LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Assegno per posta: chi paga se viene rubato?

Una società assicurativa ha spedito un assegno per posta ordinaria, che è stato rubato e incassato fraudolentemente. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11145/2024, ha stabilito che la spedizione di un assegno per posta ordinaria costituisce un concorso di colpa del mittente. Pertanto, la responsabilità del danno non ricade esclusivamente sulla banca che ha pagato il titolo, ma va ripartita con chi ha scelto una modalità di spedizione insicura, esponendo l’assegno a un rischio elevato.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 6 febbraio 2026 in Diritto Bancario, Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Assegno per posta: chi paga in caso di furto e incasso fraudolento?

L’invio di un assegno per posta è una pratica ancora diffusa, ma nasconde rischi significativi. Cosa succede se il titolo viene rubato e incassato da un truffatore? La colpa è solo della banca che non ha identificato correttamente il malintenzionato o anche il mittente ha una sua parte di responsabilità? Con la recente ordinanza n. 11145 del 24 aprile 2024, la Corte di Cassazione ha fornito una risposta chiara, consolidando un principio fondamentale in materia di concorso di colpa.

I Fatti del Caso: Un Assegno Smarrito e un Incasso Illecito

Una compagnia di assicurazioni aveva emesso un assegno bancario non trasferibile di 13.200,00 euro a favore di una propria cliente a titolo di liquidazione di un sinistro. L’assegno era stato spedito tramite posta ordinaria.

Sfortunatamente, il titolo non è mai arrivato a destinazione. Un truffatore, entrato in possesso dell’assegno, si era presentato presso la filiale di una banca, aveva aperto un conto corrente a nome della beneficiaria utilizzando documenti falsi e aveva versato l’assegno. Pochi giorni dopo, l’intera somma era stata prelevata. La compagnia assicurativa, costretta a emettere un nuovo pagamento alla vera beneficiaria, ha citato in giudizio la banca per ottenere il risarcimento del danno, accusandola di negligenza nell’identificazione del cliente.

L’Iter Giudiziario: Dalla Ragione alla Banca alla Colpa Esclusiva

In primo grado, il Tribunale aveva dato ragione alla banca, ritenendo che avesse adottato tutte le cautele necessarie. La Corte d’Appello, invece, aveva ribaltato la decisione, condannando la banca. Secondo i giudici di secondo grado, la condotta della banca era stata negligente, in quanto l’apertura di un conto contestualmente al versamento di un unico assegno, seguito da un prelievo quasi immediato, avrebbe dovuto far scattare un campanello d’allarme. La Corte d’Appello aveva inoltre escluso qualsiasi responsabilità del mittente per aver usato la posta ordinaria.

Assegno per posta e concorso di colpa del mittente

La banca ha presentato ricorso in Cassazione, e gli Ermellini hanno accolto le sue ragioni. La Suprema Corte ha affermato un principio cruciale: la scelta di spedire un assegno per posta ordinaria, anziché con modalità più sicure come la posta raccomandata o assicurata, costituisce un’assunzione volontaria di un rischio. Questo comportamento negligente del mittente diventa un antecedente necessario dell’evento dannoso, perché senza la spedizione insicura, il furto e il successivo incasso fraudolento non sarebbero potuti avvenire.

La Cassazione ha chiarito che la condotta colposa del mittente si inserisce nel processo causale che porta al danno, configurando un’ipotesi di concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227 del Codice Civile. Di conseguenza, la responsabilità non può essere attribuita per intero alla banca negoziatrice, anche qualora quest’ultima sia stata negligente nell’identificazione del presentatore.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha cassato la sentenza della Corte d’Appello, rinviando la causa a un’altra sezione della stessa per un nuovo esame. Il nuovo giudice dovrà attenersi al principio secondo cui la spedizione di un assegno tramite posta ordinaria costituisce una condotta idonea a fondare un’affermazione di concorso di colpa del mittente. La responsabilità del danno dovrà, quindi, essere ripartita tra la compagnia assicurativa (mittente) e la banca.

Le Motivazioni della Sentenza

La Corte fonda la sua decisione sul principio consolidato, anche a Sezioni Unite, secondo cui l’esposizione volontaria a un rischio superiore a quello consentito dalle regole di comune prudenza è una condotta colposa. Il mittente ha a disposizione alternative sicure per la trasmissione di valori: la posta raccomandata, che garantisce la tracciabilità, quella assicurata, che copre il valore, e, soprattutto, gli strumenti di pagamento elettronici come il bonifico bancario, che sono più moderni e sicuri. Scegliere la posta ordinaria, un canale privo di qualsiasi controllo e tracciabilità, significa contribuire attivamente alla creazione del presupposto per il danno. La negligenza della banca nell’identificare il truffatore si innesta su questa originaria falla nella sicurezza creata dal mittente. Pertanto, entrambe le condotte negligenti concorrono a causare il danno finale, che deve essere ripartito in base alla gravità delle rispettive colpe.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per Mittenti e Banche

Questa ordinanza ha importanti conseguenze pratiche. Per chiunque debba inviare un pagamento, il messaggio è inequivocabile: non spedire mai un assegno per posta ordinaria. L’uso di metodi tracciabili e sicuri non è solo una buona prassi, ma un dovere di prudenza che protegge da eventuali responsabilità in caso di problemi. Per le banche, la sentenza non rappresenta un via libera alla negligenza. L’obbligo di identificare correttamente chi incassa un assegno rimane saldo. Tuttavia, in caso di contenzioso, la banca potrà legittimamente eccepire il concorso di colpa del mittente per ridurre l’ammontare del risarcimento dovuto. In sintesi, la prudenza è richiesta a tutti gli attori coinvolti nella circolazione dei titoli di credito.

Spedire un assegno per posta ordinaria è considerato negligente?
Sì, secondo la Corte di Cassazione, la spedizione di un assegno per posta ordinaria è una condotta negligente che espone il mittente a un concorso di colpa in caso di furto e incasso fraudolento.

Se un assegno spedito per posta viene rubato e incassato, la colpa è solo della banca?
No, la responsabilità non è esclusiva della banca. Il mittente che ha scelto una modalità di spedizione insicura concorre a causare il danno e, pertanto, deve condividere la responsabilità con la banca che ha pagato il titolo in modo negligente.

Quali sono le alternative più sicure per inviare un pagamento?
La sentenza e la comune prudenza suggeriscono l’utilizzo di metodi più sicuri come la posta raccomandata, la posta assicurata o, preferibilmente, strumenti di pagamento moderni e sicuri come il bonifico bancario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati