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Caso fortuito: quando la caduta è colpa del pedone

Un pedone ha citato in giudizio un ente comunale per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta causata da una buca sul marciapiede. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che la condotta imprudente della vittima ha integrato il caso fortuito. Poiché la buca era di piccole dimensioni ma facilmente visibile per contrasto cromatico e illuminazione, e il pedone stava transitando in un punto non consentito per l’attraversamento, la responsabilità del danno è stata attribuita esclusivamente alla sua mancanza di ordinaria cautela.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Caso fortuito: quando la condotta del pedone esclude il risarcimento

Il concetto di caso fortuito rappresenta uno dei pilastri fondamentali nella gestione dei sinistri stradali e delle cadute su suolo pubblico. Spesso si ritiene che l’ente proprietario della strada sia sempre responsabile per i danni occorsi ai cittadini, ma la giurisprudenza di legittimità ha delineato confini molto netti: la responsabilità oggettiva del custode non è un dogma assoluto e può essere vinta dalla prova dell’imprudenza della vittima.

L’analisi dei fatti

La vicenda trae origine dalla caduta di un cittadino mentre percorreva un marciapiede cittadino in orario serale. Il danneggiato sosteneva che una buca, resa invisibile da alcuni fogli di giornale, avesse causato il sinistro. Tuttavia, le risultanze istruttorie hanno dipinto un quadro differente. La buca era situata al margine estremo del marciapiede, in un punto dove l’attraversamento pedonale non era consentito, nonostante le strisce pedonali fossero presenti a pochi metri di distanza. Inoltre, la zona era ben illuminata e la buca presentava un fondo in cemento chiaro che contrastava nettamente con le mattonelle marroni circostanti.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso del danneggiato, confermando le sentenze di merito. La Corte ha ribadito che, ai sensi dell’art. 2051 c.c., la responsabilità del custode è esclusa quando il danno è riconducibile a un fattore esterno imprevedibile. In questo contesto, il comportamento del danneggiato che non adotta le normali cautele richieste dalla situazione di fatto può assurgere a causa esclusiva dell’evento.

La prevedibilità del pericolo e il caso fortuito

Un punto cruciale della sentenza riguarda l’evoluzione giurisprudenziale sul tema. Non si valuta più se il custode potesse prevedere l’imprudenza dell’utente, ma se il pericolo fosse prevedibile e superabile dall’utente stesso. Se la situazione di rischio è palese e agevolmente evitabile con un comportamento ordinariamente cauto, l’evento dannoso deve essere imputato esclusivamente alla vittima.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sull’accertamento che la condotta del pedone sia stata “assorbente”. Il fatto di aver scelto un percorso rischioso (il margine estremo del marciapiede) per effettuare un attraversamento irregolare, ignorando una buca visibile e ben illuminata, configura una colpa tale da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno. La cosa, in questo scenario, degrada a mera “occasione” dell’evento, mentre la causa reale risiede nell’azione incauta del soggetto.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma il principio di autoresponsabilità degli utenti della strada. Il risarcimento non scatta automaticamente in presenza di un’anomalia del manto stradale se quest’ultima è avvistabile. Per i cittadini, ciò significa che l’onere di attenzione è massimo in presenza di insidie visibili; per gli enti pubblici, la sentenza offre una tutela contro richieste risarcitorie derivanti da condotte palesemente negligenti dei passanti. La decisione conferma che il diritto al risarcimento richiede sempre un comportamento diligente da parte di chi si dichiara danneggiato.

Quando una buca stradale non dà diritto al risarcimento?
Il risarcimento è escluso se il pericolo era facilmente visibile ed evitabile con l’ordinaria diligenza. In questi casi, la condotta del danneggiato è considerata la causa esclusiva dell’evento.

Cosa si intende per prevedibilità del pericolo da parte della vittima?
Si riferisce alla capacità del danneggiato di accorgersi di una situazione rischiosa. Se il pericolo è palese, l’utente deve adottare cautele per evitare il danno.

Il Comune è sempre responsabile per le cadute sui marciapiedi?
No, la responsabilità del custode è oggettiva ma viene meno in presenza del caso fortuito. Il comportamento imprudente dell’utente può interrompere il legame tra la cosa e il danno.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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