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Concessioni idroelettriche: canoni e nuove regole

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato che la nuova disciplina sul canone binomio e l’obbligo di cessione gratuita di energia si applica a tutte le concessioni idroelettriche, incluse quelle in corso di validità. La decisione stabilisce che tali oneri non hanno natura tributaria ma sono corrispettivi per l’uso di un bene pubblico, rigettando le contestazioni basate sulla normativa emergenziale degli extra-profitti.

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Concessioni idroelettriche: la Cassazione conferma i nuovi canoni

Il settore delle concessioni idroelettriche attraversa una fase di profonda trasformazione normativa. Con una recente e autorevole sentenza, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno messo un punto fermo su una questione che vede contrapposti i grandi operatori energetici e le amministrazioni regionali: l’applicabilità dei nuovi canoni anche ai contratti ancora in essere.

Il contesto normativo e i fatti di causa

La controversia nasce dall’impugnazione, da parte di una primaria società di produzione energetica, di alcuni avvisi di pagamento emessi da un ente regionale. Tali avvisi riguardavano il canone demaniale aggiornato secondo i criteri del cosiddetto “canone binomio” e l’obbligo di cessione gratuita di una quota dell’energia prodotta.

La società ricorrente sosteneva che queste nuove imposizioni, introdotte da leggi statali e regionali tra il 2018 e il 2020, non potessero applicarsi alle concessioni idroelettriche in corso di validità, ma solo a quelle future o già scadute. Inoltre, veniva contestata la sovrapposizione tra questi oneri e la disciplina emergenziale sui cosiddetti extra-profitti, che avrebbe reso i canoni sproporzionati e irragionevoli.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno rigettato integralmente il ricorso, confermando la decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. La Corte ha stabilito che la disciplina contenuta nell’articolo 12 del D.Lgs. 79/1999, come modificata nel tempo, ha una portata generale. Questo significa che il potere delle Regioni di rideterminare i canoni e imporre la cessione gratuita di energia riguarda l’intera platea dei concessionari, indipendentemente dallo stato del loro titolo.

Un punto di particolare rilievo riguarda la distinzione tra gli oneri della concessione e le misure fiscali sugli extra-profitti. La Corte ha chiarito che il “price cap” introdotto per fronteggiare la crisi energetica è una misura solidaristica temporanea e nazionale, che non incide sulla natura dei canoni regionali, i quali rappresentano invece il corrispettivo per l’utilizzo di una risorsa pubblica limitata.

Le motivazioni

Le ragioni della decisione si fondano sulla natura del rapporto concessorio. La Corte spiega che le concessioni idroelettriche non sono contratti statici, ma rapporti di durata che insistono su un bene collettivo come l’acqua. In questo ambito, l’interesse pubblico al riequilibrio economico e alla tutela della risorsa prevale sull’autonomia privata.

Non si configura una violazione del principio di irretroattività della legge, poiché le nuove norme incidono sulle prestazioni future del rapporto, non ancora eseguite. Viene inoltre esclusa la violazione del principio di legittimo affidamento: un operatore professionale accorto deve sapere che la gestione di un servizio di interesse economico generale è soggetta all’evoluzione del quadro normativo nel tempo. La Corte ha altresì precisato che la monetizzazione della cessione gratuita di energia è una scelta gestionale legittima dell’amministrazione, coerente con l’attuale struttura di un mercato elettrico non più monopolistico.

Le conclusioni

Il provvedimento conclude per la piena legittimità dell’operato regionale. Le concessioni idroelettriche devono rispondere ai principi di onerosità e proporzionalità, garantendo che chi trae un’utilità economica dallo sfruttamento di risorse naturali comuni versi un corrispettivo adeguato alla collettività.

L’integrazione tra componente fissa e variabile del canone e la possibile monetizzazione dell’energia gratuita sono strumenti validi per assicurare questo equilibrio. Per le aziende del settore, questo significa la necessità di integrare stabilmente questi costi nei piani economico-finanziari, senza poter fare affidamento sull’invarianza delle condizioni economiche fissate decenni fa.

Le nuove regole sui canoni si applicano alle concessioni idroelettriche già attive?
Sì, la Cassazione ha chiarito che la nuova disciplina del canone binomio e della cessione gratuita si applica a tutti i rapporti, indipendentemente dal fatto che siano già in corso o scaduti.

La tassazione degli extraprofitti elimina l’obbligo di pagare i canoni regionali?
No, il meccanismo di compensazione sui prezzi dell’energia è una misura emergenziale e nazionale che non interferisce con la potestà delle Regioni di determinare i canoni di concessione.

È legittimo richiedere il pagamento in denaro invece della cessione fisica di energia?
Sì, la monetizzazione della quota di energia gratuita è considerata una modalità valida e aderente all’attuale struttura del mercato elettrico per adempiere agli obblighi del concessionario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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