N.F.E.
–
intimato – avverso il decreto n. 543/2021 emesso dal Tribunale di Palermo il 15 ottobre 2021 e comunicato in pari data;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 25/6/2024 dal AVV_NOTAIO;
RILEVATO CHE
Il Tribunale di Palermo, con decreto del 15.10.2021, ha rigettato l’opposizione ex art. 98 l. fall. proposta da NOME COGNOME per ottenere l’ammissione allo stato passivo del Fallimento della RAGIONE_SOCIALE, dell’intero credito di € 81.095,57, insinuato con richiesta di sua collocazione privilegiata ai sensi dell’art. 2751 bis n.1 cod. civ., che il G.D. aveva ammesso nel minor ammontare di € 6.198,42, perché per il resto documentato solo da un decreto ingiuntivo inopponibile alla massa.
Il Tribunale ha rilevato: che, in assenza di opposizione, il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato formale e sostanziale solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la notificazione, lo dichiari esecutivo ai sensi dell’art. 647 c.p.c.; che nella specie il provvedimento monitorio era stato munito del timbro di definitiva esecutorietà solo in data successiva alla sentenza dichiarativa e non era opponibile alla massa dei creditori; che l’opponente non aveva prodotto alcuna ulteriore documentazione idonea a provare l’esistenza del proprio credito di lavoro.
Il decreto è stato impugnato da NOME COGNOME con ricorso per cassazione affidato a un unico motivo di doglianza.
Il Fallimento intimato non ha svolto difese.
CONSIDERATO CHE
1.Va, in via preliminare, dichiarata infondata la questione di legittimità costituzionale RAGIONE_SOCIALE artt. 45 l. fall. e 647 cod. proc. civ. sollevata dalla ricorrente in relazione agli artt. 3 e 24 Cost..
1.1 Come già affermato da questa Corte (Cass. ord. n. 34474 del 23/11/2022) la questione è manifestamente infondata, in quanto l’interpretazione RAGIONE_SOCIALE artt. 45 l.fall. e 647 c.p.c. nella parte in cui postulano la non opponibilità al fallimento del decreto ingiuntivo privo di dichiarazione di esecutorietà anteriore alla dichiarazione di fallimento
è coerente con il principio della cristallizzazione RAGIONE_SOCIALE effetti del fallimento alla data della sua declaratoria e con un’esigenza di certezza dei rapporti giuridici patrimoniali delle parti e valendo, comunque, il procedimento di verificazione del passivo a garantire, anche attraverso l’appendice oppositiva ex art. 98 l.fall., la pienezza del contraddittorio processuale e l’esercizio del diritto di difesa in relazione al credito vantato.
1.2 Con il primo ed unico motivo la ricorrente denuncia, la violazione e/o falsa applicazione RAGIONE_SOCIALE artt. 3 e 24 Cost., 45 l. fall. e 647 c.p.c., sul rilievo che il principio di diritto in base al quale il tribunale ha respinto l’opposizione sarebbe errato o comunque non applicabile al caso di specie.
1.3 Il motivo è inammissibile ex art. 360 bis cod. proc. civ..
Costituisce infatti principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte, non contrastato dalla ricorrente con argomenti idonei a condurre a un mutamento della giurisprudenza sul punto, che il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato sostanziale, idoneo a costituire titolo inoppugnabile per l’ammissione al passivo, solo nel momento in cui il giudice, dopo avere controllato la ritualità della sua notificazione, lo dichiari, in mancanza di opposizione o di costituzione dell’opponente, esecutivo ai sensi dell’art. 647 cod. proc. civ. (fra moltissime, Cass. n. n. 24157 del 2020; n. 21583 del 2018; n.1774 del 2018; n. 23775 del 2017; n. 3987 del 2016).
Nessuna statuizione è dovuta per le spese del presente giudizio, in cui il Fallimento intimato non ha svolto difese.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, se
dovuto, per il ricorso principale, a norma del comma 1-bis, dello stesso articolo 13.
Così deciso in Roma, il 25.06.2024