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Ammortamento francese: la Cassazione fa chiarezza

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni mutuatari contro un istituto di credito, confermando le sentenze di merito. La Corte ha chiarito che il costo per l’acquisto di quote di un consorzio di garanzia non rientra nel calcolo del tasso di usura (TEG). Inoltre, ha ribadito un principio fondamentale: un contratto di mutuo con piano di ammortamento alla francese non è nullo per indeterminatezza, anche se non esplicita il regime di capitalizzazione composta, confermando la stabilità di migliaia di contratti bancari.

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Pubblicato il 29 agosto 2025 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Ammortamento alla francese e usura: la Cassazione mette un punto fermo

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato temi cruciali per il contenzioso bancario, in particolare per quanto riguarda la validità dei contratti di mutuo e il calcolo del tasso di usura. La decisione chiarisce che il piano di ammortamento alla francese è pienamente legittimo anche se non esplicitato nel dettaglio, e stabilisce quali costi non devono essere inclusi nella verifica dell’usura. Analizziamo insieme i punti salienti di questa importante pronuncia.

I Fatti di Causa

La vicenda trae origine dalla richiesta di alcuni clienti e di una società che avevano stipulato un contratto di mutuo con un istituto di credito. Essi lamentavano la nullità di alcune clausole contrattuali, sostenendo la presenza di interessi usurari e anatocistici, oltre all’addebito di spese illegittime. Dopo aver perso sia in primo grado che in appello, i clienti hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, articolando dieci diversi motivi di impugnazione che spaziavano da vizi procedurali a questioni di merito sulla validità del contratto.

L’Analisi della Corte sulle Questioni Procedurali

La Suprema Corte ha preliminarmente esaminato e respinto le eccezioni di carattere procedurale sollevate dai ricorrenti.

Composizione del collegio e legittimazione ad agire

I ricorrenti avevano lamentato che la sentenza d’appello fosse stata decisa da un collegio di giudici diverso da quello presente all’udienza di precisazione delle conclusioni e che nell’intestazione della sentenza mancasse il nome di un giudice. La Corte ha liquidato queste obiezioni come infondate, qualificando la mancata indicazione del terzo giudice come un mero errore materiale emendabile e non come una causa di nullità. Ha inoltre confermato la piena legittimità processuale della società di gestione crediti intervenuta in rappresentanza della banca, chiarendo che i documenti prodotti in appello per dimostrare tale legittimazione erano ammissibili, in quanto non riguardavano il merito della causa.

Usura e Calcolo del TEG: il principio dell’ammortamento alla francese

Il cuore della controversia riguardava la presunta usurarietà del tasso di interesse. I ricorrenti sostenevano che, nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG), dovesse essere incluso anche un versamento di 27.500,00 euro effettuato a favore di un consorzio di garanzia per ottenere una fideiussione sul mutuo.

La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, confermando la decisione dei giudici di merito. Ha evidenziato che, sulla base delle istruzioni della Banca d’Italia, nel calcolo del TEG devono essere inclusi solo gli oneri direttamente riferibili all’operazione di finanziamento. Sono invece esclusi costi come “l’acquisto di azioni o di quote sociali”, anche quando funzionali a ottenere garanzie o altri benefici. L’esborso per entrare nel consorzio di garanzia, quindi, non poteva essere assimilato a una spesa collegata all’erogazione del credito e non contribuiva a determinare l’eventuale superamento della soglia di usura.

Infine, la Corte ha affrontato il tema dell’ammortamento alla francese e della presunta capitalizzazione composta occulta. Richiamando una recentissima e fondamentale sentenza delle Sezioni Unite (n. 15130 del 2024), la Cassazione ha ribadito che, in un mutuo con piano di rimborso rateale, la mancata indicazione esplicita della modalità di ammortamento o del regime di capitalizzazione composta non è causa di nullità parziale del contratto per indeterminatezza dell’oggetto.

Le Motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano su un duplice binario: il rigore procedurale e l’adesione a principi di diritto consolidati e recentemente riaffermati. Sul piano procedurale, la Corte ha distinto tra errori formali emendabili e vizi sostanziali che inficiano la validità di un atto, ritenendo che le doglianze dei ricorrenti rientrassero nella prima categoria. Sul merito, la decisione si allinea all’orientamento della Banca d’Italia per quanto riguarda il calcolo del TEG, escludendo costi che, sebbene collegati al finanziamento, rappresentano un’acquisizione di valori patrimoniali (le quote del consorzio) e non una spesa diretta. La motivazione più rilevante, tuttavia, è quella che si appoggia alla pronuncia delle Sezioni Unite sull’ammortamento alla francese. La Corte spiega che la struttura di questo piano di ammortamento, con rate costanti, è di per sé trasparente e permette al mutuatario di comprendere l’onere finanziario complessivo, senza che la mancata esplicitazione del meccanismo di calcolo degli interessi composti possa rendere il contratto nullo per indeterminatezza.

Le Conclusioni

Questa ordinanza consolida due principi di grande importanza pratica nel diritto bancario. In primo luogo, stabilisce un confine chiaro sui costi da includere nel calcolo dell’usura, escludendo le spese per l’acquisizione di quote sociali in enti di garanzia. In secondo luogo, e con maggior impatto, riafferma la piena validità dei contratti di mutuo con ammortamento alla francese, anche in assenza di una dettagliata descrizione del regime di capitalizzazione. Questa decisione offre certezza giuridica e stabilità a un’enorme quantità di contratti di finanziamento, riducendo il margine per contestazioni basate su presunte opacità contrattuali e confermando che la trasparenza è garantita dalla conoscibilità del piano di rimborso nel suo complesso.

La mancata indicazione del nome di un giudice nell’intestazione della sentenza la rende nulla?
No, secondo la Corte, se la partecipazione del giudice risulta dai verbali d’udienza, si tratta di un mero errore materiale che può essere corretto e non di un vizio che determina la nullità della sentenza.

Il costo per acquistare quote di un consorzio di garanzia (Confidi) va incluso nel calcolo del TEG per verificare l’usura?
No, la Corte ha stabilito che, conformemente alle istruzioni della Banca d’Italia, il costo per l’acquisto di azioni o quote sociali, anche se finalizzato a ottenere una garanzia per il prestito, è escluso dal calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini dell’usura.

Un contratto di mutuo con ammortamento ‘alla francese’ è nullo se non specifica il regime di capitalizzazione composta degli interessi?
No. La Corte, richiamando una recente sentenza delle Sezioni Unite, ha confermato che la mancata indicazione esplicita della modalità di ammortamento o del regime di capitalizzazione composta non rende il contratto nullo per indeterminatezza o indeterminabilità del suo oggetto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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