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Assegnazione canoni locazione e pignoramento immobiliare

La Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, affronta il complesso tema dell’assegnazione canoni locazione. Il caso riguarda il conflitto tra un creditore, che aveva ottenuto un’ordinanza di assegnazione su canoni di affitto futuri, e un altro creditore che aveva successivamente pignorato l’immobile da cui provenivano tali canoni. Il Tribunale aveva dato ragione al primo creditore, considerando l’assegnazione come un trasferimento di proprietà del credito. La Cassazione, riconoscendo la ‘particolare rilevanza’ della questione giuridica, non decide nel merito ma rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, al fine di chiarire se i canoni maturati dopo il pignoramento immobiliare spettino al creditore assegnatario o rientrino nella procedura esecutiva immobiliare.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Assegnazione canoni locazione: chi prevale in caso di pignoramento immobiliare?

L’assegnazione canoni locazione a un creditore può entrare in conflitto con un successivo pignoramento dell’immobile da cui tali canoni derivano. Si tratta di una questione complessa che crea incertezza tra gli operatori del diritto e i creditori. Un’ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha recentemente acceso i riflettori su questo dilemma, scegliendo di non fornire una risposta immediata ma di rimettere la decisione a una pubblica udienza, data la rilevanza della materia.

I Fatti del Caso: Un Conflitto tra Creditori

La vicenda trae origine da una procedura esecutiva immobiliare avviata contro una società debitrice. Un istituto di credito, tuttavia, vantava un diritto sui canoni di locazione dell’immobile pignorato, diritto derivante da una precedente ordinanza di assegnazione ottenuta in una distinta procedura di pignoramento presso terzi.

Quando il custode giudiziario dell’immobile pignorato è stato autorizzato a riscuotere i medesimi canoni di locazione, la banca si è opposta. Secondo la sua tesi, l’ordinanza di assegnazione, essendo anteriore e avendo data certa, le aveva già trasferito la titolarità dei crediti per i canoni, sottraendoli di fatto al patrimonio del debitore e, di conseguenza, alla successiva esecuzione immobiliare. Il Tribunale di merito aveva accolto questa tesi, qualificando l’ordinanza di assegnazione come una cessione di credito con effetto immediato.

I Motivi del Ricorso e l’assegnazione canoni locazione

Una società di cartolarizzazione, intervenuta nell’esecuzione immobiliare, ha impugnato la decisione del Tribunale dinanzi alla Corte di Cassazione, sollevando due questioni principali.

In primo luogo, ha sostenuto che l’assegnazione di crediti futuri, come i canoni di locazione non ancora maturati, produce il suo effetto traslativo solo nel momento in cui il credito viene a esistenza. Di conseguenza, i canoni maturati dopo il pignoramento immobiliare dovrebbero essere considerati frutti dell’immobile e, come tali, inclusi nell’esecuzione immobiliare (ai sensi dell’art. 2912 c.c.). Il creditore assegnatario, quindi, non potrebbe riscuoterli direttamente, ma dovrebbe partecipare alla distribuzione del ricavato della vendita dell’immobile.

In secondo luogo, la ricorrente ha contestato la non applicabilità, decisa dal Tribunale, delle norme (artt. 2812 e 2918 c.c.) che regolano l’opponibilità delle cessioni di credito ai creditori pignoranti, sostenendo che tali principi dovrebbero valere anche per le assegnazioni giudiziali e non solo per le cessioni volontarie.

La Decisione della Corte: una Questione Meritevole di Approfondimento

La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza interlocutoria, non ha risolto la controversia nel merito. Ha invece ritenuto che la questione giuridica posta dal primo motivo di ricorso fosse di ‘particolare rilevanza’.

Invece di decidere in camera di consiglio, la Corte ha disposto la trattazione del ricorso in pubblica udienza. Questa scelta procedurale indica che i giudici considerano il tema talmente importante e potenzialmente controverso da richiedere un dibattito più ampio e approfondito prima di poter formulare un principio di diritto definitivo.

Le Motivazioni

La motivazione alla base del rinvio a pubblica udienza risiede nella necessità di bilanciare due principi fondamentali del diritto dell’esecuzione. Da un lato, l’efficacia dell’ordinanza di assegnazione, che mira a garantire il soddisfacimento del creditore attraverso un trasferimento coattivo del credito. Dall’altro, il principio dell’universalità del pignoramento immobiliare, secondo cui l’esecuzione si estende a tutti gli accessori, pertinenze e frutti dell’immobile, inclusi i canoni di locazione maturati dopo il pignoramento. La Corte deve quindi chiarire se l’assegnazione canoni locazione futuri riesca a ‘staccare’ definitivamente questi crediti dall’immobile, rendendoli insensibili alla successiva esecuzione immobiliare, oppure se il pignoramento dell’immobile prevalga, attraendo a sé anche i canoni non ancora maturati al momento della sua trascrizione.

Le Conclusioni

In conclusione, questa ordinanza interlocutoria lascia aperta una questione cruciale per la tutela del credito. La futura sentenza della Corte di Cassazione, che verrà emessa a seguito della pubblica udienza, avrà un impatto significativo, poiché stabilirà una regola chiara sulla prevalenza tra l’assegnazione di crediti futuri e il pignoramento immobiliare. Gli esiti di questa decisione influenzeranno le strategie dei creditori e la gestione delle procedure esecutive complesse, fornendo un criterio certo per risolvere i conflitti sulla sorte dei canoni di locazione in caso di espropriazione forzata dell’immobile.

Un’ordinanza di assegnazione di canoni di locazione futuri è sempre opponibile a un successivo pignoramento immobiliare?
L’ordinanza non fornisce una risposta definitiva. Sottolinea che la questione è di ‘particolare rilevanza’ e la rinvia a una pubblica udienza per un esame approfondito. Mentre il tribunale di merito aveva affermato la piena opponibilità, la Corte di Cassazione ritiene la questione meritevole di ulteriore discussione.

Perché la Corte di Cassazione non ha deciso subito il caso?
La Corte ha ritenuto che il problema giuridico sollevato, ovvero il conflitto tra l’assegnazione dei canoni e il successivo pignoramento dell’immobile, sia troppo complesso e significativo per essere deciso con la procedura semplificata della camera di consiglio. Ha quindi optato per una pubblica udienza per consentire un dibattito più completo.

Qual è il destino dei canoni di locazione che maturano dopo il pignoramento dell’immobile?
Questa è la domanda centrale a cui la Corte dovrà rispondere. Secondo la tesi della parte ricorrente, questi canoni dovrebbero rientrare nell’esecuzione immobiliare come frutti del bene pignorato. Secondo la tesi della controparte, confermata in primo grado, apparterrebbero invece al creditore che ha ottenuto la precedente assegnazione. La decisione finale della Cassazione chiarirà questo punto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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