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Competenza per valore: la clausola di stile

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso relativo a un regolamento di competenza, confermando che la clausola ‘somma maggiore o minore ritenuta di giustizia’ incide direttamente sulla competenza per valore. Nel caso analizzato, un soggetto chiedeva il risarcimento per danni a un immobile quantificandoli inizialmente in una cifra contenuta, ma aggiungendo la formula di flessibilità. La Suprema Corte ha stabilito che tale espressione non è una semplice formula di stile, ma manifesta un’incertezza oggettiva sul valore del danno. Di conseguenza, la causa deve essere considerata di valore indeterminato, radicando correttamente la competenza presso il Tribunale anziché presso il Giudice di Pace.

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Pubblicato il 17 aprile 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 3142 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 6 n. 3142/2023)

Competenza per valore: l’impatto della clausola di giustizia

La determinazione della competenza per valore rappresenta uno dei pilastri fondamentali per l’instaurazione corretta di un giudizio civile. Spesso, nelle citazioni o nei ricorsi, si utilizza la formula con cui si richiede una somma specifica o quella maggiore o minore che risulterà di giustizia. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce se tale espressione sia un semplice vezzo formale o se produca effetti sostanziali sulla scelta del giudice.

Il caso: risarcimento danni e incertezza del valore

La vicenda trae origine da una richiesta di risarcimento danni per infiltrazioni in un appartamento. La parte attrice aveva quantificato il danno in circa tremila euro, ma aveva contestualmente inserito la clausola per ottenere l’importo eventualmente accertato come superiore in corso di causa. La controparte ha eccepito l’incompetenza del Tribunale, sostenendo che la causa spettasse al Giudice di Pace data l’esiguità della somma indicata.

Il Tribunale ha invece confermato la propria competenza, ritenendo che la formula utilizzata rendesse il valore della causa indeterminato. Questa decisione è stata impugnata davanti alla Suprema Corte, portando i giudici di legittimità a pronunciarsi sulla natura giuridica di tali clausole processuali.

La formula maggiore o minore è vincolante

Secondo l’orientamento consolidato, quando l’attore accompagna una richiesta quantificata con la sollecitazione al giudice di determinare il dovuto in quella somma maggiore o minore ritenuta di giustizia, non sta usando una formula di stile. Al contrario, sta manifestando una ragionevole incertezza sull’ammontare del danno.

Questa incertezza ha lo scopo di permettere al giudice una liquidazione equa senza i vincoli derivanti da una quantificazione rigida. In termini procedurali, ciò si traduce nella mancanza di una indicazione precisa della somma, rendendo la causa di valore indeterminato ai fini della competenza.

Interpretazione degli atti processuali

La Corte ha richiamato l’articolo 1367 del Codice Civile, applicabile anche agli atti processuali, secondo cui le clausole devono essere interpretate nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno. Considerare tale clausola come irrilevante significherebbe ignorare la volontà della parte di rimettersi all’accertamento giudiziale.

Inoltre, la Cassazione ha precisato che tale clausola perde la sua efficacia solo se, durante l’istruttoria, l’incertezza viene meno. Ad esempio, se dopo una perizia tecnica la parte precisa le conclusioni limitandosi a una cifra esatta, la formula originaria decade a mero esercizio stilistico. Nel caso di specie, l’incertezza persisteva, confermando la validità della scelta del Tribunale.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’applicazione dell’articolo 14 del codice di procedura civile. Se la somma non è determinata o indicata con precisione, la causa si presume di valore eguale alla competenza del giudice adito. Poiché il Tribunale ha competenza generale per le cause di valore indeterminato, la sua investitura risulta corretta e legittima a fronte di una domanda che non pone limiti rigidi al potere liquidatorio del magistrato.

Le conclusioni

In conclusione, la Suprema Corte ha ribadito che la scelta del giudice non può basarsi solo sulla cifra numerica indicata se questa è accompagnata da clausole di salvaguardia. La competenza per valore viene così preservata in favore del Tribunale ogni qualvolta l’attore dichiari di non poter ancora quantificare con assoluta certezza il proprio credito, rimettendosi all’esito delle prove e delle indagini tecniche che verranno svolte durante il processo.

Cosa accade se chiedo una somma specifica ma aggiungo la clausola di giustizia?
La causa viene considerata di valore indeterminato perché la formula esprime l’incertezza dell’attore sull’effettivo ammontare del danno. Questo impedisce che il giudice sia vincolato esclusivamente alla cifra indicata inizialmente.

Quale giudice è competente per una causa di valore indeterminato?
In base all’articolo 14 del codice di procedura civile, la causa si presume di valore eguale alla competenza del giudice davanti al quale è stata proposta. Solitamente questo radica la competenza presso il Tribunale ordinario.

La clausola somma maggiore o minore è sempre efficace?
No, perde valore se l’incertezza iniziale viene meno durante il processo, ad esempio dopo una perizia tecnica. Se la parte quantifica esattamente la pretesa nelle conclusioni finali, la formula diventa un semplice esercizio di stile.

Termini giuridici

disputatum
Indica l'oggetto della controversia, ovvero il bene o la somma di denaro effettivamente richiesti dall'attore nel processo.
quantum
Termine utilizzato per indicare l'esatto ammontare economico di un danno o di una prestazione da liquidare.
sommario
Procedimento semplificato previsto dal codice di procedura civile per accelerare la definizione di controversie meno complesse.
incompetenza
Difetto di potere di un giudice a decidere una determinata causa per ragioni di materia, valore o territorio.
liquidazione
Operazione con cui il giudice determina l'esatto ammontare in denaro di un debito o di un risarcimento.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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