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Buoni postali fruttiferi: rimborso dopo il decesso

La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del rimborso dei buoni postali fruttiferi cointestati con clausola di pari facoltà di rimborso in caso di decesso di uno dei titolari. Un intermediario postale aveva negato il pagamento al cointestatario superstite, esigendo la firma di tutti gli eredi del defunto. La Suprema Corte ha stabilito che i buoni postali fruttiferi sono titoli rimborsabili a vista e che la clausola di pari facoltà di rimborso attribuisce a ogni titolare un diritto autonomo che non si estingue con la morte di un altro cointestatario. Pertanto, il superstite può incassare l’intero importo senza necessità di quietanza congiunta da parte degli eredi.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Bancario, Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Buoni postali fruttiferi: il diritto al rimborso dopo il decesso del cointestatario

Il rimborso dei buoni postali fruttiferi rappresenta spesso un terreno di scontro tra cittadini e intermediari finanziari, specialmente quando interviene il decesso di uno dei cointestatari. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito definitivamente i confini della clausola di pari facoltà di rimborso (PFR), stabilendo principi fondamentali per la tutela dei risparmiatori.

Il conflitto sui buoni postali fruttiferi cointestati

La vicenda trae origine dal rifiuto di una società di servizi postali di rimborsare integralmente dei titoli a una cointestataria superstite. L’intermediario sosteneva che, a seguito della morte di uno dei titolari, fosse necessaria la firma di tutti gli eredi per procedere alla liquidazione. Questa posizione si basava sull’applicazione analogica delle norme previste per i libretti di risparmio, che impongono la quietanza congiunta in caso di successione.

La natura dei buoni postali fruttiferi

I giudici di legittimità hanno evidenziato una distinzione netta tra i libretti di risparmio e i buoni postali fruttiferi. Mentre i primi sono soggetti a una disciplina restrittiva in caso di morte del titolare, i secondi sono definiti come titoli rimborsabili a vista. Questa caratteristica implica che il possessore del titolo, munito della clausola di pari facoltà di rimborso, abbia il diritto di ottenere il pagamento immediato dell’intera somma portata dal documento.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei risparmiatori, ribaltando la decisione di merito che aveva dato ragione all’intermediario. La Corte ha chiarito che la clausola PFR configura un’obbligazione solidale attiva. In questo schema giuridico, il decesso di un creditore non paralizza il diritto degli altri cointestatari di riscuotere il credito. La riscossione da parte del superstite non interferisce con la successiva divisione del credito tra gli eredi nei loro rapporti interni, ma garantisce la fluidità del rimborso verso l’esterno.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’inapplicabilità dell’articolo 187 del regolamento postale ai buoni postali fruttiferi. Tale norma, che richiede la firma di tutti gli eredi, è specifica per i libretti di risparmio e non può essere estesa per analogia ai buoni, data la loro diversa natura morfologica e funzionale. I buoni circolano a vista e sono equiparati ai titoli di Stato, il che li esclude anche dall’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione. Non esiste quindi un obbligo per il contribuente di denunciare tali titoli nella dichiarazione di successione per ottenerne il rimborso, rendendo illegittima la richiesta di documentazione successoria da parte dell’intermediario.

Le conclusioni

Le conclusioni tratte dalla Cassazione confermano che il cointestatario superstite di buoni postali fruttiferi con clausola di pari facoltà di rimborso ha il diritto soggettivo di ottenere l’integrale pagamento del titolo senza dover presentare la dichiarazione di successione o ottenere il consenso degli eredi del defunto. Questa sentenza rappresenta un importante precedente che impedisce agli intermediari di imporre oneri burocratici non previsti dalla legge, semplificando l’accesso al risparmio per i cittadini e garantendo il rispetto della volontà contrattuale originaria espressa al momento della sottoscrizione dei titoli.

Cosa succede se un cointestatario di buoni postali muore?
Il cointestatario superstite mantiene il diritto di riscuotere l’intera somma autonomamente grazie alla clausola di pari facoltà di rimborso.

L’intermediario può pretendere la firma di tutti gli eredi?
No, la Cassazione ha chiarito che per i buoni postali non si applicano le restrizioni previste per i libretti di risparmio.

È necessaria la dichiarazione di successione per i buoni postali?
No, i buoni postali sono equiparati ai titoli di Stato e non rientrano nell’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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