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Competenza acque pubbliche: rinvio alle Sezioni Unite

Una società agricola ha citato in giudizio un consorzio di bonifica per i danni subiti a causa di un’interruzione nella fornitura d’acqua. Il tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente, indicando il Tribunale regionale delle acque pubbliche come foro corretto. La Corte di Cassazione, investita della questione sulla competenza acque pubbliche, ha riscontrato un contrasto giurisprudenziale sul tema e ha disposto il rinvio della decisione, in attesa di un pronunciamento chiarificatore da parte delle Sezioni Unite.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Competenza Acque Pubbliche: la Cassazione Rimette la Questione alle Sezioni Unite

La determinazione della competenza acque pubbliche rappresenta un nodo cruciale nel contenzioso relativo ai danni derivanti dalla gestione delle risorse idriche. Una recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha messo in luce un contrasto giurisprudenziale esistente, decidendo di sospendere il giudizio e attendere una pronuncia risolutiva delle Sezioni Unite. Analizziamo questa importante decisione che impatta le cause di risarcimento danni contro gli enti gestori di opere idrauliche.

I Fatti di Causa

Una società agricola, specializzata nella coltivazione di piante in vivaio, citava in giudizio un consorzio di bonifica. L’azienda lamentava di aver subito ingenti danni, culminati con la morte di numerose piante per asfissia, a causa dell’inadempimento del consorzio nell’erogazione dell’acqua durante un mese critico per le coltivazioni.

Il consorzio, costituitosi in giudizio, sollevava in via preliminare un’eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che la controversia non dovesse essere decisa dal Tribunale ordinario adito, bensì dal Tribunale regionale delle acque pubbliche, foro specializzato in materia. Il Tribunale di primo grado accoglieva l’eccezione, dichiarava la propria incompetenza e condannava la società agricola al pagamento delle spese di lite.

La Questione sulla Competenza Acque Pubbliche

Contro l’ordinanza del Tribunale, la società agricola proponeva regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Il cuore del ricorso verteva sulla corretta interpretazione delle norme che ripartiscono la giurisdizione tra il giudice ordinario e il giudice specializzato in materia di acque. La questione è se una domanda di risarcimento danni, originata dalla mancata o difettosa manutenzione di un’opera idraulica o dalla cattiva gestione del servizio di erogazione, rientri nella giurisdizione esclusiva del Tribunale regionale delle acque pubbliche o in quella del tribunale civile ordinario.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha scelto di non decidere immediatamente la questione. I giudici hanno preso atto dell’esistenza di un consolidato contrasto di giurisprudenza all’interno delle stesse sezioni della Corte riguardo al riparto di competenza in casi simili.

In particolare, il dibattito riguarda l’applicazione dell’art. 140, lettera e), del R.D. n. 1775/1933. Per risolvere tale contrasto e garantire l’uniformità del diritto, la questione era già stata rimessa all’esame delle Sezioni Unite con una precedente ordinanza. Di conseguenza, la Corte ha ritenuto opportuno rinviare la decisione del presente ricorso “a nuovo ruolo”, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino e forniscano un principio di diritto definitivo.

Le motivazioni

La motivazione principale dietro la decisione di rinvio risiede nel principio di economia processuale e di certezza del diritto. Decidere il caso specifico prima della pronuncia delle Sezioni Unite avrebbe potuto creare ulteriore incertezza e potenziali successive decisioni contrastanti. La Corte ha riconosciuto che la questione sulla competenza acque pubbliche per danni da omessa manutenzione di opere idrauliche è di “indubbia rilevanza”. La scelta di attendere il verdetto delle Sezioni Unite è dettata dalla necessità di assicurare un’interpretazione univoca e stabile della normativa, fondamentale per operatori del diritto e cittadini coinvolti in liti di questo tipo.

Le conclusioni

L’ordinanza interlocutoria analizzata, pur non risolvendo il caso di specie, svolge un’importante funzione di chiarificazione procedurale. Essa evidenzia come la Corte di Cassazione agisca per preservare la coerenza del proprio orientamento giurisprudenziale. L’esito della decisione delle Sezioni Unite sarà determinante: stabilirà una volta per tutte a quale giudice dovranno rivolgersi agricoltori e imprese per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla cattiva gestione delle risorse idriche da parte degli enti preposti, ponendo fine a un lungo e complesso dibattito giuridico.

Qual è la questione giuridica al centro del provvedimento?
La questione principale è determinare quale giudice sia competente a decidere una causa di risarcimento danni contro un consorzio di bonifica per mancata erogazione di acqua: il Tribunale civile ordinario o il Tribunale regionale delle acque pubbliche.

Perché la Corte di Cassazione non ha deciso subito il ricorso?
La Corte ha sospeso la decisione perché ha rilevato l’esistenza di un contrasto di giurisprudenza all’interno della stessa Corte su questo specifico punto di diritto. Ha quindi preferito attendere la pronuncia delle Sezioni Unite, già investite della medesima questione, per garantire una soluzione uniforme e certa.

Cosa implica concretamente un ‘rinvio a nuovo ruolo’?
Significa che il processo viene temporaneamente sospeso e tolto dal calendario delle udienze. La trattazione del caso riprenderà solo dopo che le Sezioni Unite avranno emesso la loro decisione sulla questione di competenza, fornendo così alla Sezione semplice il principio di diritto da applicare per risolvere la controversia.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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