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Competenza territoriale e compensi professionali

Una società di consulenza ha impugnato l’ordinanza che dichiarava l’incompetenza del tribunale adito in favore di quello del debitore. La controversia riguardava il pagamento di compensi professionali per oltre 80.000 euro. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza territoriale spetta al giudice del domicilio del debitore quando il credito non è liquido, ovvero quando non esiste un contratto scritto che ne fissi l’esatto ammontare o criteri di calcolo non discrezionali.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Competenza territoriale e recupero crediti professionali

Determinare la competenza territoriale corretta è il primo passo fondamentale in ogni azione di recupero crediti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i criteri per individuare il giudice competente quando si richiedono compensi professionali non preventivamente concordati per iscritto.

Il caso: la disputa sui compensi professionali

Una società di servizi professionali ha citato in giudizio una società committente per ottenere il pagamento di circa 86.000 euro a titolo di corrispettivo. Il tribunale inizialmente adito ha accolto l’eccezione di incompetenza sollevata dalla convenuta, indicando come competente il tribunale del domicilio di quest’ultima. La società attrice ha quindi proposto ricorso per regolamento di competenza, lamentando violazioni procedurali e un’errata interpretazione delle norme sul luogo dell’adempimento.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione del tribunale di merito. Il punto centrale della discussione riguarda la natura del credito vantato. Secondo i giudici, se il compenso non è stabilito convenzionalmente tra le parti in modo preciso, il debito deve considerarsi illiquido. In questi casi, non si applica il criterio del domicilio del creditore, ma quello generale del domicilio del debitore.

Gestione dell’udienza e rito emergenziale

Un altro aspetto rilevante trattato nell’ordinanza riguarda la validità delle udienze svolte in modalità di trattazione scritta. La ricorrente lamentava la mancata concessione dei termini per le memorie istruttorie. Tuttavia, la Corte ha precisato che, nel rito civile, il giudice può rimettere la causa in decisione già alla prima udienza se ritiene la questione di competenza matura per la decisione, specialmente se le parti non hanno richiesto espressamente la discussione orale nel quadro della normativa emergenziale.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra obbligazioni liquide e illiquide ai fini della competenza territoriale. Richiamando i precedenti delle Sezioni Unite, l’ordinanza ribadisce che le obbligazioni pecuniarie da adempiere al domicilio del creditore sono esclusivamente quelle in cui il titolo determina l’ammontare o indica criteri determinativi non discrezionali. Poiché nel caso di specie il contratto non era in forma scritta e i criteri non erano fissati, il debito va determinato secondo le tariffe professionali, rendendolo tecnicamente illiquido. Di conseguenza, il luogo dell’adempimento coincide con il domicilio del debitore ai sensi dell’art. 1182, ultimo comma, c.c.

Le conclusioni

In conclusione, per i professionisti che intendono agire per il recupero dei propri onorari, la competenza territoriale del proprio domicilio è garantita solo in presenza di un accordo scritto che renda il credito liquido. In assenza di tale requisito, l’azione legale dovrà essere intrapresa presso il tribunale del debitore. Questa pronuncia sottolinea l’importanza cruciale della contrattualizzazione scritta dei rapporti professionali per evitare spostamenti di competenza che possono rendere il contenzioso più oneroso e complesso.

Dove si deve citare il cliente che non paga il professionista?
Se il compenso non è stato fissato per iscritto con criteri precisi, il professionista deve citare il cliente davanti al tribunale del domicilio di quest’ultimo, poiché il credito è considerato illiquido.

Cosa succede se il giudice decide sulla competenza senza concedere termini istruttori?
Il giudice ha il potere di rimettere la causa in decisione già alla prima udienza se ritiene che gli atti siano sufficienti per decidere sulla competenza, senza necessità di ulteriori memorie.

La trattazione scritta dell’udienza lede il diritto di difesa?
No, purché le parti siano state messe in condizione di depositare note scritte e non abbiano richiesto espressamente la discussione orale nei termini previsti dalla legge.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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