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Senza nomina niente indennità di posizione organizzativa

Alcuni dipendenti universitari in servizio presso una struttura sanitaria hanno richiesto l’indennità di posizione organizzativa, sostenendo di aver svolto compiti di elevata responsabilità analoghi a quelli previsti dal contratto collettivo. In subordine, i lavoratori hanno domandato il risarcimento per la mancata conclusione dell’iter di assegnazione. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi dei dipendenti. I giudici hanno chiarito che l’istituzione e l’assegnazione di tali ruoli rientrano nella piena discrezionalità organizzativa dell’amministrazione. Il semplice svolgimento di fatto di compiti complessi non genera alcun diritto economico automatico senza un formale provvedimento di nomina. Di conseguenza, l’azienda sanitaria non ha commesso alcun inadempimento contrattuale e i lavoratori non hanno diritto ad alcun compenso aggiuntivo né a risarcimenti.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 33351 Anno 2022 (Cass. civ. sez. lavoro n. 33351/2022)

Il caso della mancata indennità di posizione organizzativa

Il pubblico impiego richiede spesso lo svolgimento di compiti di alta responsabilità per garantire servizi efficienti ai cittadini. Molti lavoratori ritengono che l’esecuzione materiale di mansioni complesse attribuisca automaticamente il diritto alla relativa retribuzione aggiuntiva. In ambito sanitario, l’indennità di posizione organizzativa rappresenta un compenso accessorio destinato a premiare specifiche funzioni gestionali. Diversi dipendenti universitari operanti in una struttura ospedaliera hanno promosso una causa per ottenere tale emolumento economico. I lavoratori hanno sostenuto di aver espletato per anni attività sovrapponibili a quelle previste per le posizioni organizzative. In via subordinata, essi hanno richiesto il risarcimento dei danni per la mancata conclusione del procedimento amministrativo e la perdita di chance (ovvero la perdita della concreta possibilità di ottenere un vantaggio futuro).

I presupposti formali nel pubblico impiego sanitario

La contrattazione collettiva del comparto sanità disciplina con rigore l’accesso agli incarichi fiduciari di responsabilità. L’attribuzione di un ruolo di coordinamento presuppone una preventiva decisione di pianificazione interna dell’ente datore di lavoro. L’amministrazione deve infatti definire la propria pianta organica e stanziare le risorse di bilancio necessarie prima di assegnare qualsiasi incarico. I lavoratori non possono presumere l’esistenza di una carica formale basandosi unicamente sulle mansioni eseguite quotidianamente in corsia o nei laboratori. La legge vieta ogni automatismo tra il lavoro svolto nei fatti e il sorgere di nuovi obblighi retributivi per la pubblica amministrazione. Senza una formale istituzione della funzione, la prestazione resa rientra nelle ordinarie mansioni contrattuali del dipendente.

La discrezionalità dell’ente e la parità di trattamento

I ricorrenti hanno lamentato una disparità di trattamento rispetto al personale ospedaliero che percepiva regolarmente il trattamento economico accessorio. Gli interessati hanno invocato il principio di uguaglianza retributiva per colmare il divario economico. Tuttavia, la comparazione tra ruoli lavorativi esige una perfetta identità di presupposti giuridici e contrattuali. L’amministrazione esercita un potere discrezionale nell’istituire posti di responsabilità per specifiche categorie di personale. Tale potere organizzativo non si traduce in un obbligo giuridico verso tutti i lavoratori. L’azienda sanitaria può legittimamente modulare le proprie nomine in base alle esigenze dei reparti e ai vincoli finanziari, escludendo qualsiasi intento discriminatorio.

Le motivazioni: i requisiti per l’indennità di posizione organizzativa

La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito rigettando le tesi dei lavoratori. Il provvedimento formale di istituzione e conferimento dell’incarico costituisce un presupposto indefettibile per ottenere la remunerazione economica aggiuntiva. L’articolo venti del contratto collettivo rimette integralmente alla discrezionalità dell’azienda sanitaria l’attivazione di tali posizioni di comando. L’ente non ha violato alcun dovere contrattuale o procedimentale, poiché non esiste un obbligo giuridico di avviare o portare a termine selezioni per ogni dipendente. La Corte ha inoltre precisato che non sussiste alcuna violazione del divieto di disparità economica. Il personale ospedaliero riceveva il compenso in forza di un regolare atto di nomina che mancava totalmente nel caso dei dipendenti universitari.

Le conclusioni: gli effetti pratici della pronuncia

La decisione stabilisce un principio chiaro e rigoroso a tutela della legalità amministrativa e della gestione delle risorse pubbliche. Lo svolgimento di compiti complessi non fa scattare l’indennità senza un formale atto di attribuzione dell’incarico da parte della direzione. I dipendenti soccombenti non hanno ricevuto alcun arretrato stipendiale e hanno perso ogni richiesta di risarcimento del danno. La Corte ha inoltre condannato i lavoratori al pagamento integrale delle spese processuali e al raddoppio del contributo unificato. La giurisprudenza ribadisce così la prevalenza degli atti formali sull’esercizio di fatto delle mansioni nel settore pubblico.

Basta svolgere compiti di alta responsabilità per ottenere l’indennità accessoria?
No, nel pubblico impiego lo svolgimento materiale delle mansioni non genera alcun diritto economico automatico se manca il provvedimento formale di nomina.

L’ente pubblico ha l’obbligo di istituire posizioni organizzative per tutti i dipendenti?
No, l’istituzione e l’assegnazione degli incarichi rientrano nella discrezionalità dell’amministrazione in base alle proprie esigenze gestionali e di bilancio.

Si può chiedere il risarcimento del danno per la mancata conclusione della procedura?
No, se l’ente non aveva l’obbligo vincolante di istituire la posizione o attribuire l’incarico, non sussiste alcun illecito contrattuale risarcibile.

Termini giuridici

Posizione organizzativa
Incarico a termine che attribuisce al dipendente funzioni di alta responsabilità e coordinamento, remunerato con un compenso specifico.
Legittimazione passiva
La titolarità del dovere giuridico di rispondere in giudizio rispetto alla pretesa avanzata da chi promuove la causa.
Perdita di chance
Il danno derivante dalla perdita concreta e dimostrabile della possibilità di ottenere un risultato favorevole o un guadagno futuro.
Giudicato
La condizione di una decisione giudiziaria che non può più essere impugnata e diventa definitiva.
Discrezionalità amministrativa
Il potere di scelta riconosciuto all'ente pubblico per perseguire l'interesse collettivo secondo le proprie esigenze organizzative.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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