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Decadenza fideiussione: quando eccepire in giudizio

Una recente sentenza della Corte d’Appello chiarisce i termini per sollevare l’eccezione di decadenza fideiussione ex art. 1957 c.c. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un’eccezione in senso stretto, deve essere proposta nel primo atto difensivo utile, ovvero l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo. La sua tardiva formulazione comporta la condanna del garante al pagamento del debito. La pronuncia di nullità della clausola di deroga all’art. 1957 c.c. non implica l’automatica proposizione dell’eccezione di decadenza.

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Pubblicato il 31 gennaio 2026 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Decadenza Fideiussione: L’Eccezione va Sollevata Subito

La questione della decadenza fideiussione rappresenta un punto cruciale nelle controversie tra istituti di credito e garanti. Una recente pronuncia della Corte d’Appello di Brescia interviene a fare chiarezza su un aspetto procedurale di fondamentale importanza: il momento esatto in cui il fideiussore deve sollevare l’eccezione di decadenza prevista dall’art. 1957 del codice civile. La sentenza ribadisce un principio rigoroso: la tardività è fatale e comporta l’obbligo di pagare.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine da un decreto ingiuntivo emesso da un istituto di credito nei confronti di due fideiussori per il recupero di un cospicuo debito contratto da una società. Entrambi i garanti proponevano opposizione al decreto, ma con esiti opposti in primo grado.

Il Tribunale accoglieva l’opposizione del primo garante, ritenendo che avesse tempestivamente eccepito la decadenza della banca dall’azione di garanzia. Secondo il giudice, la banca non aveva agito contro il debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione, come prescritto dall’art. 1957 c.c.

Al contrario, l’opposizione del secondo garante veniva respinta. Il Tribunale, infatti, rilevava che quest’ultimo aveva sollevato l’eccezione di decadenza solo in una memoria successiva all’atto di citazione in opposizione, e quindi tardivamente.

L’Appello e la Tempestività della Decadenza Fideiussione

Contro la sentenza di primo grado, la banca proponeva appello principale, sostenendo che anche l’eccezione del primo garante fosse tardiva. A sua volta, il secondo garante presentava un appello autonomo per le medesime ragioni, mentre il primo garante proponeva un appello incidentale condizionato, basato sulla violazione dell’art. 1956 c.c. (mancata informativa su nuovi finanziamenti a un debitore in difficoltà).

Il nodo centrale del giudizio d’appello è diventato quindi stabilire se l’eccezione di decadenza fideiussione fosse stata sollevata correttamente e, soprattutto, tempestivamente da parte dei garanti.

Le Motivazioni della Corte d’Appello

La Corte d’Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, accogliendo l’appello principale della banca e respingendo quelli dei garanti. Le motivazioni della Corte sono un’importante lezione di diritto processuale.

I giudici hanno chiarito che l’eccezione di decadenza ex art. 1957 c.c. è una ‘eccezione in senso stretto’. Ciò significa che non può essere rilevata d’ufficio dal giudice, ma deve essere specificamente e tempestivamente sollevata dalla parte che ne ha interesse. Il termine ultimo per farlo, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, è l’atto di citazione in opposizione stesso.

La Corte ha osservato che, nell’atto introduttivo, il primo garante si era limitato a eccepire la nullità della clausola della fideiussione che derogava all’art. 1957 c.c. (la cosiddetta clausola ‘a prima richiesta’), ma non aveva formulato l’eccezione di decadenza vera e propria. Aver fatto valere la nullità della clausola non equivale, secondo la Corte, ad aver sollevato l’eccezione di decadenza, che si fonda su un presupposto di fatto diverso e specifico: l’inerzia del creditore. Tale eccezione è stata proposta solo in una memoria successiva, e quindi tardivamente.

Per quanto riguarda il secondo garante, la Corte ha confermato la tardività della sua eccezione. Inoltre, ha specificato che l’eccezione di decadenza ha natura personale e, pertanto, non può essere estesa al coobbligato solidale che non l’abbia proposta per tempo.

Infine, è stato rigettato anche l’appello incidentale del primo garante, poiché non aveva fornito alcuna prova del peggioramento delle condizioni economiche della società debitrice e del conseguente aumento del rischio a seguito di nuovi finanziamenti.

Le Conclusioni

La sentenza in commento sottolinea un principio fondamentale: nel contesto di una decadenza fideiussione, la strategia processuale deve essere impeccabile fin dal primo atto. Il garante che intende far valere l’inerzia del creditore ai sensi dell’art. 1957 c.c. deve sollevare l’eccezione di decadenza in modo esplicito e inequivocabile nell’atto di citazione in opposizione al decreto ingiuntivo. Qualsiasi ritardo o formulazione ambigua può precludere questa importante linea difensiva, con la conseguenza di essere condannati al pagamento dell’intero debito garantito. La distinzione tra eccepire la nullità di una clausola e sollevare l’eccezione di decadenza è sottile ma decisiva.

Quando deve essere sollevata l’eccezione di decadenza della garanzia fideiussoria ai sensi dell’art. 1957 c.c.?
L’eccezione di decadenza, essendo un’eccezione in senso stretto, deve essere sollevata nel primo atto difensivo utile. In un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, questo corrisponde all’atto di citazione in opposizione.

Far valere la nullità della clausola che deroga all’art. 1957 c.c. equivale a sollevare l’eccezione di decadenza?
No. Secondo la Corte, eccepire la nullità della clausola di deroga non equivale a sollevare l’eccezione di decadenza. Quest’ultima si fonda su un presupposto di fatto specifico (l’inerzia del creditore) che deve essere allegato tempestivamente dalla parte.

Un garante può beneficiare dell’eccezione di decadenza sollevata da un altro co-garante?
No. La sentenza chiarisce che l’eccezione di decadenza ex art. 1957 c.c. ha natura personale e, pertanto, non produce effetti estensivi in favore del coobbligato solidale che non l’abbia proposta autonomamente e tempestivamente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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