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Costi assicurativi usura: Cassazione chiarisce il TEG

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18221/2024, ha stabilito che i costi assicurativi collegati a un finanziamento devono essere inclusi nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) per la verifica dell’usura. La Corte ha cassato la sentenza d’appello che limitava la restituzione ai soli interessi, chiarendo che la domanda del cliente, se ben formulata, può comprendere tutti i costi indebiti. Questa decisione rafforza la tutela del consumatore, sottolineando la prevalenza della legge sulle istruzioni secondarie della Banca d’Italia in materia di costi assicurativi usura.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Costi assicurativi usura: La Cassazione ribadisce l’inclusione nel TEG

L’inclusione dei costi assicurativi usura nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) è un tema cruciale nel contenzioso bancario. Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione è tornata a fare chiarezza, confermando un principio fondamentale a tutela dei consumatori: tutte le spese collegate all’erogazione del credito, comprese le polizze assicurative, devono essere conteggiate per verificare il superamento del tasso soglia.

I Fatti del Caso

Un cliente aveva citato in giudizio un istituto di credito, sostenendo che il finanziamento concessogli fosse usurario. Il Tribunale di primo grado gli aveva dato ragione, accertando che, includendo il premio di una polizza assicurativa collegata, il TEG superava la soglia legale. Di conseguenza, aveva condannato la banca alla restituzione di una somma considerevole.

La banca aveva impugnato la decisione davanti alla Corte di Appello. Quest’ultima, pur confermando che i costi assicurativi andavano inclusi nel TEG, aveva parzialmente riformato la sentenza. Aveva limitato la condanna alla restituzione dei soli interessi passivi, escludendo altre commissioni e costi, ritenendo che la domanda del cliente fosse circoscritta solo a questi. Inoltre, aveva considerato non rimborsabili le spese per la polizza e per la mediazione, in quanto pagate a soggetti terzi per servizi effettivamente ricevuti.

Insoddisfatto, il cliente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando sia l’errata limitazione della restituzione ai soli interessi, sia la mancata inclusione dei costi assicurativi nelle somme da rimborsare. La banca, a sua volta, ha presentato un ricorso incidentale, sostenendo che le Istruzioni della Banca d’Italia all’epoca vigenti non prevedevano l’inclusione dei costi assicurativi nel calcolo del TEG.

L’Analisi della Cassazione: la centralità della legge sui costi assicurativi usura

La Suprema Corte ha affrontato le questioni sollevate da entrambe le parti, delineando principi chiari e netti.

La Prevalenza della Norma Primaria sulle Istruzioni della Banca d’Italia

La Corte ha rigettato il ricorso della banca. Ha ribadito un orientamento ormai consolidato: la disciplina sull’usura è contenuta in una norma di rango primario (l’art. 644 del Codice Penale), che non può essere derogata da norme secondarie come le Istruzioni della Banca d’Italia. Queste ultime hanno una finalità statistica per la rilevazione del tasso medio e non possono limitare la portata della legge. Pertanto, se una spesa è collegata alla concessione del credito, deve essere inclusa nel calcolo del TEG, a prescindere da quanto indicato nelle istruzioni amministrative.

L’Errata Interpretazione della Domanda di Restituzione

Accogliendo i motivi del cliente, la Cassazione ha censurato la decisione della Corte d’Appello per aver interpretato in modo eccessivamente restrittivo la sua domanda. Il cliente non aveva chiesto la restituzione generica degli “interessi passivi”, ma di una somma specifica e quantificata. La Corte territoriale avrebbe dovuto verificare se tale somma includesse, oltre agli interessi, anche altre commissioni e costi, invece di escluderli a priori. La sentenza d’appello è stata quindi ritenuta carente di motivazione su questo punto decisivo.

Le Motivazioni della Decisione

La decisione della Cassazione si fonda su due pilastri giuridici fondamentali:

1. Principio di Onnicomprensività del TEG: Ai fini della verifica dell’usura, si deve tener conto di tutte le remunerazioni, commissioni e spese, escluse solo imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito. È sufficiente che il costo, come quello di una polizza assicurativa, sia funzionale all’ottenimento del finanziamento per dover essere incluso nel calcolo. La fonte normativa primaria (art. 644 c.p.) ha una portata onnicomprensiva che non può essere ridotta da fonti secondarie.

2. Corretta Interpretazione della Domanda Giudiziale: Il giudice di merito ha il dovere di interpretare la domanda della parte non solo in base alle espressioni letterali utilizzate, ma anche in relazione al suo contenuto sostanziale e all’obiettivo perseguito. Nel caso specifico, la richiesta di una somma determinata avrebbe dovuto indurre la Corte d’Appello a un’analisi più approfondita, senza fermarsi alla sola menzione degli “interessi passivi”.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza rafforza la posizione dei consumatori nei confronti degli istituti di credito. Le implicazioni pratiche sono significative:

* Per i consumatori: È confermato che tutti i costi imposti per ottenere un prestito, inclusi quelli per polizze assicurative, devono essere considerati nel calcolo per la verifica dell’usura. In caso di contenzioso, è essenziale formulare la domanda di restituzione in modo chiaro e preciso, quantificando tutte le somme che si ritengono indebitamente pagate.
* Per le banche e gli intermediari finanziari: Viene ribadito l’obbligo di massima trasparenza e correttezza nel calcolo del TEG. Non è possibile escludere costi funzionali all’erogazione del credito facendo leva su istruzioni amministrative non conformi alla legge primaria.

In definitiva, la Corte di Cassazione ha cassato con rinvio la sentenza d’appello, stabilendo che il nuovo giudice dovrà attenersi ai principi enunciati, rivalutando l’esatta entità delle somme da restituire al cliente.

I costi di una polizza assicurativa obbligatoria per un finanziamento vanno inclusi nel calcolo del TEG per la verifica dell’usura?
Sì. La Corte di Cassazione ha confermato che, ai fini della valutazione della natura usuraria di un contratto, devono essere conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito, essendo sufficiente che le stesse risultino collegate alla concessione del finanziamento.

Se un tasso è usurario, il cliente ha diritto alla restituzione solo degli interessi o di tutti i costi e commissioni?
La sentenza chiarisce che la domanda di restituzione non è limitata per legge ai soli interessi. Il giudice deve interpretare la richiesta del cliente nella sua interezza. Se il cliente ha richiesto la restituzione di una somma specifica che include anche altri costi, il giudice deve valutare la fondatezza della richiesta per l’intero importo, non limitandola aprioristicamente ai soli interessi.

Le Istruzioni della Banca d’Italia possono escludere alcuni costi dal calcolo dell’usura previsto dalla legge?
No. La Corte ha ribadito che la legge sull’usura (art. 644 c.p.) è una norma primaria e prevale sulle Istruzioni della Banca d’Italia, che sono norme secondarie. Le Istruzioni hanno una rilevanza principalmente statistica e non possono limitare la definizione legale di usura, che impone di considerare tutti i costi collegati al credito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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