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Cooperativa sociale fallimento: no, è liquidazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29801/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di insolvenza delle cooperative sociali. Contrariamente a quanto deciso nei primi gradi di giudizio, la Corte ha escluso la possibilità di un fallimento per una cooperativa sociale, affermando che, in quanto ‘impresa sociale’ di diritto secondo il D.Lgs. 112/2017, essa deve essere assoggettata esclusivamente alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. Questa decisione si basa sulla prevalenza della normativa speciale per le imprese sociali, che mira a tutelare le loro finalità civiche e solidaristiche, rispetto alle norme generali sul fallimento delle società cooperative.

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Cooperativa Sociale: Fallimento o Liquidazione Coatta? La Cassazione Fa Chiarezza

La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 29801/2023 getta nuova luce su un tema cruciale per il Terzo Settore: la gestione dell’insolvenza delle cooperative sociali e la potenziale esclusione del cooperativa sociale fallimento. Questa pronuncia stabilisce che tali enti, in virtù della loro qualifica automatica di ‘imprese sociali’, sono soggetti esclusivamente alla liquidazione coatta amministrativa, escludendo la procedura fallimentare. Analizziamo insieme i dettagli di questa importante decisione.

I Fatti del Caso: Dalla Dichiarazione di Fallimento al Ricorso in Cassazione

Una società cooperativa sociale, operante nel settore dei servizi socio-sanitari e assistenziali, veniva dichiarata fallita dal Tribunale. La decisione veniva confermata anche dalla Corte d’Appello, la quale riteneva che, nonostante la natura sociale, l’esercizio di un’attività commerciale con criteri di economicità (il cosiddetto ‘lucro oggettivo’) rendesse la cooperativa soggetta alle norme generali sul fallimento.

La cooperativa, tuttavia, decideva di ricorrere in Cassazione, sostenendo che la sua qualifica di ‘impresa sociale’, acquisita di diritto ai sensi della nuova normativa sul Terzo Settore (D.Lgs. 112/2017), dovesse prevalere, comportando l’applicazione della sola liquidazione coatta amministrativa in caso di insolvenza.

La Questione Giuridica sul Cooperativa Sociale Fallimento

Il cuore della controversia risiede nel rapporto tra due discipline normative:

  1. La norma generale per le cooperative: L’art. 2545-terdecies del codice civile prevede che le società cooperative che svolgono attività commerciale siano soggette, in caso di insolvenza, sia al fallimento sia alla liquidazione coatta amministrativa, secondo il criterio della prevenzione (la prima procedura avviata prevale sull’altra).
  2. La norma speciale per le imprese sociali: L’art. 14 del D.Lgs. 112/2017 stabilisce che ‘in caso di insolvenza, le imprese sociali sono assoggettate alla liquidazione coatta amministrativa’.

La domanda a cui la Cassazione ha dovuto rispondere era: quale delle due norme prevale nel caso di una cooperativa sociale?

La Disciplina dell’Impresa Sociale e il Suo Impatto sull’Insolvenza

La Corte Suprema ha privilegiato un’interpretazione sistematica, valorizzando la specialità della legislazione sul Terzo Settore.

Il Passaggio Cruciale: L’Acquisizione ‘di Diritto’ della Qualifica

Un punto chiave della sentenza è il riconoscimento che, con la riforma del 2017, le cooperative sociali e i loro consorzi ‘acquisiscono di diritto la qualifica di imprese sociali’ (art. 1, comma 4, D.Lgs. 112/2017). A differenza di altri enti, non devono dimostrare il possesso di specifici requisiti per ottenere questo status: esso deriva automaticamente dalla loro natura giuridica.

Questo significa che oggi non esistono più cooperative sociali che non siano anche imprese sociali. Di conseguenza, la disciplina prevista per le imprese sociali si applica a tutte le cooperative sociali.

La Prevalenza della Norma Speciale: L’Art. 14 D.Lgs. 112/2017

Data questa premessa, la Corte ha concluso che la norma dell’art. 14 del D.Lgs. 112/2017, essendo una norma speciale e successiva che si applica specificamente allo ‘status’ di impresa sociale, deve prevalere sulla norma generale prevista per il ‘tipo’ societario della cooperativa. La scelta del legislatore di prevedere solo la liquidazione coatta amministrativa per le imprese sociali insolventi non è casuale, ma risponde all’esigenza di tutelare gli interessi pubblici, civici e solidaristici che queste entità perseguono, interessi che vanno oltre la mera tutela dei creditori, tipica del fallimento.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando che la normativa sull’impresa sociale è chiaramente ispirata a un principio di favore (favor) verso questi enti. Lo status di impresa sociale, più vantaggioso rispetto a quello di semplice cooperativa, deve prevalere. L’assoggettamento esclusivo alla liquidazione coatta amministrativa si giustifica con il bilanciamento degli interessi in gioco: l’impresa sociale, pur operando economicamente, persegue finalità di utilità sociale che meritano una tutela rafforzata, anche nella fase di crisi.

La procedura di liquidazione coatta, gestita da un’autorità amministrativa, è considerata più adatta a gestire la complessità di questi interessi, che includono la continuità dei servizi di pubblica utilità e la protezione degli utenti, oltre alla soddisfazione dei creditori. Di conseguenza, l’art. 14 del D.Lgs. 112/2017 esclude implicitamente il concorso con la procedura fallimentare.

Le Conclusioni

In conclusione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cooperativa sociale. Ha cassato la sentenza d’appello e ha rinviato la causa, stabilendo il principio di diritto secondo cui una cooperativa sociale, in quanto impresa sociale per legge, in caso di insolvenza non può essere dichiarata fallita, ma deve essere sottoposta unicamente alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. Questa sentenza rappresenta una pietra miliare per la certezza del diritto nel Terzo Settore, rafforzando la specificità e la tutela degli enti che operano per finalità di interesse generale.

Una cooperativa sociale può essere dichiarata fallita?
No. Secondo la sentenza, una cooperativa sociale, in quanto acquisisce di diritto la qualifica di ‘impresa sociale’ ai sensi del D.Lgs. 112/2017, in caso di insolvenza è soggetta esclusivamente alla procedura di liquidazione coatta amministrativa e non al fallimento.

Perché una cooperativa sociale è considerata ‘impresa sociale’ di diritto?
La qualifica di ‘impresa sociale’ è attribuita automaticamente per legge (ex lege) a tutte le cooperative sociali e ai loro consorzi, come stabilito dall’art. 1, quarto comma, del D.Lgs. 112/2017. A differenza di altri tipi di enti, non devono dimostrare ulteriori requisiti per ottenere tale status.

Qual è la differenza tra la procedura di fallimento e la liquidazione coatta amministrativa nel contesto di questa sentenza?
La sentenza chiarisce che il fallimento è una procedura giudiziaria generale per le imprese commerciali insolventi, focalizzata principalmente sulla tutela dei creditori. La liquidazione coatta amministrativa, invece, è una procedura speciale gestita da un’autorità amministrativa, considerata più idonea per le imprese sociali perché permette di bilanciare la tutela dei creditori con la salvaguardia degli interessi pubblici e delle finalità civiche e solidaristiche perseguite dall’ente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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