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Espulsione nel patteggiamento: no al ricorso del PM

La Procura Generale impugnava una sentenza di patteggiamento per reati di stupefacenti perché il Tribunale aveva omesso di disporre l’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato a pena espiata. La pubblica accusa riteneva sussistente la pericolosità sociale dell’imputato e invocava l’obbligo del giudice di pronunciarsi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il tema centrale riguarda la disciplina dell’espulsione nel patteggiamento. La Suprema Corte ha chiarito che tale misura di sicurezza non è automatica né obbligatoria per legge, richiedendo una valutazione discrezionale della concreta pericolosità. Di conseguenza, il pubblico ministero non può ricorrere direttamente in Cassazione contro l’omessa statuizione, ma può rivolgersi successivamente al magistrato di sorveglianza.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 49125 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 49125/2022)

Il caso dell’omessa espulsione nel patteggiamento

La sentenza in esame affronta i limiti di impugnazione delle misure di sicurezza applicabili allo straniero. La vicenda trae origine dalla condanna per traffico di stupefacenti concordata tra le parti. Il Tribunale aveva ratificato l’accordo senza disporre la misura di sicurezza a fine espiazione della pena. La Procura Generale contestava la mancata valutazione della pericolosità del condannato e proponeva ricorso per cassazione. Il tema verte sui presupposti del rimedio giurisdizionale per l’espulsione nel patteggiamento.

La pubblica accusa sosteneva che gli elementi probatori dimostrassero chiaramente la pericolosità sociale del soggetto. Il materiale sequestrato comprendeva un cospicuo quantitativo di droga, strumenti di confezionamento, un’arma, telefoni cellulari e denaro contante. Secondo il pubblico ministero, il giudice di merito doveva motivare espressamente sul punto, anche in assenza di un accordo sul tema.

I limiti di ricorso per le misure di sicurezza

Il codice di rito penale limita rigidamente i motivi di impugnazione contro le sentenze di applicazione concordata della pena. La legge ammette il ricorso immediato solo per le misure di sicurezza obbligatorie per espressa previsione normativa. Quando la misura è obbligatoria, il magistrato accerta esclusivamente la sussistenza della fattispecie oggettiva senza margini di scelta.

La Corte Costituzionale ha eliminato qualsiasi automatismo per l’allontanamento dello straniero condannato per reati di droga. Il giudice deve verificare caso per caso se il soggetto sia concretamente pericoloso per la collettività. Questa indagine richiede l’uso del potere discrezionale e l’analisi della personalità del reo.

Le motivazioni dei giudici sulla mancata espulsione nel patteggiamento

I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso della pubblica accusa del tutto inammissibile. La Corte ha ribadito che l’allontanamento dello straniero non costituisce una misura imposta rigidamente dalla legge. L’omessa pronuncia del giudice di primo grado non viola una norma cogente di automatica applicazione.

Il magistrato deve condurre una specifica valutazione discrezionale per quantificare la pericolosità del condannato. L’assenza di tale determinazione nella sentenza patteggiata preclude il ricorso diretto alla Suprema Corte. L’ordinamento processuale riserva il controllo di legittimità soltanto alle violazioni di doveri vincolanti e non all’esercizio di scelte discrezionali omesse.

La Corte ha inoltre precisato che la Procura non rimane priva di tutela giuridica. La legge predispone un rimedio specifico e separato per colmare l’eventuale lacuna della sentenza. Il pubblico ministero può formulare una richiesta autonoma al magistrato di sorveglianza durante o al termine dell’espiazione della pena.

Le conclusioni sull’espulsione nel patteggiamento

La decisione consolida il principio di stabilità degli accordi processuali tra difesa e accusa. La sentenza di accoglimento del patteggiamento non decade per la mancata statuizione su una misura facoltativa. Il controllo della pericolosità sociale si sposta interamente nella successiva fase di esecuzione penale.

Il pubblico ministero esce sconfitto nel giudizio di legittimità, confermando la piena validità della sentenza impugnata. L’imputato mantiene la pena concordata senza l’aggravio immediato dell’ordine di allontanamento. Gli organi dell’accusa dovranno azionare il procedimento di sorveglianza per ottenere l’eventuale allontanamento del soggetto dal territorio nazionale.

Per quale motivo il pubblico ministero non può impugnare la sentenza per l’omessa espulsione?
L’espulsione dello straniero per reati di droga non è una misura di sicurezza obbligatoria per legge, bensì discrezionale, precludendo il ricorso diretto in Cassazione contro il patteggiamento.

Come può l’accusa richiedere l’espulsione se il giudice della cognizione l’ha omessa?
Il pubblico ministero può avanzare formale richiesta di applicazione della misura di sicurezza direttamente al magistrato di sorveglianza nella fase esecutiva.

Il patteggiamento comporta sempre l’automatica espulsione del cittadino straniero?
L’espulsione non è mai automatica poiché richiede un accertamento concreto ed effettivo della pericolosità sociale del soggetto.

Termini giuridici

Patteggiamento
Accordo tra accusa e difesa sulla pena da applicare, ratificato dal giudice con una sentenza che chiude anticipatamente il processo.
Misura di sicurezza
Provvedimento adottato per prevenire il compimento di nuovi reati da parte di una persona ritenuta socialmente pericolosa.
Inammissibilità
Rifiuto formale di esaminare un ricorso perché presentato fuori dai casi consentiti dalla legge o privo dei requisiti necessari.
Magistrato di sorveglianza
Giudice incaricato di vigilare sull'esecuzione della pena e di decidere sull'applicazione successiva delle misure di sicurezza.
Pericolosità sociale
Probabilità concreta che un soggetto torni a commettere reati in futuro, valutata dal giudice sulla base del fatto e della personalità.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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