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Circolazione NCC: via libera in ZTL senza permessi?

Una società di noleggio con conducente (NCC) ha contestato delle multe per l’accesso a una Zona a Traffico Limitato (ZTL). La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la normativa vigente nel 2018, non era richiesta una comunicazione preventiva a livello nazionale per la circolazione NCC in altri comuni. Tuttavia, ha chiarito che i comuni mantengono il potere di regolamentare l’accesso. La sentenza precedente è stata annullata perché il giudice non ha verificato l’esistenza e il contenuto del regolamento comunale, un passaggio fondamentale per decidere sulla legittimità delle sanzioni.

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Pubblicato il 21 febbraio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Circolazione NCC in ZTL: la Cassazione fa chiarezza sulla normativa del 2018

La regolamentazione della circolazione NCC (Noleggio Con Conducente) all’interno delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e delle corsie preferenziali è da sempre un tema complesso. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 32139/2023, ha fornito un’importante interpretazione sulla normativa applicabile nel corso del 2018, distinguendo tra obblighi derivanti dalla legge nazionale e il potere regolamentare dei singoli Comuni.

I Fatti del Caso: Multe in ZTL per un Operatore NCC

Una cooperativa che offre servizi di noleggio con conducente si è vista notificare diverse sanzioni amministrative da parte di un grande comune italiano. Le multe contestavano la circolazione dei suoi veicoli all’interno della ZTL e su corsie preferenziali senza la prescritta autorizzazione. Le infrazioni risalivano all’aprile del 2018. La società ha impugnato i verbali, dando il via a un contenzioso che, dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, è approdato in Corte di Cassazione.

La Questione Giuridica: Un Complesso Intreccio di Norme Sospese

Il cuore della controversia legale risiedeva nell’individuazione della disciplina applicabile agli operatori NCC nel 2018. La difesa della cooperativa sosteneva che, a causa di una serie di proroghe e sospensioni legislative, le norme più restrittive introdotte nel 2008 non fossero in vigore. Di conseguenza, doveva trovare applicazione la normativa originaria (Legge n. 21/1992), più permissiva, che equiparava di fatto gli NCC ai taxi per l’uso delle corsie preferenziali e l’accesso alle ZTL, senza imporre un obbligo di comunicazione preventiva al comune “ospitante”. I giudici di merito, invece, avevano ritenuto applicabili le disposizioni generali del Codice della Strada e le delibere amministrative locali che imponevano un’autorizzazione specifica.

Le Motivazioni della Cassazione: la Circolazione NCC nel 2018

La Corte di Cassazione ha accolto i motivi principali del ricorso, ribaltando la prospettiva dei giudici di merito. Gli Ermellini hanno ricostruito il complesso quadro normativo, confermando che per tutto il 2018 l’efficacia delle disposizioni più stringenti per gli NCC era stata sospesa dal legislatore.

Il Principio della Reviviscenza delle Norme

La Corte ha chiarito che la sospensione di una norma modificativa fa “rivivere” la disciplina precedente. Pertanto, nel periodo in esame, tornava applicabile la versione originaria della Legge n. 21 del 1992. Questa legge, all’articolo 11, consentiva ai veicoli NCC l’uso delle corsie preferenziali e delle altre facilitazioni alla circolazione previste per i taxi, senza menzionare un obbligo di comunicazione preventiva per operare in un comune diverso da quello di rilascio della licenza. Di conseguenza, a livello di legislazione nazionale, la pretesa del Comune di una comunicazione preventiva era infondata.

Il Ruolo dei Regolamenti Comunali nella Circolazione NCC

Tuttavia, la Cassazione ha introdotto un elemento cruciale. La stessa Legge n. 21/1992, pur garantendo libertà di circolazione, riconosce ai Comuni il potere di stabilire, tramite propri regolamenti, le modalità di svolgimento del servizio. Il Tribunale, nel decidere il caso, aveva omesso un passaggio fondamentale: verificare se, al di là dei provvedimenti dirigenziali citati, esistesse un vero e proprio regolamento comunale che disciplinasse l’accesso degli NCC alla ZTL e se la condotta della cooperativa violasse tale regolamento. Il giudice di merito si era limitato a richiamare provvedimenti amministrativi generici, senza analizzare la fonte normativa locale primaria, ovvero il regolamento comunale.

Le Conclusioni

In conclusione, la Corte di Cassazione ha stabilito che, alla data delle infrazioni (2018), non esisteva un obbligo normativo nazionale per gli NCC di comunicare preventivamente l’ingresso nelle ZTL di altri comuni. Ha però sottolineato che ciò non esclude il potere del Comune di regolamentare tale accesso. Poiché il giudice di merito non ha effettuato la necessaria verifica sul regolamento comunale, la sentenza è stata annullata con rinvio. Il caso dovrà essere riesaminato da un’altra sezione del Tribunale, che avrà il compito di accertare l’esistenza e il contenuto del regolamento comunale e, solo sulla base di quello, decidere se le sanzioni erano legittime. Questa decisione ribadisce l’importanza di distinguere tra la disciplina nazionale e quella locale nella regolamentazione della circolazione NCC.

Nel 2018, un veicolo NCC aveva bisogno di una comunicazione preventiva per entrare in una ZTL di un comune diverso da quello di rilascio dell’autorizzazione?
No, secondo la Cassazione, a livello di normativa nazionale, nel 2018 non era richiesto alcun obbligo di comunicazione preventiva, poiché le norme più restrittive erano state sospese e vigeva la disciplina originaria più permissiva della Legge 21/1992.

L’assenza di un obbligo nazionale significa che la circolazione NCC in ZTL era completamente libera nel 2018?
Non necessariamente. La Corte chiarisce che, sebbene non vi fosse un obbligo nazionale di comunicazione, i Comuni avevano comunque il potere di regolamentare la materia. Pertanto, la legittimità della circolazione dipendeva anche dall’esistenza e dal contenuto di specifici regolamenti comunali, che il giudice di merito avrebbe dovuto verificare.

Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza precedente invece di decidere direttamente nel merito?
La Corte ha annullato la sentenza e rinviato il caso perché il giudice precedente ha commesso un errore di diritto: ha omesso di verificare l’esistenza e il contenuto del regolamento comunale applicabile. Questa verifica sui fatti e sulle norme locali è un’attività che spetta al giudice di merito, non alla Corte di Cassazione, che si occupa solo della corretta applicazione del diritto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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