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Clausola compromissoria: quando l’arbitrato è scelta

Una società di servizi ha agito per il recupero di crediti professionali tramite decreto ingiuntivo. La società debitrice ha eccepito l’incompetenza del giudice ordinario, sostenendo che una clausola compromissoria nel contratto devolvesse la lite a un collegio arbitrale. Il Tribunale aveva inizialmente accolto l’eccezione, ritenendo il riferimento al giudice ordinario un mero refuso. Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la presenza della congiunzione ‘oppure’ tra la scelta del foro e quella dell’arbitrato indica una facoltà di scelta alternativa. Senza una volontà espressa di escludere la giustizia statale, la clausola compromissoria non può considerarsi esclusiva.

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Pubblicato il 30 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Clausola compromissoria: la scelta tra giudice e arbitro

La corretta redazione di una clausola compromissoria è fondamentale per determinare chi dovrà decidere in caso di controversie tra le parti. Spesso, l’uso di termini ambigui o formulazioni alternative può generare incertezze processuali che rallentano la tutela dei diritti. Un caso recente affrontato dalla Corte di Cassazione chiarisce come interpretare i contratti che menzionano sia il tribunale che l’arbitrato.

Il conflitto tra giurisdizione ordinaria e arbitrato

La vicenda nasce da una richiesta di pagamento per servizi di sicurezza. Il contratto tra le parti conteneva una clausola che indicava come competente il Tribunale di Firenze ‘oppure’ un collegio arbitrale. Mentre il giudice di merito aveva considerato la menzione del Tribunale come un errore materiale (refuso), la Suprema Corte ha adottato un approccio rigoroso basato sulle regole di interpretazione del contratto.

L’importanza del dato letterale

Secondo gli Ermellini, il termine ‘oppure’ non può essere ignorato. In ambito legale, questa congiunzione esprime un’alternativa. Se le parti non hanno cancellato il riferimento al giudice ordinario, non si può presumere che volessero rinunciarvi in via esclusiva. La volontà di derogare alla giurisdizione dello Stato deve essere chiara, univoca e inequivocabile.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la sua decisione sulla violazione delle norme ermeneutiche, in particolare degli articoli 1362 e 1363 del Codice Civile. L’interpretazione deve basarsi sul senso letterale delle parole valutato nell’intero contesto contrattuale. Nel caso di specie, il contratto specificava che i titoli degli articoli (come ‘clausola compromissoria’) non dovevano influenzare l’interpretazione del testo. Pertanto, la rubrica dell’articolo non poteva prevalere sul contenuto che prevedeva l’alternatività. Inoltre, il principio di conservazione del contratto (Art. 1367 c.c.) impone di dare effetto a tutte le previsioni: eliminare il riferimento al Tribunale avrebbe privato di significato una parte della volontà espressa dai contraenti.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha stabilito che, in assenza di una clausola che escluda espressamente la ricorribilità al giudice statale, le parti conservano la facoltà di scegliere tra la via ordinaria e quella arbitrale. Questa sentenza sottolinea l’importanza di una consulenza legale preventiva nella fase di drafting contrattuale. Una formulazione imprecisa può trasformare un tentativo di semplificazione (l’arbitrato) in un lungo contenzioso preliminare sulla sola competenza, aumentando costi e tempi della giustizia.

Cosa succede se il contratto prevede sia il giudice che l’arbitrato con la parola oppure?
In questo caso la clausola è considerata facoltativa. La parte che avvia la causa può scegliere liberamente se rivolgersi al tribunale ordinario o attivare la procedura arbitrale.

Il titolo di un articolo contrattuale può definire la competenza del giudice?
No, la rubrica di un articolo ha valore solo indicativo. Se il testo della clausola prevede opzioni diverse, prevale il contenuto letterale sulla denominazione dell’articolo.

Quando l’arbitrato esclude definitivamente il tribunale ordinario?
L’arbitrato esclude il giudice solo se la clausola esprime in modo chiaro e inequivocabile la volontà delle parti di rinunciare alla giurisdizione statale a favore di quella privata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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