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Contratti a termine: limiti della deroga stagionale

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 31755/2023, ha chiarito i limiti della contrattazione collettiva nel definire le attività stagionali per la stipula di contratti a termine. Il caso riguardava una lavoratrice di un call center di una compagnia aerea, il cui rapporto di lavoro a tempo determinato era stato prorogato oltre il limite massimo legale. La Corte ha stabilito che la qualifica di ‘stagionale’ non può essere un’etichetta generica usata per eludere la legge, ma deve corrispondere a esigenze oggettive e temporanee. Di conseguenza, ha confermato la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato e il diritto della lavoratrice al risarcimento.

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Pubblicato il 21 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Contratti a termine: la Cassazione fissa i paletti per le attività stagionali

La gestione dei contratti a termine rappresenta una delle questioni più delicate nel diritto del lavoro, bilanciando la flessibilità richiesta dalle aziende e la necessità di stabilità per i lavoratori. Con l’ordinanza n. 31755 del 2023, la Corte di Cassazione è intervenuta su un punto cruciale: i limiti entro cui la contrattazione collettiva può derogare alla durata massima dei contratti a tempo determinato definendo un’attività come ‘stagionale’.

Il caso: la catena di contratti a termine nel settore aereo

Il caso ha origine dal ricorso di una lavoratrice impiegata come addetta al call center da una nota compagnia aerea. La dipendente era stata assunta con una successione di contratti a tempo determinato, la cui durata complessiva aveva superato il limite massimo previsto dalla legge (all’epoca dei fatti, 36 mesi).

La società datrice di lavoro si era difesa sostenendo la legittimità del proprio operato in virtù di una norma del contratto collettivo nazionale (CCNL) del Trasporto Aereo. Tale norma qualificava come ‘stagionali’ le attività previste dall’art. 2, comma 1, del D.Lgs. 368/2001, escludendole così dal limite di durata complessiva. Secondo l’azienda, l’attività di call center rientrava in questa categoria.

La Corte d’Appello, riformando la decisione di primo grado, aveva dato ragione alla lavoratrice, dichiarando la nullità del termine e la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato. Contro questa decisione, la compagnia aerea ha proposto ricorso in Cassazione.

La questione giuridica: quando un’attività è davvero ‘stagionale’?

Il cuore della controversia risiede nell’interpretazione del potere delegato dalla legge alla contrattazione collettiva. La legge permette ai contratti collettivi di individuare attività stagionali per le quali non si applica il limite massimo di durata dei contratti a termine. La domanda è: questo potere è illimitato? Può un CCNL definire ‘stagionale’ un’attività che, per sua natura, non lo è, solo per godere della deroga?

L’illegittimità della deroga sui contratti a termine: la decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia aerea, confermando integralmente la sentenza d’appello. La decisione si fonda su un principio chiaro e consolidato: la delega alla contrattazione collettiva non è una ‘delega in bianco’. I contratti collettivi non possono creare una stagionalità fittizia, ma devono limitarsi a identificare attività che sono oggettivamente stagionali.

Le motivazioni

La Corte ha articolato il suo ragionamento su due pilastri fondamentali.

Il ruolo della contrattazione collettiva

Il potere conferito ai sindacati e alle associazioni datoriali è quello di individuare e specificare le attività stagionali, non di crearle ex novo. La Corte ha ritenuto che la norma del CCNL Trasporto Aereo fosse illegittima perché si limitava a un rinvio tautologico e generico alla legge, senza specificare quali concrete attività (come la manutenzione di impianti sciistici in estate o la raccolta di prodotti agricoli) avessero carattere intrinsecamente stagionale. Una norma collettiva che si limita a ‘etichettare’ come stagionale un intero settore di attività per eludere un limite di legge è inidonea a produrre tale effetto.

La nozione di stagionalità

La Cassazione ha ribadito che il concetto di ‘attività stagionale’ si riferisce a situazioni legate a esigenze temporanee e limitate a una precisa stagione, che non si ripetono con continuità durante l’anno. Non può essere confuso con le ‘punte’ di lavoro o con l’intensificazione dell’attività dovuta a maggiori richieste di mercato, che sono fluttuazioni normali della vita aziendale. In altre parole, un’attività come quella di un call center, che opera continuativamente durante tutto l’anno, non può essere considerata stagionale solo perché in alcuni periodi registra un aumento del volume di chiamate.

Sulla base di queste argomentazioni, essendo illegittima la deroga, il superamento del limite massimo di durata ha comportato, come per legge, la conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La Corte ha inoltre confermato la correttezza dell’indennità risarcitoria calcolata dalla Corte d’Appello, ritenendola congrua rispetto alla prolungata durata del rapporto precario.

Le conclusioni

Implicazioni per datori di lavoro e lavoratori

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale di fondamentale importanza a tutela dei lavoratori precari. Stabilisce che le deroghe ai limiti dei contratti a termine devono essere interpretate restrittivamente e ancorate a presupposti oggettivi. Le aziende non possono utilizzare la contrattazione collettiva come uno strumento per creare ‘zone franche’ in cui disapplicare le tutele legali. Per i lavoratori, questa pronuncia rappresenta un’importante affermazione del principio secondo cui la regola, nel rapporto di lavoro, è la stabilità, e l’eccezione, ovvero il termine, deve essere sempre giustificata e contenuta entro i limiti rigorosi fissati dal legislatore.

Un contratto collettivo può definire ‘stagionale’ qualsiasi attività per evitare i limiti di durata dei contratti a termine?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che la contrattazione collettiva non può limitarsi a un rinvio generico alla legge o a etichettare un’attività come stagionale. Deve specificare concretamente quali attività lo sono, basandosi su criteri oggettivi legati a un’esigenza temporanea e limitata a una stagione, non a generiche fluttuazioni di mercato.

L’attività di call center per una compagnia aerea rientra automaticamente nelle deroghe previste per il settore del trasporto aereo?
No. Secondo la Corte d’Appello, la cui decisione è stata confermata, l’attività di call center, di natura commerciale e di assistenza clienti, non è riconducibile ai ‘servizi operativi di terra e di volo’ per i quali la legge consentiva l’assunzione a termine acausale.

Cosa succede se un datore di lavoro supera la durata massima dei contratti a termine invocando illegittimamente una deroga stagionale?
Il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dall’inizio della sequenza di contratti che ha portato al superamento del limite. Il lavoratore ha diritto alla riammissione in servizio e a un’indennità risarcitoria per il periodo intermedio tra la cessazione del rapporto e la sentenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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