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Circostanze eccezionali: Volo cancellato per Covid?

Due passeggeri si sono visti cancellare il volo a causa della pandemia Covid-19 e hanno richiesto la compensazione pecuniaria alla compagnia aerea. Mentre il giudice di primo grado ha accolto la domanda, il tribunale d’appello l’ha respinta, qualificando la pandemia come una delle ‘circostanze eccezionali’ previste dalla normativa europea che esonera il vettore dal pagamento. La Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di fondamentale importanza e ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione definitiva, senza ancora stabilire se la pandemia rientri o meno in tali circostanze.

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Pubblicato il 13 febbraio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Volo cancellato per Covid: il passeggero ha diritto al risarcimento?

La pandemia da Covid-19 ha stravolto il settore dei trasporti, portando alla cancellazione di innumerevoli voli. Una domanda sorta frequentemente tra i passeggeri è se tale situazione rientri tra le circostanze eccezionali che esonerano le compagnie aeree dall’obbligo di versare una compensazione pecuniaria. Un’ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha affrontato proprio questo delicato tema, evidenziandone la complessità e la necessità di un chiarimento definitivo.

I Fatti di Causa

Due passeggeri avevano acquistato biglietti per un volo intercontinentale previsto per aprile 2020. A causa delle restrizioni imposte per contenere la pandemia da Covid-19, la compagnia aerea cancellava il volo. I passeggeri agivano in giudizio per ottenere la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento CE n. 261/2004.

Il Giudice di Pace accoglieva la loro domanda, condannando la compagnia aerea al pagamento di 1.200 euro. Tuttavia, in appello, il Tribunale ribaltava la decisione. Secondo il giudice di secondo grado, la pandemia e le conseguenti misure restrittive governative costituivano un “fatto notorio” e rientravano a pieno titolo nelle circostanze eccezionali, liberando così il vettore aereo da ogni obbligo di indennizzo. I passeggeri, insoddisfatti, proponevano quindi ricorso in Cassazione.

La Questione Giuridica: Le Circostanze Eccezionali e la Pandemia

Il fulcro della questione risiede nell’interpretazione dell’art. 5, paragrafo 3, del Regolamento CE n. 261/2004. Questa norma stabilisce che il vettore aereo non è tenuto a pagare la compensazione pecuniaria se può dimostrare che la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha più volte chiarito che tali circostanze devono essere eventi che, per natura o origine, non sono inerenti al normale esercizio dell’attività della compagnia aerea e sfuggono al suo effettivo controllo. La domanda che la Cassazione si è trovata ad affrontare è quindi: le restrizioni normative adottate a livello globale per fronteggiare la pandemia da Covid-19 rientrano in questa definizione?

La Decisione della Corte di Cassazione

Con un’ordinanza interlocutoria, la Corte di Cassazione non ha fornito una risposta definitiva, ma ha compiuto un passo fondamentale. Riconoscendo l’importanza della questione per l’uniforme interpretazione del diritto (il cosiddetto “rilievo nomofilattico”), ha deciso di rinviare la causa a una pubblica udienza.

Questa scelta indica che i giudici ritengono il tema troppo complesso e delicato per essere deciso con la procedura semplificata della camera di consiglio. La decisione finale, che verrà presa dopo una discussione approfondita, è destinata a diventare un punto di riferimento per tutti i casi simili.

Le Motivazioni

Nelle sue motivazioni, la Corte ha tracciato un quadro completo della giurisprudenza europea e nazionale in materia. Ha ribadito che l’onere di provare le circostanze eccezionali grava interamente sulla compagnia aerea. Non è sufficiente invocare un evento straordinario; il vettore deve dimostrare che l’evento era inevitabile e che ha adottato tutte le misure ragionevoli per mitigare le conseguenze per i passeggeri.

La Corte ha messo in evidenza la specificità della pandemia da Covid-19, un evento globale senza precedenti che ha portato a imposizioni normative dirette da parte degli Stati, limitando la mobilità e l’operatività degli aeroporti. Proprio questa natura eccezionale e l’origine esterna delle decisioni (governative) rendono complesso stabilire se la cancellazione fosse una scelta della compagnia o una conseguenza inevitabile di ordini superiori. Per questo motivo, la Corte ha ritenuto necessario un esame più approfondito in una pubblica udienza, al fine di ponderare adeguatamente tutti gli interessi in gioco: da un lato la tutela dei consumatori e dall’altro le difficoltà oggettive affrontate dalle compagnie aeree.

Conclusioni

L’ordinanza della Cassazione lascia la questione aperta, ma delinea chiaramente il percorso per arrivare a una soluzione. La decisione finale che scaturirà dalla pubblica udienza avrà un impatto significativo, stabilendo un principio guida per il contenzioso relativo alle cancellazioni di voli avvenute durante la pandemia. I passeggeri e le compagnie aeree attendono quindi una pronuncia che possa finalmente chiarire se la crisi sanitaria globale possa essere considerata una scusante valida per il mancato pagamento della compensazione pecuniaria, definendo i confini del concetto di circostanze eccezionali in un contesto senza precedenti.

Cosa sono le “circostanze eccezionali” secondo la normativa europea sui diritti dei passeggeri?
Sono eventi che, per la loro natura o origine, non sono inerenti al normale esercizio dell’attività del vettore aereo e sfuggono al suo effettivo controllo. Se la compagnia aerea dimostra la loro esistenza, può essere esonerata dall’obbligo di pagare la compensazione pecuniaria per la cancellazione di un volo.

La pandemia da Covid-19 è stata automaticamente riconosciuta come una circostanza eccezionale in questa ordinanza?
No. La Corte di Cassazione non ha preso una decisione definitiva in merito. Ha ritenuto la questione così importante e complessa da richiedere un’analisi più approfondita in una pubblica udienza, rinviando la decisione finale.

A chi spetta l’onere di provare l’esistenza di circostanze eccezionali?
L’onere della prova grava interamente sulla compagnia aerea. Deve dimostrare non solo che si è verificato un evento eccezionale, ma anche che la cancellazione non si sarebbe potuta evitare nemmeno adottando tutte le misure ragionevoli per prevenire o limitare i disagi per i passeggeri.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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