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Concorso di colpa assegno: spedizione e rischi

Una compagnia assicuratrice inviava assegni non trasferibili tramite posta ordinaria, che venivano sottratti e pagati a persone non legittimate da un fornitore di servizi postali. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d’appello, ha stabilito il principio del concorso di colpa assegno. La sentenza afferma che il mittente, scegliendo un metodo di spedizione insicuro, contribuisce al danno e deve quindi sopportarne una parte della responsabilità, riducendo il risarcimento a suo favore.

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Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Diritto Bancario, Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Concorso di colpa assegno: chi paga se il titolo spedito viene rubato?

L’invio di assegni tramite posta ordinaria è una pratica ancora diffusa, ma nasconde rischi significativi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio cruciale in materia: chi sceglie questo metodo di spedizione si assume una parte della responsabilità in caso di furto e pagamento indebito. La Corte ha infatti confermato l’esistenza di un concorso di colpa assegno tra il mittente e l’istituto di credito o postale che paga il titolo a una persona non legittimata. Vediamo i dettagli di questa importante decisione.

I Fatti del Caso: Assegni Smarriti e Pagamenti Errati

Una compagnia assicuratrice aveva spedito quattro assegni non trasferibili, destinati al risarcimento di alcuni danneggiati, utilizzando il servizio di posta ordinaria. Tali assegni, tuttavia, non sono mai giunti ai legittimi destinatari. Sono stati invece sottratti e successivamente presentati per l’incasso presso un fornitore di servizi postali, il quale li ha pagati a soggetti diversi dai beneficiari effettivi.

La compagnia assicuratrice ha quindi citato in giudizio il fornitore dei servizi postali per ottenere la restituzione delle somme. Mentre il tribunale di primo grado aveva respinto la domanda, la Corte d’Appello aveva condannato il fornitore a risarcire interamente il danno. Quest’ultimo ha però impugnato la sentenza in Cassazione, sostenendo che la Corte d’Appello non avesse considerato la negligenza della compagnia assicuratrice nell’aver scelto un metodo di spedizione palesemente insicuro.

L’Iter Giudiziario e il Principio del Concorso di Colpa Assegno

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fornitore di servizi postali, cassando la sentenza d’appello e rinviando la causa a un nuovo esame. Il punto centrale della decisione è l’applicazione dell’articolo 1227 del Codice Civile, che disciplina il concorso di colpa del creditore (in questo caso, il mittente danneggiato).

Secondo gli Ermellini, la Corte d’Appello ha errato nel non valutare adeguatamente la condotta della compagnia assicuratrice. La scelta di spedire assegni per posta ordinaria, anziché utilizzare metodi più sicuri come la posta raccomandata, l’assicurata, o strumenti di pagamento tracciabili come il bonifico bancario, costituisce un comportamento imprudente che contribuisce a causare il danno.

Le Motivazioni della Cassazione sul Concorso di Colpa

Le motivazioni della Corte si fondano su un orientamento consolidato, espresso in particolare dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 9769 del 2020. Questo principio afferma che la spedizione di un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria espone volontariamente il mittente a un “rischio superiore a quello consentito dal rispetto delle regole di comune prudenza”.

Questa condotta negligente del mittente non è un evento secondario, ma si configura come un “antecedente necessario dell’evento dannoso”. In altre parole, se il mittente avesse usato la dovuta prudenza, scegliendo un metodo di spedizione sicuro, la sottrazione del titolo e il conseguente danno non si sarebbero verificati, o quantomeno la probabilità sarebbe stata drasticamente ridotta.

La responsabilità, quindi, non può ricadere esclusivamente su chi ha materialmente effettuato il pagamento errato (la banca o l’ufficio postale), ma deve essere ripartita con chi ha creato, con la sua imprudenza, le condizioni per il verificarsi del danno.

Conclusioni: La Ripartizione della Responsabilità nell’Invio di Assegni

Questa ordinanza conferma un’importante lezione per chiunque utilizzi assegni come metodo di pagamento. La scelta della modalità di spedizione non è neutra, ma ha dirette conseguenze legali. Scegliere la posta ordinaria per inviare un titolo di credito significa accettare un rischio e, in caso di problemi, vedersi attribuire una parte della colpa.

Le implicazioni pratiche sono chiare:
1. Per i mittenti (privati, aziende, professionisti): È fondamentale utilizzare sempre metodi di spedizione tracciabili e sicuri (raccomandata A/R, assicurata) o, preferibilmente, strumenti di pagamento elettronici (bonifico), che eliminano del tutto il rischio di sottrazione fisica del titolo.
2. Per gli intermediari (banche, uffici postali): Sebbene la sentenza riconosca una colpa del mittente, non elimina la responsabilità dell’intermediario, che resta tenuto a identificare con diligenza chi presenta l’assegno per l’incasso. Il suo obbligo di verifica non viene meno.

In conclusione, la responsabilità per il pagamento di un assegno rubato viene divisa: una parte grava sull’intermediario per la mancata o errata identificazione, un’altra sul mittente per l’incauta scelta del mezzo di spedizione. Sarà il giudice di merito, in sede di rinvio, a dover quantificare in concreto le rispettive percentuali di colpa e a determinare l’esatto ammontare del risarcimento.

Chi è responsabile se un assegno inviato per posta ordinaria viene rubato e incassato da una persona non autorizzata?
La responsabilità è condivisa tra il mittente dell’assegno e l’intermediario (banca o ufficio postale) che lo ha pagato. La Corte di Cassazione stabilisce un concorso di colpa, poiché il mittente ha agito con imprudenza scegliendo un metodo di spedizione non sicuro, contribuendo così a creare il rischio che il danno si verificasse.

Inviare un assegno non trasferibile con posta ordinaria è considerato un comportamento negligente?
Sì. Secondo la giurisprudenza consolidata richiamata nella sentenza, la scelta di avvalersi della posta ordinaria, in presenza di alternative molto più sicure come la raccomandata, l’assicurata o i pagamenti elettronici, costituisce una condotta negligente. Tale scelta espone volontariamente il mittente a un rischio elevato e ingiustificato.

Qual è la conseguenza pratica del riconoscimento del concorso di colpa del mittente?
La conseguenza principale è la riduzione del risarcimento del danno a cui il mittente ha diritto. Il giudice dovrà valutare il grado di colpa di entrambe le parti e, in base a questa valutazione, diminuirà l’importo che l’intermediario finanziario è tenuto a rimborsare al mittente, il quale dovrà quindi sopportare una parte della perdita economica.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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