LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Adeguamento triennale: Cassazione rinvia il caso

Un gruppo di professionisti ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione dopo che la loro richiesta di adeguamento triennale della remunerazione era stata respinta in appello. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato che la stessa questione è già stata rimessa alle Sezioni Unite. Di conseguenza, ha sospeso il giudizio, rinviando la causa in attesa della decisione delle Sezioni Unite per garantire uniformità giurisprudenziale.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Adeguamento Triennale: La Cassazione Sospende il Giudizio

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere un giudizio relativo alla richiesta di adeguamento triennale della remunerazione avanzata da numerosi professionisti nei confronti di diverse Amministrazioni pubbliche. Questa decisione strategica è stata presa in attesa di un pronunciamento delle Sezioni Unite sulla medesima questione, un evento che creerà un precedente fondamentale per tutti i casi simili.

I Fatti del Caso: La Controversia sull’Emolumento

Un nutrito gruppo di professionisti si era visto rigettare in secondo grado la domanda di condanna delle Amministrazioni resistenti al pagamento del cosiddetto adeguamento triennale, un emolumento previsto da una specifica normativa di settore. Ritenendo ingiusta la decisione della Corte d’Appello, i professionisti hanno presentato ricorso per cassazione, portando la questione di fronte ai massimi giudici della giurisprudenza civile.

Il nucleo del contendere risiede nell’interpretazione e nell’applicabilità dell’articolo 6 del d.lgs. 257/91, che disciplina appunto il diritto a questo specifico aggiornamento economico periodico.

Il Rinvio e l’Importanza dell’Adeguamento Triennale

Durante l’esame del ricorso, la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione ha rilevato un fatto di cruciale importanza: la questione della spettanza di tale adeguamento triennale era già stata oggetto di un’altra ordinanza, la n. 6928 del 2024, con cui la stessa problematica era stata deferita alle Sezioni Unite. Le Sezioni Unite hanno il compito di risolvere i contrasti interpretativi tra le diverse sezioni della Corte o di decidere su questioni di massima importanza, garantendo l’uniformità del diritto nazionale.

Considerata la pendenza di questa decisione fondamentale, la Corte ha ritenuto opportuno non procedere autonomamente, per evitare il rischio di emettere una sentenza potenzialmente in contrasto con quella, di portata più ampia e definitiva, che sarà pronunciata dalle Sezioni Unite.

Le Motivazioni dell’Ordinanza Interlocutoria

La motivazione alla base della decisione della Corte è prettamente procedurale e ispirata al principio di economia processuale e certezza del diritto. I giudici hanno esplicitamente dichiarato che, essendo la questione centrale del ricorso (la spettanza dell’emolumento) già rimessa alle Sezioni Unite, è opportuno attendere la loro decisione prima di provvedere sul ricorso specifico. Pertanto, la Corte ha disposto il “rinvio della causa a nuovo ruolo”, mettendo di fatto il processo in pausa in attesa che le Sezioni Unite facciano chiarezza sul punto di diritto controverso.

Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche del Rinvio

Questa ordinanza interlocutoria ha un’implicazione pratica diretta per i ricorrenti e per tutti i professionisti che si trovano in una situazione analoga. La risoluzione della loro controversia è ora legata a doppio filo alla decisione che verrà presa dalle Sezioni Unite. Tale futura sentenza non solo determinerà l’esito di questo specifico caso, ma stabilirà un principio di diritto vincolante (il cosiddetto precedente) che guiderà le decisioni di tutti i tribunali italiani su casi identici. La scelta della Cassazione, sebbene ritardi la conclusione del processo, è volta a garantire una giustizia coerente e uniforme su tutto il territorio nazionale su un tema di grande rilevanza economica per un’intera categoria professionale.

Qual è la questione principale del ricorso?
La questione centrale è se i ricorrenti abbiano diritto al pagamento dell’adeguamento triennale della loro remunerazione, come previsto dall’art. 6 del d.lgs. 257/91, che era stato negato dalla sentenza della Corte d’Appello.

Perché la Corte di Cassazione non ha deciso subito il caso?
La Corte ha sospeso la decisione perché la stessa identica questione giuridica è già stata rimessa alle Sezioni Unite con un’altra ordinanza (n. 6928 del 2024). Per garantire coerenza e uniformità nella giurisprudenza, ha ritenuto opportuno attendere il loro verdetto definitivo.

Cosa succede adesso alla causa?
La causa è stata rinviata a nuovo ruolo, il che significa che il processo è temporaneamente sospeso. Verrà ripreso e deciso solo dopo che le Sezioni Unite avranno pubblicato la loro sentenza sulla questione dell’adeguamento triennale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati