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Danni da fauna selvatica: la Regione paga secondo 2052

Un automobilista ha subito un sinistro a causa dell’attraversamento di un capriolo. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17253/2024, ha stabilito che in caso di danni da fauna selvatica, la responsabilità non va ricercata nell’art. 2043 c.c. (responsabilità per fatto illecito), ma nell’art. 2052 c.c. (danno cagionato da animali). Di conseguenza, l’ente responsabile, individuato nella Regione, è tenuto al risarcimento a meno che non provi il caso fortuito. La Corte ha cassato la sentenza d’appello e rinviato la causa per un nuovo esame basato su questo principio.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Incidente con Animale Selvatico? La Cassazione Stabilisce la Responsabilità della Regione

Un tema sempre più attuale per chi percorre strade extraurbane è quello dei danni da fauna selvatica. Un improvviso attraversamento di un capriolo o di un cinghiale può causare ingenti danni materiali e, nei casi più gravi, fisici. Ma chi paga? Con la recente ordinanza n. 17253 del 21 giugno 2024, la Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento fondamentale, spostando l’asse della responsabilità dalla generica colpa (art. 2043 c.c.) a una forma di responsabilità oggettiva a carico della Regione (art. 2052 c.c.). Analizziamo insieme questa importante decisione.

I Fatti del Caso: L’incidente e il Contenzioso

Un automobilista, mentre transitava nel territorio di Petriolo (MC), si è trovato la strada sbarrata da un capriolo che, attraversando improvvisamente la carreggiata, ha causato un inevitabile impatto con il veicolo. L’automobilista ha quindi citato in giudizio la Regione Marche per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

In primo grado, il Giudice di Pace ha accolto la domanda, condannando la Regione al pagamento di 2.000 euro. Tuttavia, in appello, il Tribunale di Macerata ha ribaltato la decisione, riformando integralmente la sentenza. Secondo il giudice d’appello, non era stata fornita la prova della colpa della Regione e, inoltre, non era stata esclusa la responsabilità del conducente. La questione è così giunta all’esame della Corte di Cassazione.

La Questione Giuridica: Art. 2043 o Art. 2052 del Codice Civile?

Il cuore della controversia risiedeva nell’individuazione della corretta norma da applicare. Si doveva fare riferimento:
* all’art. 2043 c.c. (risarcimento per fatto illecito), che impone al danneggiato di dimostrare la colpa o il dolo del danneggiante?
* oppure all’art. 2052 c.c. (danno cagionato da animali), che stabilisce una responsabilità oggettiva del proprietario o di chi si serve dell’animale, il quale può liberarsi solo provando il ‘caso fortuito’?

Il Tribunale d’appello aveva basato la sua decisione sull’art. 2043 c.c., rendendo molto più gravoso l’onere della prova per il cittadino. La Cassazione, invece, ha sposato una linea interpretativa diversa e più recente.

L’intervento della Cassazione sui danni da fauna selvatica

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’automobilista, affermando un principio ormai consolidato nella sua giurisprudenza: i danni da fauna selvatica sono risarcibili a norma dell’art. 2052 c.c.

Questa scelta si fonda su due pilastri:
1. La natura della responsabilità: L’art. 2052 c.c. non si basa su un dovere di custodia, ma sulla proprietà o sull’utilizzazione dell’animale.
2. La ‘proprietà’ della fauna selvatica: Le specie selvatiche protette rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato e la loro gestione e tutela sono affidate alle Regioni.

Di conseguenza, la legittimazione passiva spetta in via esclusiva alla Regione, in quanto titolare delle competenze normative e amministrative in materia di patrimonio faunistico.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha chiarito che il Tribunale di Macerata ha errato nel fondare la propria decisione sull’art. 2043 c.c. La responsabilità della Regione deve essere ricondotta all’art. 2052 c.c. Questo cambio di prospettiva modifica radicalmente l’onere della prova. Non è più il danneggiato a dover dimostrare la colpa della Regione (ad esempio, per non aver installato adeguate recinzioni o segnaletica), ma è la Regione che, per non risarcire, deve provare il ‘caso fortuito’.

La Cassazione ha inoltre precisato come si combinano le presunzioni di responsabilità. Nel caso di scontro tra un veicolo e un animale, entrano in gioco sia l’art. 2052 c.c. (a carico della Regione) sia l’art. 2054 c.c. (a carico del conducente del veicolo). Il danneggiato, per ottenere il risarcimento, dovrà dimostrare la dinamica del sinistro, il nesso causale tra il comportamento dell’animale e il danno, e che la condotta dell’animale è stata così imprevedibile e irrazionale da rendere impossibile evitare l’impatto, nonostante l’adozione di ogni cautela alla guida. Spetterà poi alla Regione, come detto, dimostrare l’eventuale caso fortuito per liberarsi dalla propria responsabilità.

Conclusioni: Cosa Cambia per il Cittadino Danneggiato

Questa ordinanza consolida un orientamento favorevole al cittadino che subisce danni da fauna selvatica. La decisione chiarisce in modo inequivocabile che il quadro normativo di riferimento è quello della responsabilità oggettiva ex art. 2052 c.c., e non quello della responsabilità per colpa. Questo significa che:
1. L’ente da citare in giudizio è la Regione, in quanto soggetto pubblico responsabile della gestione della fauna.
2. L’onere della prova per il cittadino è alleggerito: pur dovendo dimostrare la dinamica dell’incidente e la propria condotta di guida prudente, non deve più provare una specifica ‘colpa’ dell’amministrazione.
3. La responsabilità della Regione è più stringente: può essere esclusa solo dalla prova di un evento imprevedibile e inevitabile (il caso fortuito), che ha reso il danno impossibile da prevenire.

Chi è responsabile per i danni causati da un animale selvatico su una strada?
Secondo la Corte di Cassazione, la responsabilità ricade in via esclusiva sulla Regione, in quanto ente titolare delle funzioni di tutela e gestione della fauna selvatica, che fa parte del patrimonio indisponibile dello Stato.

Quale articolo del codice civile si applica in caso di danni da fauna selvatica?
La norma applicabile è l’art. 2052 del codice civile (‘Danno cagionato da animali’), che prevede una forma di responsabilità oggettiva, e non l’art. 2043 c.c. (‘Risarcimento per fatto illecito’) che richiede la prova della colpa.

Cosa deve dimostrare il conducente danneggiato per ottenere il risarcimento?
Il conducente danneggiato deve dimostrare: 1) la dinamica esatta del sinistro; 2) il nesso causale tra la condotta dell’animale e il danno subito; 3) di aver adottato ogni cautela possibile alla guida e che il comportamento dell’animale è stato talmente imprevedibile e irrazionale da rendere l’impatto inevitabile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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