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Contratti Pubblica Amministrazione: obbligo forma scritta

Una società di rimozione veicoli ha agito contro un Comune per ottenere il pagamento delle spese di custodia di mezzi abbandonati su strade pubbliche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’ente locale, ribadendo che i Contratti Pubblica Amministrazione richiedono necessariamente la forma scritta a pena di nullità. L’assenza di un contratto formale e di un preventivo impegno di spesa impedisce il sorgere di un’obbligazione valida in capo all’amministrazione, rendendo irrilevanti gli accordi informali o i verbali di affidamento sottoscritti dal personale di polizia.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Contratti Pubblica Amministrazione: la forma scritta è obbligatoria

La validità dei Contratti Pubblica Amministrazione rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela della contabilità pubblica e del buon andamento dell’azione amministrativa. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i limiti invalicabili che i privati devono conoscere quando prestano servizi a favore di enti locali, specialmente in ambiti delicati come la rimozione e custodia di veicoli.

Il caso nasce dalla richiesta di pagamento avanzata da una società per il servizio di deposito di ciclomotori abbandonati. Nonostante i precedenti gradi di giudizio avessero parzialmente riconosciuto il credito, la Suprema Corte ha ribaltato l’esito, evidenziando come la mancanza di un contratto scritto e di un regolare impegno di spesa renda nullo ogni rapporto negoziale.

Il rigore della forma scritta nei Contratti Pubblica Amministrazione

Secondo la giurisprudenza consolidata, i contratti stipulati dalla PA devono rivestire la forma scritta ad substantiam. Questo requisito non è una mera formalità, ma serve a garantire il controllo pubblico sulle risorse finanziarie. Nel caso analizzato, la società aveva basato la propria pretesa su verbali di affidamento informali redatti dalla Polizia Municipale. Tuttavia, tali documenti non possono sostituire un contratto formale sottoscritto dall’organo che ha la legale rappresentanza dell’ente.

L’assenza di un accordo scritto esclude la sussistenza stessa del vincolo giuridico. Un comportamento di fatto, anche se finalizzato all’espletamento di un servizio pubblico, non genera un’obbligazione contrattuale valida se non rispetta i requisiti di legge.

Impegno di spesa e debiti fuori bilancio

Un altro punto cruciale riguarda l’impegno di spesa. La normativa sulla contabilità degli enti locali prevede che ogni spesa debba essere preceduta da una delibera che ne attesti la copertura finanziaria. Senza questo passaggio, il rapporto obbligatorio intercorre esclusivamente tra il privato e il funzionario che ha autorizzato la prestazione, escludendo la responsabilità diretta dell’ente locale.

Il riconoscimento di un debito fuori bilancio è un procedimento discrezionale e non automatico. L’ente può decidere di sanare la situazione solo se accerta l’utilità e l’arricchimento derivante dalla prestazione, ma ciò non sana la nullità del contratto originario privo di forma scritta.

Le motivazioni

La Corte ha motivato la decisione sottolineando che il dovere della PA di rimuovere veicoli abbandonati, previsto dal Codice della Strada, non autorizza il superamento delle regole contabili. Mentre per i veicoli sequestrati esiste una disciplina specifica che predetermina i soggetti custodi, per i veicoli semplicemente abbandonati è necessario un accordo negoziale formale. La mancanza di tale atto, unita all’assenza di un impegno di spesa preventivo, impedisce al privato di agire direttamente contro il Comune per il recupero dei costi di custodia.

Le conclusioni

In conclusione, chiunque operi con la Pubblica Amministrazione deve assicurarsi che l’incarico sia formalizzato per iscritto e supportato dai necessari atti contabili. La fiducia riposta in accordi verbali o prassi informali non trova tutela davanti ai giudici di legittimità, i quali privilegiano la protezione delle finanze pubbliche e il rispetto delle procedure amministrative. La sentenza conferma che il rigore formale è l’unica garanzia per la validità del credito vantato verso lo Stato o gli enti locali.

Un verbale di affidamento della Polizia Municipale vale come contratto?
No, il verbale di affidamento non sostituisce il contratto scritto che deve essere firmato dal rappresentante legale dell’ente per essere valido.

Cosa accade se il Comune non ha deliberato l’impegno di spesa?
In assenza di impegno di spesa, il contratto è nullo e il rapporto obbligatorio resta a carico del funzionario che ha richiesto la prestazione.

Si può chiedere l’indebito arricchimento se il contratto è nullo?
L’azione di indebito arricchimento verso la PA è soggetta a limiti rigorosi e non può essere usata per aggirare l’obbligo della forma scritta nei contratti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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