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Contratto ex art. 110 TUEL: Oltre 36 mesi non è abuso

Una lavoratrice assunta da un Comune con più contratti a tempo determinato chiedeva la conversione del rapporto in indeterminato, sostenendo l’illegittimità del superamento del limite di 36 mesi. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno chiarito che il contratto a termine ex art. 110 TUEL, stipulato per incarichi di alta specializzazione al di fuori della dotazione organica, rappresenta una deroga alla normativa generale. La sua durata massima non è fissata a 36 mesi, ma può legittimamente estendersi fino alla scadenza del mandato elettorale del Sindaco. Di conseguenza, il Comune ha agito correttamente e non ha commesso alcun abuso.

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Pubblicato il 29 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 7875 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 7875/2023)

Incarichi negli Enti Locali: una deroga speciale

Nel mondo del pubblico impiego, la regola generale sui contratti a tempo determinato prevede un limite massimo di durata di 36 mesi, superato il quale scattano tutele per il lavoratore. Tuttavia, esistono eccezioni importanti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fatto luce sul peculiare contratto a termine ex art. 110 TUEL, confermando che per questa tipologia di incarichi negli enti locali valgono regole diverse. La vicenda analizzata offre uno spunto fondamentale per comprendere i confini tra la regola e la sua eccezione.

La vicenda: un incarico specializzato oltre i 36 mesi

Una professionista con un profilo di alta specializzazione viene assunta da un Comune per seguire un importante progetto di pianificazione urbanistica. L’assunzione avviene con un contratto a tempo determinato basato sull’articolo 110, comma 2, del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). Il rapporto viene prima prorogato e poi seguito da un nuovo contratto, superando complessivamente la soglia dei 36 mesi. Convinta che l’ente avesse abusato di questa forma contrattuale, la lavoratrice si rivolge al giudice. Chiede che il suo rapporto di lavoro sia dichiarato a tempo indeterminato o, in alternativa, di ottenere un risarcimento per l’illegittima apposizione del termine. La sua tesi è semplice: la legge generale sul pubblico impiego fissa un limite invalicabile di 36 mesi, e il Comune lo ha violato.

La regola generale contro la norma speciale

Il cuore della controversia legale risiede nel conflitto tra due normative. Da un lato, l’articolo 36 del D.Lgs. 165/2001, che stabilisce il tetto massimo di 36 mesi per la successione di contratti a termine nel pubblico impiego per evitare la precarizzazione dei lavoratori. Dall’altro, l’articolo 110 del TUEL, che offre agli enti locali uno strumento flessibile per assumere personale con qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, anche al di fuori della normale pianta organica, per esigenze specifiche e temporanee. La questione giuridica è quindi netta: quale delle due norme prevale in questo caso? Il limite generale si applica sempre e comunque, o la norma speciale per gli enti locali costituisce una legittima deroga?

Il contratto a termine ex art. 110 TUEL è un’eccezione

La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma speciale prevale su quella generale. I giudici hanno spiegato che l’articolo 110 del TUEL disegna due scenari distinti. Il comma 1 riguarda le assunzioni a termine per coprire posti già previsti nella dotazione organica. Il comma 2, invece, disciplina un’ipotesi diversa: l’assunzione di professionisti esterni all’organico per esigenze straordinarie, temporanee e di natura specialistica. Questo tipo di assunzione non serve a coprire un vuoto permanente, ma a realizzare obiettivi specifici e contingenti, come nel caso del potenziamento dell’ufficio urbanistico per un nuovo piano regolatore. Si tratta di una peculiarità dell’ordinamento degli enti locali, non estendibile ad altre pubbliche amministrazioni.

Le motivazioni: la specialità del contratto a termine ex art. 110 TUEL

La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando che il contratto a termine ex art. 110 TUEL è uno strumento pensato per dotare Sindaci e Presidenti di Provincia della flessibilità necessaria a realizzare il loro programma politico. Per questo motivo, la durata di tali contratti non è ancorata al limite dei 36 mesi, ma è legata a un criterio diverso e specifico: il mandato elettorale. L’articolo 110, comma 3, stabilisce infatti che questi contratti non possono avere una durata superiore a quella del mandato del Sindaco. Questo significa che un incarico può legittimamente durare fino a cinque anni, superando di gran lunga il limite generale. Non si tratta di un abuso, ma dell’applicazione corretta di una legge speciale che risponde a esigenze precise di governance locale.

Le conclusioni: il Comune vince, la lavoratrice perde

L’esito finale è stato il rigetto del ricorso della lavoratrice. La Corte ha concluso che il Comune ha agito nel pieno rispetto della legge. Avendo stipulato un contratto a termine ex art. 110 TUEL per un’esigenza temporanea e specialistica, l’ente non era tenuto a rispettare il limite dei 36 mesi, ma solo quello, più ampio, della durata del mandato del Sindaco. Di conseguenza, la lavoratrice non ha diritto né alla conversione del rapporto in un posto a tempo indeterminato né al risarcimento del danno. Questa sentenza ribadisce un principio chiave: nel diritto, la legge speciale deroga a quella generale, e gli incarichi fiduciari o di alta specializzazione negli enti locali seguono un percorso normativo autonomo.

Un contratto di lavoro con un Comune può durare più di 36 mesi?
Sì, ma solo in casi specifici. Se si tratta di un incarico di alta specializzazione o dirigenziale stipulato ai sensi dell’art. 110 del TUEL, la sua durata può essere legata a quella del mandato del Sindaco, superando quindi i 36 mesi.

Che cos’è un incarico di alta specializzazione ex art. 110 TUEL?
È un contratto a tempo determinato che un ente locale può stipulare per assumere un professionista con competenze elevate per esigenze straordinarie e temporanee, al di fuori della normale pianta organica dell’ente.

Se il mio contratto ex art. 110 TUEL scade, ho diritto alla stabilizzazione?
No, la giurisprudenza esclude che da questo tipo di contratto a termine derivi un diritto alla conversione in un rapporto a tempo indeterminato, proprio per la sua natura speciale e legata a esigenze temporanee.

Termini giuridici

TUEL
Sigla di 'Testo Unico degli Enti Locali', la legge fondamentale che regola l'organizzazione e il funzionamento di Comuni e Province in Italia.
Dotazione organica
L'insieme dei posti di lavoro stabili e permanenti previsti per il funzionamento di una pubblica amministrazione.
Intuitus personae
Espressione latina che indica un rapporto basato sulla fiducia e sulle qualità personali di una specifica persona, non facilmente sostituibile.
Tertium genus
Espressione latina che significa 'una terza specie'. In diritto, si usa per descrivere una categoria che non rientra in nessuna delle due classificazioni principali.
P.Q.M. (Per Questi Motivi)
È la parte finale della sentenza in cui il giudice enuncia la sua decisione definitiva, ad esempio 'accoglie il ricorso' o 'rigetta la domanda'.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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