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Competenza recesso socio: decide il Tribunale ordinario

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 10325/2024, ha stabilito che la controversia sulla liquidazione della quota di un socio receduto da una società rientra nella competenza del tribunale ordinario e non della sezione specializzata in materia di impresa. La decisione si fonda sul principio che, con la comunicazione del recesso, il socio perde il suo status e diventa un semplice creditore della società. Pertanto, la sua richiesta di pagamento non configura più una controversia societaria. Il caso in esame riguardava una socia che aveva esercitato il recesso dopo la trasformazione di una società di persone in una s.r.l., chiarendo un importante aspetto sulla competenza per il recesso del socio.

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Pubblicato il 7 febbraio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Competenza recesso socio: quando decide il Tribunale Ordinario e non quello delle Imprese

La determinazione della competenza per il recesso del socio rappresenta una questione cruciale che interseca diritto societario e processuale. Quando un socio esce da una società, a quale giudice deve rivolgersi per ottenere la liquidazione della propria quota? La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10325 del 16 aprile 2024, offre un chiarimento fondamentale: la controversia non appartiene alla sezione specializzata in materia di impresa, bensì al tribunale ordinario. Analizziamo insieme questa importante decisione.

I fatti del caso

Una socia di una società in accomandita semplice (s.a.s.) si trovava di fronte a una trasformazione della propria società in una a responsabilità limitata (s.r.l.). Non condividendo tale operazione, esercitava il proprio diritto di recesso, come previsto dalla legge.

Successivamente, la socia chiedeva e otteneva dal Tribunale di Salerno un decreto ingiuntivo per un importo superiore ai due milioni di euro, corrispondente al valore della sua quota. La società, ormai trasformata e posta in liquidazione, si opponeva al decreto, sollevando un’eccezione di incompetenza. Secondo la società, la causa doveva essere trattata dalla Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Napoli, in quanto la controversia traeva origine da un rapporto sociale.

Il Tribunale di Salerno accoglieva l’eccezione, dichiarando la propria incompetenza. La socia, ritenendo errata tale decisione, proponeva ricorso per regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione.

La questione della competenza nel recesso del socio

Il cuore della controversia risiedeva nel determinare la natura del rapporto tra la socia receduta e la società. La domanda fondamentale era: la richiesta di liquidazione della quota è ancora una questione legata al rapporto sociale, e quindi di competenza del Tribunale delle Imprese, oppure si trasforma in un semplice diritto di credito?

Secondo il Tribunale di Salerno, il legame con l’operazione di trasformazione societaria rendeva la causa di natura prettamente societaria. La socia, invece, sosteneva che con l’atto di recesso aveva perso il suo status socii, diventando una mera creditrice. Di conseguenza, la lite non era più tra socio e società, ma tra un creditore e il suo debitore, rientrando così nella competenza del giudice ordinario.

Le motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della socia, cassando l’ordinanza del Tribunale di Salerno e dichiarandone la competenza. Le motivazioni si basano su un principio giuridico netto e consolidato.

Il recesso è un atto unilaterale recettizio: produce i suoi effetti nel momento in cui viene comunicato alla società. Da quell’istante, il socio perde il suo status socii e, con esso, tutti i diritti e gli obblighi legati alla partecipazione sociale (come il diritto agli utili).

La conseguenza diretta è che il suo diritto alla liquidazione della quota si trasforma in un mero diritto di credito. La liquidazione non è una condizione per l’efficacia del recesso, ma un suo effetto automatico stabilito dalla legge. Pertanto, la causa petendi (la ragione della domanda) non è più ancorata al rapporto societario, ma a un’obbligazione pecuniaria della società nei confronti di un soggetto terzo, l’ex socio.

La Corte ha specificato che, una volta perso lo status di socio, non esiste più quel legame diretto con i rapporti societari che giustifica la competenza specializzata del Tribunale delle Imprese. La controversia si riduce a una questione di debito e credito, di competenza del tribunale ordinario. Il fatto che il medesimo Tribunale di Salerno avesse inizialmente emesso il decreto ingiuntivo, riconoscendo implicitamente la propria competenza, ha ulteriormente rafforzato questa interpretazione.

Le conclusioni

La decisione della Cassazione stabilisce un principio chiaro con importanti implicazioni pratiche. La competenza per il recesso del socio, quando la controversia riguarda esclusivamente la richiesta di pagamento della quota, spetta al giudice ordinario. Questo perché, una volta perfezionatosi il recesso con la sua comunicazione, il rapporto tra l’ex socio e la società perde la sua natura societaria per diventare un semplice rapporto di credito. L’origine della controversia in un’operazione societaria (come la trasformazione) non è sufficiente a radicare la competenza del Tribunale delle Imprese, se la domanda giudiziale ha per oggetto un diritto di credito ormai sorto e autonomo.

Quale tribunale è competente a decidere sulla liquidazione della quota di un socio receduto?
La competenza spetta al tribunale ordinario. Una volta comunicato il recesso, l’ex socio diventa un semplice creditore e la sua richiesta di pagamento non è più considerata una controversia societaria, bensì una questione di diritto di credito.

Quando un socio che recede perde la sua qualità di socio (status socii)?
Il socio perde il suo status nel momento esatto in cui la sua comunicazione di recesso giunge a conoscenza della società. La liquidazione della quota è una conseguenza successiva e non una condizione per la perdita della qualità di socio.

La causa che ha originato il recesso (es. una trasformazione societaria) influisce sulla competenza del giudice?
No. Secondo la Corte, ciò che determina la competenza è la natura della domanda giudiziale (causa petendi). Poiché la domanda riguarda un diritto di credito sorto dopo la perdita dello status di socio, la competenza è del giudice ordinario, indipendentemente dal fatto che il recesso sia stato causato da un’operazione societaria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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