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Antitrust: poteri CTU e risarcimento danni

Una società di servizi informativi ha citato un ente pubblico per abuso di posizione dominante nel mercato dei dati immobiliari. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di Antitrust, l’attività dell’ente non costituisce un servizio di interesse generale escluso dalla concorrenza. La decisione chiarisce inoltre che il consulente tecnico d’ufficio può acquisire documenti non prodotti tempestivamente dalle parti se necessari per quantificare il danno, superando le ordinarie preclusioni istruttorie per determinare il corretto risarcimento.

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Antitrust e poteri del CTU: come quantificare il danno da abuso

L’Antitrust rappresenta il pilastro fondamentale per garantire un mercato equo, specialmente quando un ente pubblico entra in competizione con soggetti privati. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato il complesso tema dell’abuso di posizione dominante e della successiva quantificazione del danno, stabilendo principi essenziali per la tutela delle imprese.

Il conflitto tra ente pubblico e mercato privato

La vicenda nasce dalla contestazione mossa da una società privata contro un ente pubblico che gestisce registri immobiliari. L’ente aveva introdotto tariffe e modalità di accesso ai dati che, secondo la ricorrente, integravano un abuso di posizione dominante, rendendo impossibile la competizione per i soggetti privati operanti nel settore delle informazioni commerciali. La Suprema Corte ha confermato che tali attività non rientrano nei servizi di interesse economico generale esclusi dalla normativa sulla concorrenza, ma sono pienamente soggette alle regole del mercato.

La quantificazione del danno e il ruolo del consulente

Uno dei punti centrali della decisione riguarda la possibilità di utilizzare documenti prodotti tardivamente per determinare il risarcimento. Inizialmente, i giudici di merito avevano limitato l’indagine tecnica, ritenendo inammissibili i documenti non depositati nei termini processuali. Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato questo approccio, valorizzando la funzione della consulenza tecnica d’ufficio cosiddetta percipiente.

Le motivazioni

La Corte ha basato la sua decisione sul principio secondo cui il consulente tecnico, nei limiti delle indagini affidategli dal giudice, può acquisire tutti i documenti necessari per rispondere ai quesiti tecnici. Questo potere sussiste anche prescindendo dall’attività di allegazione delle parti, a condizione che i documenti non siano diretti a provare i fatti principali che fondano la domanda, ma servano esclusivamente a quantificare il danno (il cosiddetto quantum debeatur). In ambito Antitrust, dove la prova del danno è spesso complessa e richiede analisi tecniche approfondite, limitare il raggio d’azione del consulente significherebbe negare l’effettività della tutela risarcitoria.

Le conclusioni

In conclusione, l’ordinanza riafferma che la pubblica amministrazione, quando agisce come operatore economico, deve rispettare le regole della concorrenza. La quantificazione del danno subito dalle imprese private non può essere ostacolata da eccessivi formalismi processuali se l’acquisizione di dati tecnici è indispensabile per la decisione. Questa sentenza apre la strada a una maggiore efficacia nelle azioni di risarcimento per condotte anticoncorrenziali, garantendo che il consulente tecnico possa operare con gli strumenti necessari per una valutazione oggettiva e completa del pregiudizio economico subito.

Cosa succede se un ente pubblico abusa della sua posizione dominante?
L’ente pubblico è soggetto alle norme sulla concorrenza se opera in un mercato economico e può essere condannato al risarcimento dei danni verso i privati.

Il consulente tecnico può acquisire documenti non prodotti dalle parti?
Sì, il CTU può acquisire documenti necessari per rispondere ai quesiti tecnici sulla quantificazione del danno, superando le preclusioni processuali ordinarie.

Quando un’attività pubblica è esclusa dalle norme sulla concorrenza?
Solo quando l’attività rientra strettamente nei servizi di interesse economico generale privi di rilevanza commerciale diretta sul mercato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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