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Competenza territoriale: causa ai soci di società

La Corte di Cassazione ha stabilito i criteri per determinare la competenza territoriale in una causa promossa da ex dipendenti contro i soci di una cooperativa estinta. Poiché la domanda per il recupero del TFR è stata depositata oltre sei mesi dopo la cancellazione della società, il criterio del luogo di lavoro non è più applicabile. La decisione conferma che, in assenza di prove sul luogo di stipula del contratto, la competenza territoriale spetta al tribunale del luogo di residenza dei soci convenuti, applicando i criteri sussidiari del foro generale delle persone fisiche.

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Competenza territoriale: dove citare i soci di una società estinta?

Individuare la corretta competenza territoriale è il primo passo fondamentale per ogni azione legale, specialmente quando si tratta di recuperare crediti da una società che non esiste più. La recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce come muoversi quando il datore di lavoro è stato cancellato dal Registro delle Imprese e l’azione viene intrapresa contro gli ex soci.

Il caso: recupero TFR e società cancellata

La vicenda nasce dal ricorso di alcuni lavoratori che, dopo la cessazione di una società cooperativa, hanno citato in giudizio i due ex soci per ottenere l’accertamento del rapporto di lavoro e il pagamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR). La società era stata cancellata dal Registro delle Imprese da oltre tre anni al momento del deposito del ricorso. Il conflitto è sorto tra diversi tribunali, rendendo necessario l’intervento della Suprema Corte per stabilire quale fosse il giudice naturale a cui rivolgersi.

La competenza territoriale nelle controversie di lavoro

In ambito lavoristico, l’art. 413 c.p.c. prevede criteri specifici. Tuttavia, la giurisprudenza sottolinea che la stabilità del foro del luogo di lavoro (dove si trova l’azienda o la dipendenza) non è eterna. Se l’azienda cessa l’attività o viene trasferita, questo criterio rimane valido solo per un periodo di sei mesi. Superato questo termine, il lavoratore non può più invocare il luogo dove prestava servizio come foro competente.

Il criterio sussidiario della residenza

Quando i criteri principali (luogo di stipula del contratto o luogo di lavoro entro i sei mesi) non sono applicabili, la legge prevede un criterio sussidiario. In questo caso, non essendo stato provato il luogo di stipula del contratto e data la tardività rispetto alla cessazione aziendale, la competenza territoriale si sposta sulla residenza dei soggetti citati in giudizio. La Corte ha escluso l’applicabilità del cumulo soggettivo (art. 33 c.p.c.) per i fori speciali del lavoro, stabilendo che la causa può essere riassunta indifferentemente presso il tribunale di residenza di uno o dell’altro socio.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla rigida interpretazione dell’art. 413 c.p.c. La cosiddetta ‘prorogatio’ del foro della dipendenza aziendale ha una durata limitata a sei mesi dalla cessazione. Poiché i lavoratori hanno agito anni dopo l’estinzione della cooperativa, tale criterio è decaduto. Inoltre, non essendo stato allegato il luogo di conclusione del contratto (forum contractus), l’unico riferimento legale certo rimane il foro generale delle persone fisiche previsto dall’art. 18 c.p.c., richiamato dal comma 7 dell’art. 413 c.p.c.

Le conclusioni

In conclusione, la Suprema Corte ha dichiarato la competenza alternativa dei tribunali dove risiedono gli ex soci. Per i lavoratori, questo significa che la strategia processuale deve tenere conto dei tempi di estinzione della società: agire tempestivamente permette di mantenere la causa nel luogo di lavoro, mentre attendere troppo obbliga a seguire i debitori presso le loro residenze personali. Questa decisione ribadisce l’importanza di una corretta analisi dei termini temporali per non incorrere in eccezioni di incompetenza che rallentano la tutela dei diritti retributivi.

Cosa succede se la società datrice di lavoro viene cancellata dal registro delle imprese?
La società si estingue e i creditori, inclusi i lavoratori per il TFR, possono agire contro gli ex soci nei limiti di quanto riscosso in base al bilancio finale di liquidazione.

Posso fare causa nel luogo dove lavoravo anche se l’azienda ha chiuso da anni?
No, il foro del luogo di lavoro è utilizzabile solo se la domanda giudiziale viene proposta entro sei mesi dalla cessazione o dal trasferimento dell’azienda.

Quale tribunale è competente se i soci risiedono in città diverse?
In via sussidiaria, la competenza spetta al tribunale del luogo di residenza di uno qualsiasi dei soci convenuti, in modo alternativo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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