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Competenza per valore: le spese ATP non si cumulano

Il Tribunale di Trieste ha chiarito un punto cruciale sulla competenza per valore, stabilendo che le spese sostenute per un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) non devono essere sommate al valore della domanda principale. Poiché tali costi hanno natura processuale e non risarcitoria, il valore complessivo della lite può scendere sotto la soglia di competenza del Tribunale, determinando il trasferimento del caso al Giudice di Pace.

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Pubblicato il 9 marzo 2026 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Competenza per valore: il calcolo delle spese ATP nel processo civile

Determinare correttamente la competenza per valore è il primo passo fondamentale per incardinare correttamente una causa. Una recente ordinanza del Tribunale di Trieste affronta un tema molto dibattuto: le spese sostenute per un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) devono essere sommate al valore della causa di merito per stabilire se la competenza spetta al Giudice di Pace o al Tribunale?

Il caso nasce da un ricorso ex art. 281 undecies c.p.c. per il risarcimento dei danni derivanti dall’inadempimento di un contratto di appalto relativo alla realizzazione di un impianto fotovoltaico e altre opere edilizie. L’attore ha quantificato la domanda includendo non solo i costi di ripristino, ma anche le spese legali e i compensi del consulente tecnico d’ufficio (CTU) liquidati nel precedente procedimento di ATP.

La natura delle spese dell’ATP e la competenza per valore

La questione centrale riguarda la qualificazione giuridica di tali esborsi. Se le spese dell’ATP fossero considerate danni risarcibili (spese stragiudiziali), esse andrebbero cumulate al capitale ai sensi dell’art. 10 c.p.c. Se invece sono considerate spese processuali, esse seguono il regime degli artt. 91 e 92 c.p.c. e non rilevano ai fini della determinazione della competenza per valore.

Il Tribunale ha rilevato che, sebbene esista un orientamento della Cassazione che ne ammette il cumulo, tale tesi appare contraddittoria. Il giudice triestino ha evidenziato come le spese di un procedimento strumentale e accessorio, quale l’ATP, non possano mutare natura a seconda dell’effetto desiderato: esse sono e restano spese di giustizia.

Il dissenso dalla giurisprudenza tradizionale

L’ordinanza si pone in motivato contrasto con la sentenza della Cassazione n. 24726/2013. Il ragionamento del Tribunale si basa sulla natura “ibrida” e non condivisibile che verrebbe attribuita alle spese se si seguisse l’orientamento tradizionale. Se le spese fossero soggette al principio della domanda (e quindi cumulabili), dovrebbero essere azionabili anche autonomamente. Tuttavia, la giurisprudenza più recente nega l’ammissibilità di un’azione autonoma per il solo rimborso delle spese di ATP, confermando la loro natura esclusivamente processuale.

le motivazioni

Il giudice ha fondato la decisione sul principio per cui le spese dell’ATP sono strumentali alla prova e non destinate a definire una controversia sul merito. Non essendoci una soccombenza da accertare durante la fase preventiva, la liquidazione di tali spese è necessariamente rimessa al giudice del merito. Quest’ultimo le deve regolare d’ufficio in base all’esito finale della lite, senza che sia necessaria una specifica domanda di parte. Di conseguenza, non essendo oggetto di una “domanda” in senso sostanziale, esse non concorrono a formare il valore della causa ai fini della competenza.

le conclusioni

Alla luce di queste considerazioni, il Tribunale ha ricalcolato il valore della causa escludendo i 5.225,87 euro riferibili all’ATP. Il valore residuo, pari a 5.935,53 euro, risulta inferiore alla soglia di 10.000 euro che delimita la competenza del Giudice di Pace. Pertanto, il Tribunale ha dichiarato la propria incompetenza, assegnando alle parti un termine di tre mesi per riassumere la causa dinanzi al Giudice di Pace di Trieste, compensando integralmente le spese della fase di fronte al Tribunale data la complessità e l’incertezza giurisprudenziale della questione.

Le spese di un ATP si sommano al capitale per determinare la competenza per valore?
No, secondo l’ordinanza analizzata, le spese dell’ATP hanno natura processuale e non si cumulano al valore della domanda principale ai sensi dell’art. 10 c.p.c.

Qual è la conseguenza se il valore della causa scende sotto i 10.000 euro dopo aver escluso le spese ATP?
In questo caso, il Tribunale deve dichiarare la propria incompetenza per valore in favore del Giudice di Pace, che è l’organo competente per le cause di valore inferiore a tale soglia.

Perché il giudice non ha seguito l’orientamento della Cassazione del 2013?
Il giudice ha ritenuto quell’orientamento intrinsecamente contraddittorio, poiché qualifica le spese come processuali per certi effetti ma le assoggetta al principio della domanda per altri, preferendo invece la tesi della natura esclusivamente processuale confermata da sentenze più recenti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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