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Competenza cause societarie: legato di azioni e foro

La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del foro speciale per la competenza in cause societarie. In un caso riguardante un legato di azioni, la Corte ha stabilito che la controversia non riguarda il rapporto sociale, ma il trasferimento della proprietà. Pertanto, non si applica il foro esclusivo della sede della società (art. 23 c.p.c.), ma le regole generali sulla competenza, come quella del cumulo soggettivo (art. 33 c.p.c.), se l’azione è proposta contro più società con sedi diverse.

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Pubblicato il 7 febbraio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Competenza cause societarie: il legato di azioni non attiva il foro esclusivo della sede

La determinazione del giudice competente è un passaggio cruciale in ogni controversia legale. Nel diritto societario, una regola speciale affida le liti tra soci al tribunale del luogo in cui la società ha la sua sede. Ma questa regola vale sempre? Un’ordinanza della Corte di Cassazione fa luce sui limiti di applicazione di questo foro speciale, in particolare in un caso di trasferimento di azioni per via ereditaria. Vediamo insieme cosa ha stabilito la Suprema Corte sulla competenza cause societarie.

Il Caso: Un Legato di Azioni e la Questione della Competenza Territoriale

La vicenda nasce dalla richiesta di un soggetto di essere iscritto nel libro soci di una S.p.A. per una quota significativa del capitale sociale, pari al 42,4%. Tale richiesta si fondava su un legato testamentario, ovvero una disposizione contenuta in un testamento che gli attribuiva la proprietà di quelle azioni.

Il Tribunale, in una prima fase cautelare, accoglieva la richiesta. Tuttavia, quando la causa è entrata nel merito, la società convenuta ha sollevato un’eccezione di incompetenza territoriale. Sosteneva che, avendo essa sede in un’altra città (Terni), la causa avrebbe dovuto essere discussa lì, in applicazione dell’art. 23 del codice di procedura civile, che stabilisce un foro speciale per le cause tra soci.

Il Tribunale di Napoli respingeva l’eccezione, ritenendosi competente sulla base di un altro principio: quello del cumulo soggettivo (art. 33 c.p.c.). L’azione, infatti, era stata intentata contro nove società diverse e otto di queste avevano sede proprio a Napoli. Poiché la causa originava dal medesimo titolo (il legato testamentario), il Tribunale ha ritenuto di poterle trattare tutte insieme. La società, insoddisfatta, ha proposto ricorso in Cassazione.

La Decisione della Cassazione sulla competenza cause societarie

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la competenza del Tribunale di Napoli. La decisione si fonda su un’interpretazione precisa dell’ambito di applicazione del foro speciale previsto dall’art. 23 c.p.c. per le controversie societarie.

Secondo la Suprema Corte, il foro della sede sociale non è una regola universale per qualsiasi lite che coinvolga un socio e la sua società. La sua applicazione è strettamente limitata alle controversie che attengono direttamente o indirettamente al cosiddetto “rapporto sociale”.

Le Motivazioni: Distinzione tra Rapporto Sociale e Trasferimento Azionario

Il cuore del ragionamento della Cassazione risiede nella distinzione fondamentale tra una controversia che riguarda il rapporto sociale e una che ha per oggetto il trasferimento della proprietà delle azioni.

Il “rapporto sociale” comprende i diritti e gli obblighi che scaturiscono dal contratto di società: il diritto di voto, la partecipazione agli utili, gli obblighi di conferimento, la responsabilità degli amministratori, etc. Le liti su questi temi devono essere decise dal giudice del luogo in cui la società ha sede.

Una controversia sull’avvenuto trasferimento di azioni, invece, non rientra in questa categoria. Anche se il trasferimento modifica la composizione della compagine sociale, la causa non verte su un diritto o un obbligo derivante dal contratto sociale, ma sull’efficacia di un altro negozio giuridico, che può essere una compravendita (inter vivos) o, come in questo caso, un legato testamentario (mortis causa).

La Corte ha specificato che accertare se un soggetto sia diventato o meno proprietario di azioni a seguito di un testamento è una questione che riguarda il diritto successorio e il trasferimento della proprietà, non la vita interna della società. Di conseguenza, la regola del foro speciale dell’art. 23 c.p.c. non trova applicazione.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza offre un importante chiarimento pratico: non tutte le cause che vedono contrapposti un (aspirante) socio e una società rientrano nella competenza cause societarie esclusiva del tribunale della sede sociale. Le liti che hanno ad oggetto l’acquisto della qualità di socio, derivanti da contratti di compravendita o da disposizioni testamentarie, sono escluse da tale foro speciale.

Questo significa che per tali controversie si applicheranno le regole generali sulla competenza. In particolare, come avvenuto nel caso di specie, se l’azione è diretta contro più società con sedi in circoscrizioni diverse, il creditore potrà adire il giudice del luogo di residenza o sede di una qualsiasi di esse, grazie al principio di connessione previsto dall’art. 33 c.p.c. Ciò offre una maggiore flessibilità all’attore e conferma che i fori speciali sono norme di stretta interpretazione, da non estendere oltre i casi per cui sono stati espressamente previsti.

Il foro speciale della sede sociale (art. 23 c.p.c.) si applica a tutte le controversie tra un socio e una società?
No, si applica esclusivamente alle cause che hanno a fondamento questioni attinenti, direttamente o indirettamente, al rapporto sociale (diritti e obblighi derivanti dal contratto di società), non a quelle che riguardano il semplice trasferimento della proprietà delle azioni.

Una causa per far valere un legato di azioni rientra nella competenza del foro della sede della società?
No. Secondo la Corte, una controversia relativa a un legato di azioni, essendo un trasferimento di proprietà mortis causa, non riguarda il rapporto sociale. Pertanto, non si applica il foro speciale dell’art. 23 c.p.c. e valgono le regole generali sulla competenza.

Se un’azione viene intentata contro più società con sedi legali in città diverse, quale tribunale è competente?
In tal caso, può trovare applicazione l’art. 33 c.p.c. (foro per le cause connesse). Se le cause sono connesse per l’oggetto o per il titolo, possono essere proposte davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio di uno dei convenuti, rendendo competente un unico tribunale per tutte le controversie.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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