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Bonifico domiciliato responsabilità: quando è diligente?

Una società di assicurazioni ha citato in giudizio un prestatore di servizi di pagamento per aver pagato un bonifico domiciliato a una persona non legittimata, munita di documento falso ma della corretta password. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, escludendo la responsabilità del prestatore di servizi. Si è ritenuto che quest’ultimo avesse agito con la dovuta diligenza professionale, avendo verificato il documento d’identità presentato e la password, assolvendo così al proprio onere probatorio nel contesto della ‘bonifico domiciliato responsabilità’.

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Pubblicato il 20 febbraio 2026 in Diritto Bancario, Diritto Commerciale, Giurisprudenza Civile

Bonifico Domiciliato e Responsabilità: Un Solo Documento Basta?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31542 del 13 novembre 2023, ha affrontato un’importante questione in materia di bonifico domiciliato responsabilità, chiarendo i contorni della diligenza richiesta all’intermediario che esegue il pagamento. Il caso riguarda la richiesta di risarcimento avanzata da una società che, dopo aver visto pagare un proprio bonifico a un truffatore, si è trovata a dover pagare due volte. La decisione della Suprema Corte offre spunti fondamentali sull’onere della prova e sugli standard di identificazione del beneficiario.

I Fatti del Caso: Un Pagamento Duplicato

Una compagnia di assicurazioni aveva disposto un bonifico domiciliato a favore di un proprio cliente. Per l’incasso, era stata inviata al domicilio del beneficiario una password necessaria per il ritiro della somma. Tuttavia, un soggetto terzo, in possesso di un documento d’identità presumibilmente falso ma con le generalità del vero creditore, e della password, si presentava presso gli sportelli del prestatore di servizi di pagamento e incassava la somma.

La compagnia di assicurazioni, costretta a pagare una seconda volta il proprio cliente, citava in giudizio il prestatore dei servizi di pagamento, chiedendo il risarcimento del danno pari all’importo duplicato. Mentre il Giudice di Pace accoglieva la domanda, il Tribunale, in sede di appello, la rigettava, ritenendo che il prestatore avesse agito con la dovuta diligenza. La questione giungeva così all’esame della Corte di Cassazione.

La Decisione della Corte: La Diligenza del Delegato

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della compagnia assicurativa, confermando la sentenza d’appello. Il principio chiave affermato è che la responsabilità dell’intermediario che paga un bonifico domiciliato non è oggettiva, ma si inquadra nella responsabilità contrattuale per inadempimento. Di conseguenza, l’intermediario può liberarsi dalla responsabilità dimostrando di aver agito con la diligenza qualificata richiesta a un operatore professionale, ai sensi dell’art. 1176, secondo comma, del codice civile.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte ha sviluppato il suo ragionamento attraverso l’analisi dei tre motivi di ricorso presentati dalla società ricorrente.

Inquadramento Contrattuale e Onere della Prova

La Cassazione ha chiarito che l’operazione di bonifico domiciliato si configura come una delegazione di pagamento, soggetta alla disciplina del mandato. Non è quindi possibile applicare per analogia la normativa sugli assegni non trasferibili, che prevede un regime di responsabilità più severo. In un quadro di responsabilità contrattuale (art. 1218 c.c.), grava sul debitore (il prestatore di servizi di pagamento) l’onere di provare di aver eseguito la prestazione correttamente o che l’inadempimento non è a lui imputabile. In questo caso, il Tribunale aveva correttamente ritenuto che l’intermediario avesse fornito tale prova.

Bonifico domiciliato responsabilità: un solo documento basta?

Il punto centrale del ricorso era la presunta negligenza nell’identificazione del beneficiario. La ricorrente sosteneva che l’intermediario avrebbe dovuto richiedere due documenti di riconoscimento, come suggerito da una circolare dell’ABI. La Corte ha respinto questa tesi, affermando due principi importanti:
1. Le circolari ABI non sono fonti del diritto: una raccomandazione di un’associazione di categoria non ha carattere precettivo e non può imporre un obbligo legale.
2. Lo standard sociale e legale: sia la legge che la prassi comune riconoscono l’efficacia certificativa di un singolo documento d’identità. Pretendere l’esibizione di due documenti violerebbe i principi ordinamentali. L’intermediario è stato ritenuto diligente per aver controllato il documento presentato, il codice fiscale e la password fornita dall’ordinante.

Inammissibilità della Censura sulla Firma

Infine, la ricorrente lamentava che il giudice non avesse considerato la palese difformità (ictu oculi) tra la firma sulla quietanza e quella sul documento d’identità. La Corte ha dichiarato inammissibile questa censura, ribadendo che la valutazione sulla riconoscibilità di una falsificazione è un accertamento di fatto, riservato al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità. Il Tribunale aveva comunque affrontato la questione, concludendo che la falsità non era così evidente da essere percepita dall’operatore di sportello.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

La sentenza consolida un orientamento importante sulla bonifico domiciliato responsabilità. L’intermediario finanziario non risponde automaticamente del pagamento a persona non legittimata, ma ha la possibilità di dimostrare di aver adottato tutte le cautele richieste dalla diligenza professionale. Tale diligenza si ritiene assolta quando l’operatore verifica l’identità del presentatore tramite un valido documento di riconoscimento e riscontra la corrispondenza degli altri elementi di sicurezza previsti (come la password). La richiesta di un secondo documento non è un obbligo legale, e la valutazione sulla riconoscibilità di un falso resta un accertamento di fatto demandato al giudice di merito.

Chi è responsabile se un bonifico domiciliato viene pagato alla persona sbagliata?
L’intermediario che esegue il pagamento non è responsabile se riesce a dimostrare di aver agito con la diligenza professionale richiesta, cioè di aver adottato tutte le cautele necessarie per identificare correttamente il beneficiario.

Per un pagamento, è sufficiente controllare un solo documento d’identità per essere considerati diligenti?
Sì. Secondo la sentenza, l’identificazione tramite un singolo documento d’identità valido, unitamente alla verifica di altri elementi di sicurezza come la password, è conforme allo standard di diligenza professionale e sufficiente per escludere la responsabilità dell’intermediario.

La responsabilità del prestatore di servizi di pagamento per un bonifico domiciliato è oggettiva?
No, non è una responsabilità oggettiva (o da rischio d’impresa). Si tratta di una responsabilità contrattuale basata sulla colpa, dalla quale l’intermediario può liberarsi fornendo la prova liberatoria di aver agito con la dovuta diligenza, come previsto dall’art. 1218 e 1176, comma 2, del codice civile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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